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lunedì 15 dicembre 2025

Capozza\Il Tempo: "Vaticano, parla monsignor Georg Gänswein: "La mia verità su tre Papi""

Da Benedetto XVI a Leone XIV passando per Francesco. L'ex segretario e uomo di fiducia di Ratzinger, "cacciato" dal Vaticano da Bergoglio, svela segreti della Santa Sede: dalle registrazioni non autorizzate alle profezie poi avverate.
«Svelo a lei, forse per la prima volta in assoluto, quale fu una delle volontà tassative di Papa Benedetto quando si decise che, in futuro, noi collaboratori, il cardinale Müller e la Fondazione Ratzinger avremmo dovuto lavorare all’Opera Omnia dei suoi scritti: il primo volume ad uscire pretese che fosse quello dedicato alla Liturgia. Non quello sulla Teologia o l’altro dedicato all’Ecclesiologia, ma il volume sulla Liturgia. Questo la dice lunga su quanto egli ci tenesse».
Grazie a Francesco Capozza per questo invervento importante dell'ex Segretario di Benedetto XVI.
Luigi Casalini

Francesco Capozza 15 dicembre 2025, Il Tempo

È quasi surreale incontrare Monsignor Georg Gänswein in un salottino riservato solo a noi due a Casa Santa Marta, il luogo dove per dodici anni ha vissuto - e dov’è morto - Papa Francesco, da cui l’ex segretario e uomo di fiducia del cardinale Joseph Ratzinger prima e Benedetto XVI poi è stato incompreso, cacciato malamente dal Vaticano e forse anche un po’ vilipeso. In questa sorta di albergo, ristrutturato sotto il pontificato di Wojtyla per accogliere i cardinali durante i conclavi, negli ultimi anni dell’era bergogliana mons. Gänswein era considerato un nemico, e perciò un ospite indesiderato. Eppure, oggi l’attuale Nunzio Apostolico nelle Repubbliche Baltiche è sereno, sorridente, come se quell’angosciante periodo seguito alla morte del «suo Papa» fosse solo un lontano ricordo. E allora tanto vale togliersi subito il dente e fare chiarezza sugli ultimi tre anni.

Eccellenza, è vero, come qualcuno ha scritto, che Lei e Papa Francesco vi eravate riconciliati prima della sua morte?

«Riconciliazione è forse un termine esagerato.

domenica 14 dicembre 2025

Mons. Georg Gänswein: «Scelte di Francesco sulla messa in latino hanno danneggiato la pace. Ci riamo riconciliati prima della sua morte»

Ancora su mons. Georg Gänswein in questi giorni a Roma.
Per diversi anni hanno avuto un rapporto parecchio conflittuale, ed era una cosa talmente evidente in Vaticano che era impossibile da nascondere
Luigi C.

di Franca Giansoldati, Il Messaggero, 12-12-24

Per diversi anni hanno avuto un rapporto parecchio conflittuale, ed era una cosa talmente evidente in Vaticano che era impossibile da nascondere. Papa Francesco e il segretario di Ratzinger, don George Gaenswein sono stati protagonisti di innumerevoli polemiche e colpi bassi, spesso alimentati anche a suon di libri.

La messa in latino

Genswein, per esempio, in una biografia su Benedetto XIV, rivelò quanto Papa Bergoglio avesse ferito il Papa emerito abolendo l'intero percorso fatto sulla normalizzazione della messa in latino.

sabato 13 dicembre 2025

Milano domenica, il popolo del rito ambrosiano antico celebra il Giubileo nella Basilica di Sant'Ambrogio

Domenica 14 dicembre, domami, alle 20.30, la Messa i Terzo secondo il rito tradizionale. 
Monsignor Francesco Braschi: «Un gesto di comunione con la Chiesa e di gratitudine».
Piccole belle notizie.
Luigi C.

12 dicembre 2025, Avvenire, Andrea Galli

Tra gli eventi di questo Giubileo che si avvicina alla conclusione ce n’è uno che si sta per svolgere a Milano e che potrebbe apparire di portata solo diocesana, ma che per le sue caratteristiche e la sua singolarità è motivo di interesse anche oltre i confini della Chiesa locale. Domenica 14 dicembre alle 20.30, presso la Basilica di Sant’Ambrogio, verrà infatti celebrata una Messa giubilare in rito ambrosiano antico, cioè secondo il Messale in uso prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II, secondo l’edizione del 1954 ad opera del Cardinal Schuster. Una forma rituale oggi tenuta viva, in tutta la Chiesa, da quattro gruppi stabili di fedeli presenti a Varese, Lecco, Legnano e ovviamente Milano. Nel 2025 compie tra l’altro 40 anni il più longevo di questi gruppi, quello milanese,

venerdì 12 dicembre 2025

Nuove Agende con Calendario Tradizionale 2026

Riceviamo e pubblichiamo.
Prendiamo tutti agende con il "nostro" Calendario!
Luigi C.

L'ASSOCIAZIONE 'A MUSICAL OFFERING' PRODUCE E VENDE AGENDE TRAD 2026:

Nostro progetto di fund-raising per la stagione artistica include la vendita di agende squisite, illustrate, e 100% Made In Italy, in lingua italiano, inglese e latino.
E’ ora possibile ordinare le nostre bellissime Agende 2026, di qualità altissima colme di immagini sacre note nella Storia dell’Arte Occidentale. Ricco di preghiere, inni e riflessioni. In latino, italiano e inglese, Rito Romano e Ambrosiano, con il calendario liturgico di 1962.
Misura: 16,5x 23,5, carta GardaMatt 150g (pesantezza e lucidità sufficente per il risaldo degli immagini, senza difficoltà nella scrittura).
Nero, faux pelle, timbro ‘2026’dorato;
64 immagini di arte sacra per la meditazione e la preghiera, e per l’edificazione spirituale e culturale;

giovedì 11 dicembre 2025

Il latino è stato, ed è necessario che rimanga, la lingua del cattolicesimo

Grazie a Chiesa e post concilio per questa importante traduziuone.
Luigi C.

26-11-25

Nella nostra traduzione da Pelicanplus.com un altro articolo di Robert Keim da non perdere (precedente qui; oltre alle Lezioni sul latino liturgico qui). Il legame tra lingua cultura e religione è profondo e lo sarà sempre.
Intanto leggo proprio adesso [vedi] : "Il latino è la lingua ufficiale della Chiesa e chi non la conoscesse, anche tra i cardinali, da oggi in poi deve studiarlo perché Leone XIV lo ha sancito nel nuovo «Regolamento Generale della Curia Romana» emanato il 24 novembre".
Aggiornamento: Art. 50 Riforma Curia
§1 Le istituzioni curiali redigeranno di regola i loro atti nella lingua latina o in altra lingua [Ecco il 'baco' in puro stile conciliare]
§2. È costituito presso la Segreteria di Stato un ufficio per la lingua latina, a servizio della Curia Romana. [Ci voleva; ma bisognerà vedere con quali potenzialità]

martedì 9 dicembre 2025

L’Offertorio nella Nuova Messa? Un Pasto Protestante, verso l’Eresia? Padre Joachim Heimerl

Grazie a Marco Tosatti per questa traduzione sull'offertorio Novus Ordo.
Luigi C.

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, padre Joachim Heimerl, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla messa: il rito antico e il Novus Ordo. Buona lettura e condivisione.

Un’immagine distorta della fede: la nuova Messa e la sua “preparazione dei doni”.
Di P. Joachim Heimerl von Heimthal

Se è vero che la “Chiesa cattolica” è diventata una “nuova” Chiesa e insegna una “nuova” fede che ha rotto in tutto o in parte con la fede tradizionale, allora questo non è mai così chiaro come nella Santa Messa, che nel 1969 è diventata anch’essa una “nuova Messa”.
Che questa “nuova Messa” differisca dalla Messa tradizionale lo si può constatare non solo nei riti esteriori, ma soprattutto nei testi del Messale.
Un esempio di ciò è l'”Offertorio”, in cui il sacrificio viene preparato sull’altare e offerto a Dio.

venerdì 5 dicembre 2025

Intervista a Nicola Bux: i cattolici devono smettere di trattare la liturgia come "intrattenimento umano"

Interessante intervista a Mons. Bux.
Luigi C.



( LifeSiteNews ) — Il 21 ottobre, il cardinale Blase Cupich ha pubblicato una riflessione sulla liturgia e il suo rapporto con la povertà. Questa lettera ha suscitato un acceso dibattito e il celebre teologo italiano padre Nicola Bux ha scritto una lettera aperta, pubblicata il 18 novembre su Substack di Edward Pentin, che ha riportato l'attenzione sul cuore del culto cristiano: la manifestazione del mistero di Dio nella gloria del sacro.
Secondo Cupich, la riforma liturgica inaugurata dal Concilio Vaticano II è in sintonia con il «crescente senso del bisogno di una nuova immagine della Chiesa, più semplice e sobria […] non definita dagli elementi del potere mondano».
Inoltre, secondo Cupich, il Messale Romano riformato avrebbe così recuperato la sua “antica sobrietà”, perduta nel corso dei secoli a causa di una Chiesa resa mondana dalla propria egemonia culturale.

La lettera aperta di Padre Bux,

mercoledì 3 dicembre 2025

Una recensione del Canone Romano e delle Parole del Messale

Grazie a Chiesa e post concilio per questa traduzione di due volumi sul Canone della S. Messa.
Luigi C.

10-10-25
Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement una appassionata analisi sulla intraducibilità delle parole latine del Canone romano. Qui l'indice sulle mirabili formule del latino liturgico.Una recensione del Canone Romano
e delle Parole del Messale

Il vecchio detto italiano "Chi traduce mente [tradisce -ndT]" potrebbe essere un'esagerazione, ma come tutte le esagerazioni, contiene un fondo di verità. Ogni lingua, a ben vedere, ha il suo ecosistema distintivo, ovvero il suo modo dinamico di interagire internamente. Come spiega la pluripremiata traduttrice Edith Grossman:
Dietro ad ogni lingua esistono immense storie individuali e non esistono due lingue, con tutti i loro accrescimenti di tradizione e cultura, che si incastrino perfettamente... Le parole o la sintassi... sono peculiari di lingue specifiche e non sono trasferibili.
Dovremmo essere grati, quindi, per qualsiasi cosa faccia luce sull'ecosistema del latino liturgico, poiché tale ecosistema è parte del tesoro del Rito Romano tradizionale. Se, ad esempio, il Messale Romano del 1962 fosse tradotto, in modo accurato ed eloquente, in inglese, e se poi venisse celebrato esclusivamente nella traduzione, qualcosa andrebbe comunque perso.

venerdì 28 novembre 2025

“Ite Missa Est”. Come la Chiesa ha perso il senso della Messa, e la sua identità. Joachim Heimerl.

Grazie a Marco Tosatti per la pubblicazione di queste riflessioni di Padre Heimerl.
Luigi C.

Carissimi StilumCuriali, padre Joachim Heimerl, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul rito antico della messa, e il Novus Ordo. Buona lettura e diffusione.

“Ite missa est” – La Chiesa ha perso la sua identità.

Di P. Joachim Heimerl von Heimthal

“Ite, missa est.”

Per secoli la Santa Messa si è conclusa con queste parole, indicando ai fedeli che l’evento sacro a cui avevano partecipato era terminato.
Nel 1969 Paolo VI sostituì l’invito al congedo; ora la Messa si conclude con un superficiale “Andate in pace”.

giovedì 27 novembre 2025

Lottiamo per la Messa Tradizionale e per la Fede Tradizionale! Padre Joachim Heimerl

Grazie a Marco Tosatti per la pubblicazione di questa analisi di padre Joachim Heimerl.
The Catholic Thing – Robert Lazu Kmita: La liturgia dei secoli e l’opzione pastorale: “…In tale contesto, la Liturgia dei Secoli – caratterizzata dal suo principio monarchico e gerarchico, dalla sacralità e dalla riverenza fedelmente preservate dal clero e dai fedeli devoti alla Tradizione – rimane il bersaglio di coloro che sono convinti che essa rappresenti una forma antiquata e sclerotica, incapace di superare l'attuale crisi.”.
Luigi

20 Novembre 2025

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, , che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo accorato appello in difesa della messa di sempre. Buona lettura e diffusione.

Lottiamo per la Messa tradizionale e per la fede tradizionale!

Un appello a tutti i sacerdoti e ai fedeli.

Di P. Joachim Heimerl di Heimthal

Ci sono solo poche cose per cui vale la pena lottare.

Se certi sistemi statali o ideologie moderne appartengano a queste cose è discutibile, anche se la maggior parte dei vescovi e il Papa lo sostengono.

Tuttavia, tra le cose per cui vale la pena lottare ci sono la fede cattolica e la sua autentica espressione nella Santa Messa.

Uwe Lang. "Il Latino come lingua liturgica del Rito Romano"

Grazie a Chiesa e post concilio per la ripresa di questo importante articolo di Padre Uwe Lang del 2007.
Luigi C.

29-8-25

Padre Uwe Michael Lang, C.O., era Officiale della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e Consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ai tempi di Benedetto XVI. Ora è tornato al suo convento Brompton Oratory di Londra. Lo stesso autore - nel corso del primo Convegno Summorum Pontificum - Una ricchezza spirituale per tutta la Chiesa, Roma 16-18 settembre 2008 - ha pronunciato un notevole intervento dal titolo Il Latino come lingua liturgica del Rito Romano. Ne conservo il testo integrale dal Convegno, pubblicato altrove e che ora riprendo di seguito. Precedenti dello stesso autore qui - qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sul Latino.Il Latino come lingua liturgica del Rito Romano
di Uwe Michael Lang*

Lingua sacra

Come premessa si ritengono utili alcune riflessioni sul fenomeno della "lingua sacra". La lingua è più che un semplice mezzo di comunicazione; è anche un mezzo di espressione. Questo vuol dire che la lingua non è soltanto uno strumento che serve per comunicare fatti, e deve farlo nel modo più semplice ed efficiente, ma è anche il mezzo per esprimere la nostra mens in un modo che coinvolga tutta la persona.
Di conseguenza, la lingua è anche il mezzo in cui si esprimono i pensieri e le esperienze religiosi. Si è consapevoli della trascendenza del divino e, allo stesso tempo, delle sua presenza, una presenza che è reale a incomprensibile. Ci sono forme estreme per esprimere questa esperienza, "parlare in lingue" e "silenzio mistico". Parlare in lingue o glossolalia è un fenomeno noto a noi dalla Prima Lettera di San Paolo; esso ha avuto una ripresa negli ultimi cento anni nei movimenti carismatici e si trova anche in altre tradizioni religiose, tra cui, per esempio, l'Oracolo di Delfi. La glossolalia rende impossibile la comunicazione umana. La persona che parla "in lingue" può essere compresa solo con l'aiuto di un interprete. Perciò, San Paolo ha riserve sulla glossolalia e preferisce la "profezia", che è nel servizio della Carità ed edifica la Chiesa (1Cor 14). Nel silenzio mistico è esclusa la comunicazione umana ordinaria, come mostra l'esperienza condivisa da Sant'Agostino e da sua madre Santa Monica ad Ostia, descritta nel libro IX delle Confessioni.

Casalini e Zenone. Papa Leone riapre alla Messa Antica? VIDEO

Riceviamo e pubblichiamo.
Comunicazioni, indiscrezioni, smentite e falsità. Cosa c'è di vero nella notizia dell'offerta di larga generosità nel concedere la celebrazione Tridentina di Papa Leone XIV? Ne parliamo con il nostro Luigi Casalini del blog.messainlatino.it e Giovanni Zenone.
QUI e sotto il video.

martedì 25 novembre 2025

Leone XIV, la Santa Messa Tridentina e la presunta “ideologia” dei cattolici tradizionali

Grazie ad Aldo Maria Valli per questa traduzione sulle accuse alla Messa Tradizionale.
Su una certa incertezza di Leone XIV in campo dottrinale e liturgico (speriamo bene...): Monday Vatican – Andrea Gagliarducci: Leone XIV tra l’eredità di Francesco e il bisogno di andare avanti: “…Dilexi Te è, infatti, profondamente opera di Papa Francesco. Il suo stile è riconoscibile e vengono messi in evidenza anche i suoi nemici ideologici, tra cui le élite e le strutture corrotte. Leone XIV ha pesantemente rivisto il testo che ha ricevuto, ma il lavoro era già a buon punto. Leone, in breve, ha dimostrato il suo desiderio di non abbandonare completamente l'eredità del suo immediato predecessore, traducendola e appropriandosene nella traduzione. (…) Questo atteggiamento, ovviamente, ha anche i suoi lati negativi. Per un certo periodo, almeno, conferirà una parvenza di credibilità ai sostenitori di una narrativa che vorrebbe Leone XIV in perfetta sintonia con il suo predecessore, che la sinodalità auspicata da Francesco sia più viva che mai, nonostante tutti i segnali contrari, e che la rivoluzione di Papa Francesco continuerà a ritmo sostenuto. Dilexi te non fa nulla per smentire questa narrativa, almeno non in apparenza. (…)Vale la pena ricordare come anche il primo grande documento del pontificato di Francesco, Lumen Fidei, fosse stato iniziato dal predecessore di Francesco, che all'epoca era ancora vivo e in qualche modo partecipava alla vita della Chiesa. Benedetto XVI è rimasto certamente un punto di riferimento per molti. L'idea generale è che il ricambio generazionale sia già avvenuto con l'elezione di Leone XIV e porterà a un lungo addio a un mondo che non esisterà più.(…) Papa Francesco è stato, in definitiva, l'ultima espressione di un mondo degli anni '70 che ha portato con sé anche tutta la sua violenza ideologica e politica. (…) Leone XIV non vuole cancellare l'eredità del mondo precedente. Come era già successo con la Teologia della Liberazione, quando la Congregazione per la Dottrina della Fede scrisse due istruzioni proprio per evitare di distruggere il lato positivo del movimento, Leone XIV sembra desideroso di evitare un regolamento di conti a somma zero con il mondo del passato e di preservare sinceramente il bene che vedeva in quel mondo. Non è né un Papa della continuità né un Papa della discontinuità.(…) Tra l'eredità del passato e lo sguardo rivolto al futuro, il pontificato di Leone XIV è ora pienamente in atto".
Luigi C.

8-10-25

«Perché c’è un solo partito dell’ordine capace di ristabilire la pace in mezzo a tutto questo tumulto, ed è il partito di Dio. È questo partito, quindi, che dobbiamo promuovere e ad esso attrarre il maggior numero possibile di persone, se siamo veramente spinti dall’amore della pace»
San Pio X, «E supremi apostolatus», 1903

di Robert Morrison

Nella sua recente intervista con Elise Ann Allen di «Crux», papa Leone XIV ha accennato alle divisioni ideologiche legate alla questione se Roma debba o no consentire la Messa tridentina:

Badilla. Il futuro della Messa Tradizionale e di Traditionis Custodes

Grazie a Luis Badilla per questa analisi sulle ultime indiscrezioini su possibili modifiche decisionali sulla Messa Tradizioinale e Traditionis Custodes.
QUI la "non smentita" del Nunzio Vaticano: "La Nunziatura Apostolica inglese conferma sostanzialmente le indiscrezioni sulla futura applicazione «generosa» di Traditionis custodes".
QUI i post di MiL su Traditionis Custodes.
Luigi C.

Messa in latino. Qualcuno vuole riattizzare la controversia mentre Papa Leone studia la situazione creatasi con due Motu propri divergenti firmati da Benedetto e Francesco.

Sembrerebbe che da più parti si vuole tornare al clima peggiore della controversia sulla cosiddetta "Messa in latino"; clima di scontro dove le parola sono sassi. Di colpo, dopo i primi sei mesi di pontificato, mentre si era alla ricerca di una convivenza pacifica tra i sostenitori del Motu proprio di Papa Francesco "Traditionis custodes" (16 luglio 2021) e quelli sostenitori del Motu proprio di Papa Benedetto XVI "Summorum Pontificum" (7 luglio 2007),

domenica 23 novembre 2025

Papa Leone riapre alla Messa Antica? In streaming domani lunedì 24 novembre ore 18

Riceviamo e pubblichiamo.
Comunicazioni, indiscrezioni, smentite e falsità. Cosa c'è di vero nella notizia dell'offerta di larga generosità nel concedere la celebrazione Tridentina di Papa Leone XIV? Ne parliamo con il nostro Luigi Casalini del blog.messainlatino.it e Giovanni Zenone.
QUI e sotto il video di domani lunedì 24 novembre ore 18.

venerdì 21 novembre 2025

Il crollo nella preghiera per i defunti è direttamente collegato al nuovo rito della Messa

Grazie a Chiesa e post concilio per questa interessante analisi sul funerale Novus Ordo e e Tradizionale e le sue conseguenze.
Luigi C,

14-11-25

Nella nostra traduzione da Tradition & Sanity, Peter Kwasniewski illustra ancor meglio che in questi precedenti [qui - qui] le banalizzazioni sulla preghiera per i defunti, direttamente collegate al nuovo rito della Messa. "Non pregare per le anime dei defunti: lo scandalo del funerale cattolico moderno".Il crollo nella preghiera per i defunti
è direttamente collegato al nuovo rito della Messa

C'era una volta una persona molto importante nella mia vita, morta. Ho partecipato al funerale. Era una cerimonia di canonizzazione del Novus Ordo, celebrata da un prete e tre donne in tailleur che officiavano nel presbiterio. Tutti i presenti al funerale erano vestiti di nero, tranne il prete, che indossava il bianco. La discordanza era lampante e di cattivo gusto. Il contrasto tra il profondo istinto umano del lutto, che si può dire sia parte indelebile del sensus fidelium, e i bizzarri riformatori liturgici che introdussero il bianco come colore per le Messe per i defunti, non mi è mai stato così evidente.
Il giorno prima, tuttavia, io e la mia famiglia eravamo andati a una tradizionale Messa da Requiem, cantata da un amico sacerdote. Il contrasto non era solo profondo, ma sconvolgente. Tra quel giorno e il successivo, eravamo emotivamente sospesi tra due offerte per i defunti radicalmente diverse: una che prendeva la morte con tremenda serietà, che si preoccupava del destino dell'anima del defunto e ci permetteva di soffrire; un'altra che metteva da parte la morte con banalità e vuote promesse. Il contrasto tra i paramenti neri del venerdì, il Dies irae [qui], e i suffragi sussurrati, e la casula bianca sormontata dalla stola del sabato e i sentimenti amplificati di benevolenza universale sembrava incarnare l'abisso che separa la fede dei santi dal modernismo prematuramente invecchiato di ieri.

mercoledì 19 novembre 2025

La Nunziatura Apostolica inglese conferma sostanzialmente le indiscrezioni sulla futura applicazione «generosa» di Traditionis custodes

Alla fine della scorsa settimana, due autorevoli (e sempre ben informate in materia) testate quali il sito The Pillar ed il quotidiano Il Giornale, subito riprese da MiL, avevano pubblicato la notizia secondo la quale, durante il discorso tenuto all’assemblea plenaria della Catholic Bishops’ Conference of England and Wales, mons. Miguel Maury Buendía, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna, aveva informato i Vescovi che Papa Leone XIV chiederà al card. Arthur Roche, Prefetto del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, «di essere generoso» quando gli sarà chiesto di dispensare dalle restrizioni alla liturgia tradizionale (soprattutto QUI Nico Spuntoni su Il Giornale; QUI su The Pillar; QUI e QUI su MiL).
Nel giro di poche ore la notizia ha ovviamente fatto il giro del mondo ed è stata ripresa da moltissimi media, scatenando le più diverse reazioni.
Lo stesso

martedì 18 novembre 2025

Il vescovo di Charlotte (USA) chiede che le balaustre dell'altare non vengano più utilizzate per ricevere la Santa Comunione. E ad Austin...

Aggiornamento 18 novembre ore 17 QUI: "La diocesi di Charlotte afferma che per ora l'uso della balaustra dell'altare cesserà solo in una chiesa.
Il vicario giudiziario della diocesi di Charlotte ha aggiornato la sua dichiarazione affermando che la richiesta del vescovo Martin di sospendere l'uso della balaustra dell'altare il 30 novembre sarà accolta solo nella sua chiesa".
Ma QUI e QUI (e foto sotto) ad Austin (Texas): "Il nuovo vescovo di Austin ordina ai sacerdoti di rimuovere gli inginocchiatoi per la Comunione".

Mala tempora currunt.
Riceviamo la S. Comunione sempre in ginocchio, combattendo il "rispetto umano".
"Resistere, resistere, resistere"!
Il gruppo locale TLM ha esortato: "Sacerdoti e fedeli: può chiedere ma non può comandare. USATE LE BALAUSTRE!".
"Affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto terra», scrisse San Paolo in una lettera ai Filippesi". (Filippesi 2:10).
QUI e QUI le vicende di Charlotte.
Luigi C.


( LifeSiteNews ) — Il vescovo Michael Martin della diocesi di Charlotte ha chiesto che le balaustre dell'altare non vengano più utilizzate per ricevere la Santa Comunione.

Messa Tradizionale. "La Legge del Sacro: Rettificazione, Apocalisse, Tradizione viva"

Ottima analisi sulle differenze tra NOM e Messa di sempre.
"Io, per questo, lo dico senza puntare il dito: se puoi, vai al Rito Antico, ma non perché altrove Dio non sia, ma perché qui lo vedrai meglio e che il cuore ama più facilmente quando l’occhio vede. [...] Validità non è pienezza. Nessuno, tantomeno io, contesta la validità del Novus Ordo celebrato come la Chiesa comanda. Ma validità significa che Cristo opera; mentre pienezza significa che la forma educa". 
Luigi C.

Croce-Via,  Simon de Cyrène il 24 settembre 2025


Parte I: Forma dat esse

L’organismo ecclesiale tra Offertorio, Canone e segni che non mentono
C’è un momento, in ogni Messa, in cui il tempo sembra sospendersi: “Sursum corda – Habemus ad Dominum.” Se davvero i cuori si alzano, lo capisci dai segni: il passo dei ministri, la calma di un silenzio che non imbarazza, l’altare che non è tavolo di riunione ma pietra sacra, il Crocifisso in asse che comanda lo sguardo, la voce del sacerdote che non “spiega” ma offre. Lì, la Chiesa respira.

domenica 16 novembre 2025

Spuntoni. Torna la messa in latino. Così Leone XIV archivia la decisione di Bergoglio. E MiL vince su Google

"Sei mesi dopo la sua elezione, si inizia a capire quale sarà il suo approccio: ecco la prima decisione che farà discutere [...] Buone notizie: Per il mondo della tradizione cattolica quella riferita dal nunzio ai vescovi d'Inghilterra e Galles non è stata l'unica buona notizia della settimana. Il Tribunale di Imperia, infatti, ha riconosciuto la fondatezza del ricorso presentato dal popolare blog Messainlatino.it contro l'oscuramento subìto lo scorso luglio e che aveva provocato un'ondata di solidarietà nelle comunità virtuali affezionate alla messa tridentina".
Luigi C.

Nico Spuntoni 16 novembre 2025, Il Giornale, 

Traditionis custodes verrà ricordato come uno dei provvedimenti più discussi del pontificato di Francesco. Il motu proprio del luglio 2021 con cui Bergoglio ha abrogato la liberalizzazione della cosiddetta messa in latino concessa nel 2007 da Benedetto XVI ha provocato polemiche e divisioni all'interno della Chiesa, finendo per essere contestato non solo dai cattolici tradizionali ma anche da una maggioranza convinta che quelle restrizioni fossero inutili. C'era molta attesa su ciò che avrebbe fatto Leone XIV su questa materia così delicata. Sei mesi dopo l'elezione di Prevost, il Papa che si è presentato ai fedeli per unire la Chiesa, si comincia a comprendere quale sarà il suo approccio.

La rivelazione

Il futuro della messa tridentina, ancora una volta, passa dal Regno Unito. Giovedì scorso Damian Thompson, editorialista del The Spectator e autore del podcast Holy Smoke, ha reso pubblica la voce secondo cui "Leone concederà una proroga della messa in latino a qualsiasi vescovo d'Inghilterra e Galles che ne faccia richiesta"