Dalla critica aristotelica della crematistica all’analisi marxiana del feticismo della merce, il pensiero occidentale si confronta da lungo tempo con l’inquietante autonomia che il denaro e le merci possono acquisire nella vita sociale. Un prisma sorprendente ma illuminante attraverso cui leggere queste tradizioni è la dottrina della Chiesa cattolica sull’attività economica, che ritorna più volte sulla stessa tensione fondamentale: l’inversione tra mezzi e fini. Mettendo in dialogo queste tre tradizioni, si possono scorgere affinità intellettuali coerenti che mettono in guardia dal permettere ai meccanismi economici—che si tratti di denaro, mercati o merci—di dominare la vita umana anziché servirla.
Aristotele offre uno dei primi trattamenti sistematici del comportamento economico. Nella Politica, libro I, distingue l’oikonomia, la corretta gestione della casa orientata all’uso e al fiorire umano, dalla crematistica, l’“arte di procurarsi ricchezza” il cui fine è l’accumulazione illimitata di denaro. Per Aristotele, quest’ultima attività è moralmente sospetta perché














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