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Visualizzazione post con etichetta echi tridentini (gastronomia). Mostra tutti i post
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sabato 16 agosto 2025

La tavola, la confessione e l'eresia culinaria

La gastronomia è cattolica.
Luigi C.

di Nelson Ribeiro Fragelli, TFP

L'elaborazione degli stili culinari, che variano molto, ritrae un ideale sociale in linea con quei gusti. Si parla giustamente di una "filosofia del gusto". Parte di questa elaborazione è un modo di essere non esplicito, che sta alla base della mentalità di ogni nazione e ne orienta l'elaborazione dei piatti. La tavola rifletteva l'ascesa morale di un popolo, che creava ricette che fanno la storia del buon gusto. In tempi di rovina morale, la tavola esprime anche lo stato d'animo della popolazione. La tavola odierna mostra molti segni dell'attuale declino morale della nostra società. Tali segni sono più evidenti nelle tavole francesi, che hanno portato la qualità della preparazione dei menu al suo apice, cosa riconosciuta in tutto il mondo.
Un esempio significativo di come lo stato d'animo delle persone influenzi il gusto di ciò che mangiano si trova nel libro Gastronomia francese: storia e geografia di una passione, scritto da Jean-Robert Pitte, membro dell'Accademia Francese di Lettere. Pitte si chiede perché i sapori creati dalla gastronomia dei paesi cattolici siano superiori a quelli della cucina dei paesi protestanti.

venerdì 18 luglio 2025

Echi tridentini (in gastronomia): l'origine della "madeleine" dedicata a Maria Maddalena e a San Giacomo

Il prossimo martedì la Chiesa celebra una grande discepola di Gesù: Maria Maddalena.
Cogliamo l'occasione per parlare oggi di un dolce francese che secondo una leggenda diffusa, porterebbe il suo nome: la "madeleine". 

Questo dolce fu infatti realizzata in onore di Maria Maddalena, la prima evangelista di Francia.
E sempre all'influenza religiosa si deve la sua sua forma a conchiglia in quanto la conchiglia è da sempre il simbolo dei pellegrini che si recavano e si revano al santuario di Santiago di Compostela (San Giacomo si celebra tra una settimana, il 25 luglio). 

Questo dolce è diventato famoso anche grazie a Proust: riportiamo di seguito un bell'articolo di Tre Sentieri che parla proprio di questo dolce. 

5/10/2024
Il celebre scrittore Marcel Proust (1871-1922), la cui poetica è tutt’altro che condivisibile, parla di memoria involontaria, ovvero di quella memoria non voluta, e quindi non anticipatamente pensata, che sopraggiunge all’improvviso perché suscitata da una semplice sensazione; una sensazione che può essere un profumo, uno sguardo…un sapore. Già!…un sapore. A Proust era bastato riassaporare una piccola madaleine per reimmergersi nella sua infanzia, quando, ogni mattina, la zia lo svegliava portandogli una tazza di té caldo con qualche madaleine nel

mercoledì 25 giugno 2025

Si può capire la grandezza del Medioevo anche attraverso la sua gastronomia?

La gastronomia è cattolica...
Luigi C.


Anche attraverso un uso quotidiano come il mangiare si capisce quanto sia falsa l’immagine che solitamente si dà del Medioevo cristiano. La gastronomia era piena di colore e raffinatezza a dimostrazione di un atteggiamento positivo nei confronti della vita.
Che ai Medievali piacesse mangiare è risaputo; che piacesse mangiare anche in compagnia, è ugualmente risaputo. D’altronde è Michel Rouche, storico della gastronomia, a scrivere: “Il banchetto probabilmente non ha mai rivestito un ruolo tanto importante quanto in epoca carolingia.” Ma che anche la mistica medievale si occupasse dei “bassi” interessi culinari, questo forse non tutti lo sanno. Diciamocelo: quando pensiamo ai mistici cristiani –e soprattutto a quelli del Medioevo- ci viene spontaneo pensare ad un rifiuto totale del mondo e delle sue cose. Nulla di più sbagliato.

Prima di tutto, è proprio della spiritualità cristiana –e di quella medievale in particolare che di cristianesimo se ne intendeva, eccome!- la distinzione tra due tipi di mondo.

venerdì 21 marzo 2025

Echi tridentini in gastronomia: i maritozzi quaresimali e il miracolo di S. Filippo Neri a Palazzo Massimo (16 marzo)

Nei secoli addietro, nelle varie Regioni, durante il tempo di Quaresima si sono diffusi molti "dolci" in linea coi precetti di penitenza: i famosi "quaresimali".
Oggi, vorremmo parlarvi di quelli romani: i maritozzi quaresimali: versione più secca e semplice del classico e celeberrimo maritozzo con la crema o la panna.
Prendiamo spunto da qui
La storia
Per gli antichi romani il "maritozzo" era un pane con aggiunta di miele e uva passa e divenne poi il dono che si faceva alla propria amata dentro il quale si nascondeva l’anello di fidanzamento. Nel Medioevo quelli della quaresima vennero preparati con ingredienti più poveri e meno "golosi".
Il "miracolo di S. Filippo Neri".
Ogni anno, il 16 marzo a Palazzo Massimo alle Colonne, ancora oggi si celebra la festa del miracolo di san Filippo Neri: il santo il 16 marzo 1583 resuscitò il giovane Paolo, allora quattordicenne, figlio del principe Fabrizio Massimo, discepolo di S. Filippo, malato da mesi di una forte e persistente febbre. Nei secoli questo luogo è stato impreziosito e la stanza trasformata in una cappella dove da allora sino ad oggi ogni anno un cardinale vi celebra la Messa in ricordo di questo evento, al termine della quale si tiene un rinfresco e si possono

domenica 9 febbraio 2025

Echi tridentini in cucina. Perché san Paolo raccomanda di non bere solamente acqua, ma anche vino?

Un buon bicchiere di vino questa domenica!
Un grande scrittore cattolico, intervistato, scrisse anni fa che bisognava diffidare degli astemi (salvo quelli che lo sono per ragioni sanitarie).
Una bella testimonianza, sul vino, nella Sacra Scrittura.
Sull'uso del vino al miracolo di Cana vedere il breve video QUI.
QUI ancora Gnerre sul tema: "Apologetica assaporando…un bicchiere di vino".
Luigi C.


Al suo amico Timoteo, colpito da indisposizioni di stomaco, san Paolo raccomanda: “Smetti di bere soltanto acqua, ma fa uso di un po’ di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni” (1 Timoteo 5, 23).

Perché l’Apostolo dà questo consiglio? Perché sapeva bene che il vino (ovviamente in giusta misura) può fare bene. Benefici terapeutici che sono stati attestati anche dalla medicina moderna.

Si dice che il celebre chimico Pasteur Louis Pasteur (1822-1895) abbia definito il vino come “la più sana ed igienica delle bevande“…e lui d’igiene se ne intendeva, eccome. E il celebre gastronomo francese, Anthelme Brillat-Savarin (1755-1822) scrive: “Un pasto senza vino è come un giorno senza sole“.

venerdì 7 febbraio 2025

Echi tridentini in cucina: le olivette di S. Agata (5 febbraio) - #echitridentini #santagata

Lo scorso 5 febbraio la Chiesa ha commemorato S. Agata, martire.
Tutti conoscono i tipici dolci in suo onore: le minne di S. Agata (che si rifanno alle torture subite e al suo martirio), quindi noi oggi, in suo onore, vogliamo proporre un altro dolce a lei dedicato meno conosciuto ma pur sempre "tradizionale": le olive di S. Agata  (in siciliano "alivetti" o "aliveddi ri Sant’Àjita").
La storia delle olivette è molto antica: si racconta che, nel tragitto da Palermo (dove si era rifugiata per sfuggire alle "abiure" forzate) verso Catania su ordine di Quinziano, proconsole di Catania, incaricato di , proconsole di Catania) verso Catania che la doveva processare, Agata si fermò un attimo per allacciarsi un sandalo e, nel punto in cui toccò il suolo, iniziò a

venerdì 10 gennaio 2025

Echi tridentini (in cucina) - La 'ciambella dei Re Magi' e i 'cavallucci di Siena': alcuni dolci per l'Epifania - #echitridentini #epifania

Siamo in quella che un tempo era l'ottava dell'Epifania (che terminava il 13 gennaio con il Battesimo di Gesù, seconda Epifania di N. S. G. C.).
Per l'occasione, come nostra rubrica dedicata agli "echi tridentini", proponiamo due dolci tipici per questa festività. 

Il primo sono dolci toscani che hanno origine nel XVI sec. e tradizionalmente sono diventanti il dolce tipico natalizio, preparato prevalentemente per l'arrivo dei Re Magi nel presepe: "i cavallucci di Siena. "
Sono biscotti morbidi, tondeggianti, dall'aspetto ruvido ma dal sapore sorprendente (grazie alle molte spezie che Siena iniziava ad imnportare dall'Oriente). 
La ricetta è sempplice con acqua, zucchero, miele, canditi, anice, noci e lievito, e i cosiddetti befanini, frollini a base di agrumi e rhum, ricoperti di granella colorata. 

Il secondo è la "ciambella dei Re" (che ha origine spagnole, Roscon de Reys): è una brioche morbida (a forma di ciambella, quasi una "corona" dei Re Magi), lievitata e

venerdì 13 dicembre 2024

Echi tridentini (in gastronomia) S. Lucia: i dolci tipici in onore della Santa patrona della vista e che porta i doni

Quest'oggi la Chiesa commemora S. Lucia, vergine e martire siracusana.
Molti sono i dolci che, nei secoli scorsi, sono stati ideati in suo onore e che sono giunti fino a noi. Ovviamente sono diversi a seconda delle zone.
Per la nostra rubrica degli Echi tridentini (in gastronomia), facciamo un piccolo elenco di seguito dei dolci di S. Lucia.

SIRACUSA - la Cuccìa (1646)
E' un dolce di grano intero cotto, ricotta, zucchero e - successivamente - cioccolato. 
Questo dolce nasce nel 1646 quando Siracusa fu colpita dalla carestia e la popolazione era ridotta alla fame senza grano. La fine del della carestia fu annunciata da una quaglia che entrò in cattedrale portando nel becco una spiga di grano: quel giorno infatti finalmente una nave carica di grano entrò nel porto di Siracusa e potè finalmente sfamare i palermitani, i quali però non volendo aspettare la macinazione, cossero un impasto col grano intero (non macinato) ricotta e cioccolato, dedicandolo alla Santa, patrona della città, alla cui

venerdì 20 settembre 2024

Echi tridentini: Perché si può capire la grandezza del Medioevo anche attraverso la sua gastronomia?

Il venerdì, come i nostri lettori sanno, è dedicata alla nostra rubrica sugli echi tridentini (in letteratura, in musica o in cucina).
Ecco allora un bel post sulla grandezza del cattolicesimo, anche nella gastronomia.
Luigi C.


Anche attraverso un uso quotidiano come il mangiare si capisce quanto sia falsa l’immagine che solitamente si dà del Medioevo cristiano. La gastronomia era piena di colore e raffinatezza a dimostrazione di un atteggiamento positivo nei confronti della vita.
Che ai Medievali piacesse mangiare è risaputo; che piacesse mangiare anche in compagnia, è ugualmente risaputo. D’altronde è Michel Rouche, storico della gastronomia, a scrivere: “Il banchetto probabilmente non ha mai rivestito un ruolo tanto importante quanto in epoca carolingia.” Ma che anche la mistica medievale si occupasse dei “bassi” interessi culinari, questo forse non tutti lo sanno. Diciamocelo: quando pensiamo ai mistici cristiani –e soprattutto a quelli del Medioevo- ci viene spontaneo pensare ad un rifiuto totale del mondo e delle sue cose. Nulla di più sbagliato.

venerdì 9 agosto 2024

Echi tridentini in gastonomia: i "matefaims" lionesi del Curato d'Ars e la forza del digiuno (8 agosto) - #matefaims #sangiovannimariavianney #curatod'ars #ars

Ieri 8 agosto abbiamo ricordato la memoria di S. Giovanni M. Vianney.
Sul sito di Famiglia Cristiana abbiamo trovato un riferimento ad una curiosità "culinaria" che lo riguarda (perchè chiamarla "gastronomica" pare troppo, vista la semplicità del piatto, umile come il Curato d'Ars): gli "ammazzafame" (in francese matefaims). 
Con una breve ricerca nel web, sul sito di Aleteia abbiamo anche trovato la ricetta di questi semplici "spuntini lionesi (che il Curato d'Ars però preparava non secondo la vera ricetta - già semplice di suo - ma con ancora meno, utilizzando quel poco che aveva, giusto per sostenersi e reprimere un po' i morsi della fame). 
Come leggerete, trattasi invero di un piatto poverissimo, ma fornisce l'occasione per rimarcare il valore della penitenza e del digiuno a cui era solito sottoporsi il Santo Curato d'Ars, che molte grazie celesti gli ottenevano per se e per gli altri.
Roberto


Da Famiglia Cristiana (04/08/2024)
"Per cibarsi usava spesso la marmitta, divenuta leggendaria: in essa cuoceva patate per una settimana e le mangiava fredde, a volte ricoperte di muffa. Di tanto in tanto si faceva cuocere un uovo nella cenere calda oppure impastava un pugno di farina con acqua e sale, preparando i cosiddetti «matefaims» del Curato d’Ars. 
[...]
D’altra parte non aveva cessato di cibarsi di erba. Di tutta fretta mangiava quel poco-niente e beveva un bicchiere d’acqua. Proverbiali erano poi i suoi digiuni, di cui faceva uso per scacciare il peccato dalle anime. Affermava: «Questa specie di demoni – dice il Vangelo – non si scaccia che col digiuno e la preghiera» (Mt 17,20). Rivelerà: «… il demonio fa poco conto della disciplina e degli altri strumenti di penitenza. Ciò che lo sbaraglia è la privazione del bere, nel mangiare e nel dormire. Niente il demonio teme di più e quindi nulla è più gradito

venerdì 26 aprile 2024

Echi tridentini nel Canton Ticino: la tradizionale benedizione della birra nel giorno di S. Patrizio (17 marzo) "In cervisia veritas"

Il giorno di San Patrizio, avevamo visto sulla pagina Instagram degli amici di Collegium Caronenis (Carona di Lugano, Svizzera) le foto della benedizione della birra (artigianale). Allora, abbiamo provato a chiedere loro qualche notizia in più su questa tradizione, e il sacerdote, che celebra la Messa tradizionale nella chiesa di S. Marta, padre Didier Baccianti O.P. (che ringraziamo di cuore), gentilmente ci ha risposto inviandoci questa nota, alcune foto e il rito della benedizione, approvato da Paolo V.

Proponiamo ai nostri lettori questo post che da un lato mostra la vitalità (e la giovialità) della Chiesa di un tempo, e dall'altro la vitalità contemporanea della Tradizione in ogni aspetto quotidiano (con buona pace di chi pensa - o finge di pensare - che i tradizionalisti siano solo pizzi, merletti, giaculatorie biascicate e musi lunghi). 
Di seguito quindi anche alcune foto e il rituale. 

Quindi, prosit! O come diciamo noi in Italia: "alla salute!" 🍻 🍺🍺
Roberto
PS
Sì, i nostri lettori più attenti (e appassionati come noi della birra) ricorderanno di sicuro che avevamo già pubblicato diversi post sugli echi tridentini dedicati alla birra: qui per vedere quello sulla "birra tridentina" negli Stati Uniti; qui per quello sulla birra bianca di Cracovia (dei monaci del XIII secolo); qui per l'eco sulla birra Rochefort dei monaci trappisti di Liegi; qui su S. Arnolfo vescovo, patrono dei birrai. 
alcune 

IN CERVISIA VERITAS

Benedizione della birra per San Patrizio

Il 17 marzo – giorno in cui la liturgia celebra San Patrizio, vescovo e patrono dell'Irlanda – è un’occasione speciale per celebrare le ricche tradizioni e la vibrante cultura irlandese. Una delle tradizioni più iconiche di questa festa è la benedizione della birra, che riflette l'importanza di questa bevanda nella storia e nella cultura del paese. La birra ha una lunga storia nell'Irlanda, risalente a tempi antichissimi. È stata introdotta nel mondo cattolico sin dalle sue origini, soprattutto grazie al lavoro dei monaci, che non solo producevano birra nei

venerdì 15 marzo 2024

Echi tridentini (gastronomia) - Le zeppole di S. Giuseppe: il dolce che può derogare al rigore della Quaresima #zeppole #sangiuseppe

Tra qualche giorno si celebra la memoria del grandissimo Santo San Giuseppe, patriarca, potente patrono della Chiesa Universale, protettore dei moribondi e della buona morte. 
Vediamo le origini del dolce che si preparara in suo onore e che un tempo era l'unico "permesso" in Quaresima. 

Roberto 

 

La Nazione (marzo 2023) 

Origini

Tra i primi a festeggiare San Giuseppe furono i monaci benedettini nel 1030. Questa ricorrenza ha forti radici cattoliche, anche se oggi ha assunto anche una grande valenza commerciale, pari a quella della festa della mamma e degli innamorati.

Perché si mangiano le zeppole

Il dolce tipico della festa ha varianti regionali ma per lo più è a base di crema, con impasto simile a quelle dei bignè. È tipico il dolce napoletano, che prende il nome di “zeppola di San Giuseppe”. Secondo la tradizione, infatti, dopo la fuga in Egitto con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera. Le tradizionali ‘zeppole’ sono realizzate con pasta simile ai bignè, di forma schiacciata, e possono essere fritte o al forno, al di sopra viene posta di norma crema pasticcera e marmellata di amarene. Nel nord Italia invece, il dolce tipico della

domenica 3 marzo 2024

Echi tridentini in gastronomia: la birra Tridentine Brewing (con benedizione)

In questa terza domenica di Quaresima, per gli «echi tridentini in gastronomia» abbiamo trovato in rete questa chicca che vi proponiamo.
Negli Stati Uniti, e più specificamente nello Stato dell’Illinois, esiste un’azienda familiare di produzione di birra casalinga denominata Tridentine Brewing, la cui storia comincia addirittura nell’era del proibizionismo: a quei tempi, la produzione di birra avveniva nella vasca da bagno di famiglia, mentre il condizionamento era effettuato in bottiglie sotto i letti dei membri della famiglia.
Ora la tradizione di homebrewing è continuata e nel 2019 la famiglia di birrai ha trasformato la cisterna della sua casa vittoriana del 1905 in un birrificio in miniatura, con serbatoi in acciaio, ingresso dell’acqua R/O e tutti i comfort di una moderna attività di homebrewing.
Poiché il processo di produzione della birra stava diventando più formalizzato, alla famiglia è sembrato giusto che l’operazione avesse un’identità che riflettesse i valori della sua storia: è stato così scelto il nome «Tridentina», un riferimento alla Santa Messa tradizionale, che la famiglia Alcorn frequenta dagli anni Novanta ed è un punto fermo della sua vita spirituale.
Sul sito di questa azienda si legge: «Il nostro motto latino è “Braciare ad majorem Dei gloriam”, ovvero “Produrre birra per la maggior gloria di Dio”. Siamo un birrificio cattolico tradizionale con l’obiettivo di portare gloria a Dio e onore al nostro Paese».
E ancora: «Ogni birra è caratterizzata da un’etichetta e da un tema che rimanda a un’epoca più semplice, quando Dio, la famiglia e la patria erano al centro della maggior parte delle case. In un mondo consumato dal materialismo, dal modernismo e dal progressismo radicale, ci sforziamo di glorificare le tradizioni e i valori di un’epoca precedente: un’epoca in cui Dio, la patria e la famiglia erano onorati sopra ogni cosa. Con ogni birra, ci auguriamo che vi unirete a noi per brindare ai santi, agli eroi e alle tradizioni che amiamo e ci sono cari».
Un aspetto molto particolare e significativo della produzione è descritto nel filmato pubblicato sulla pagina X dell’azienda, che riportiamo di seguito.
Prosit!

L.V.

Prima di produrre ogni lotto qui alla Tridentine Brewing, chiediamo la

domenica 28 gennaio 2024

Echi tridentini (gastronomici): S. Francesco di Sales e il Gateau de Savoie. #sanfrancescodisales

Domani 29 gennaio secondo il calendario tradizionale si celebra la memoria di questo grande santo e dottore della Chiesa (patrono dei giornalisti  - e ANCHE di noi blogger -) che avrà sicuramente gustato questo gateau, molto diffuso nella Savoia, di cui la famiglia dei de Sales era feudataria. 
Luigi C.

30-03-2023, Liana Marabini, La Nuova Bussola Quotidiana

Fondatore dell’Ordine della Visitazione insieme a santa Giovanna di Chantal, san Francesco di Sales si è distinto per l’eloquenza e la carità verso tutti, cattolici e protestanti. Scrittore notevole, ci ha lasciato tra l’altro l’Introduzione alla vita devota, un libro con stile semplice e consigli adatti a qualunque stato di vita.

Lo Château de Sales, in Savoia, predomina la vallata sottostante con i suoi muri merlettati predisposti per le guardie: è un castello fortificato, di proprietà della famiglia de Sales.

giovedì 5 ottobre 2023

Echi (pre) tridentini in gastronomia. San Bruno, l’Ordine Certosino e i maccheroni gratinati

Nella vigilia della festa (III classe) di S. Bruno Confessore (6 ottobre) un bell'articolo sulla sua vita e una ricetta allegata.
Luigi

Liana Marabini, La Nuova Bussola Quotidiana, 27-02-2023

Il fondatore dei Certosini, uno dei più rigorosi ordini della Chiesa cattolica, è mosso dal desiderio della solitudine per incontrare Dio. Fin dai primi tempi, si trova delineata la caratteristica della vita certosina: unione di uomini solitari che vivono in una piccola comunità, per vivere dell'essenziale e trovarvi la fonte della comunione con ogni uomo.
Seduto sul suolo pietroso e scosceso della montagna, il monaco ascolta il fruscio delle foglie mosse dal vento. La natura che lo circonda gli da energia. E Dio sa che ne ha bisogno. Guarda i suoi compagni che stanno riposando seduti all’ombra delle conifere che ornano la montagna. I cespugli di iperico, detto anche “erba di San Giovanni”, attirano le api che ronzano allegre posandosi sui fiori gialli; il loro brusìo gli dà un gran senso di pace.

sabato 23 settembre 2023

Echi tridentini in gastronomia. La gastronomia medioevale e la grandezza della società cristiana. Altro che secoli bui!

Anche attraverso la gastronomia medioevale si puàò capire la grandezza della civiltà cattolica.
(Qui altri nostri post sugli echi tridentini in gastonomia).
Luigi

Il Cammino dei Tre Sentieri, 31 AGOSTO 2023, Corrado Gnerre

Anche attraverso un uso quotidiano come il mangiare si capisce quanto sia falsa l’immagine che solitamente si dà del Medioevo cristiano. La gastronomia era piena di colore e raffinatezza a dimostrazione di un atteggiamento positivo nei confronti della vita.
Che ai Medievali piacesse mangiare è risaputo; che piacesse mangiare anche in compagnia, è ugualmente risaputo. D’altronde è Michel Rouche, storico della gastronomia, a scrivere: “Il banchetto probabilmente non ha mai rivestito un ruolo tanto importante quanto in epoca carolingia.” Ma che anche la mistica medievale si occupasse dei “bassi” interessi culinari, questo forse non tutti lo sanno. Diciamocelo: quando pensiamo ai mistici cristiani –e soprattutto a quelli del Medioevo- ci viene spontaneo pensare ad un rifiuto totale del mondo e delle sue cose. Nulla di più sbagliato.

lunedì 11 settembre 2023

Echi tridentini in gastronomia. Il "croissant" e la B.M.V. Quando facciamo colazione ricordiamoci il 12 settembre 1683 e il Ss.mo nome di Maria

Domani ricorre il Ss.mo Nome di Maria nonchè l'anniversario della Vittoria di Vienna. 
La tradizione fa risalire a quel tempo un'usanza (o comunque l'origine di due elementi fondamentali per la colazione).
Quando mangiamo i nostri croissant ricordiamo che: "Queste donne crearono dei dolcetti a forma di mezzaluna islamica [il dolce si chiamava "croissant", a forma di luna "crescente"  n.d.r.] che dovevano essere “affogati” nel cappuccino, per ricordare che chi aveva davvero “affogato” quei musulmani era stato il cappuccino padre Marco".
Luigi

Il Cammino dei Tre Sentieri,  11 SETTEMBRE 2022, di Corrado Gnerre

Il 12 settembre del 1683 ci fu la famosa Battaglia di Vienna. La Lega Santa pose fine all’assedio ottomano alla città austriaca.
A chi davvero si dovette questa grande vittoria che di fatto salvò l’intera Europa cristiana? Sì, l’intera Europa cristiana, perché, se fosse caduta Vienna con la sua importanza simbolica,

lunedì 14 agosto 2023

Echi (pre)tridentini in gastronomia: San Rocco, il guaritore e la zuppa di pane, verza e pancetta affumicata

Il prossimo 16 agosto è la festa di S. Rocco, patrono contro le epidemie.
Riprendiamo un vecchio articolo della Bussola, rientrante nella nostra rubrica "Echi tridentini".  
Luigi

Liana Marabini, La Nuova Bussola Quotidiana, 29-08-2022

Rocco di Montpellier percorreva la via Francigena diretto alla Città Eterna, guarendo i malati di peste. Il ritorno in patria fu segnato da traversie: la malattia (che contrasse lui stesso) e la prigione. Insieme al carisma di guaritore, è noto il suo amore per gli animali, specialmente per i cani, e così ci è tramandato dall'iconografia e dalla devozione universalmente diffusa.

giovedì 3 agosto 2023

Echi tridentini: San Domenico e la torta bolognese medioevale

Domani 4 agosto il calendario tradizionale ricorda San Domenico  fondatore dell’Ordine dei Predicatori che tanti santi ha dato  alla Chiesa. 
Onoriamo S. Domenico con questa ricetta bolognese del 1200 che molto probabilmente anche lui e i suoi frati predicatori conoscevano. - LA RICETTA: TORTA BOLOGNESE MEDIEVALE
Vogliamo con l’occasione presentare un articolo agiografico. 
Luigi

Liana Marabini, La Nuova Bussola Quotidiano, 13-03-2023

Domenico è uno dei protagonisti della difficile vita religiosa del Duecento segnata dall'eresia catara, che facendo leva sulla povertà giunge a scardinare i principi della dottrina e dell'ordine

sabato 18 marzo 2023

Echi tridentini (gastronomia) il 19 marzo, San Giuseppe e le tavolate votive

Ricordiamo, in cucina, San Giuseppe inoccasione della sua festa che si celebra domani.
Luigi

14-11-2022, La Nuova Bussola Quotidiana, Liana Marabini

Sacro e profano, spiritualità e fede, folklore e tradizione interagiscono e si completano a vicenda in particolari manifestazioni popolari e culturali. Le radici della festa di San Giuseppe risalgono al Medioevo quando la Sicilia fu colpita da una grave siccità che minacciava una grande carestia. La gente del posto pregò il proprio santo patrono di portare sollievo sotto forma di pioggia. In cambio, promisero di onorare San Giuseppe con un banchetto adeguato.

San Giuseppe è una delle figure centrali della nostra fede.
Sposo della Vergine Maria, carpentiere e uomo gentile, Giuseppe ha accolto il piccolo Gesù con il cuore aperto e umile, conscio che si trova davanti alla volontà divina. È emblematico, in