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giovedì 11 dicembre 2025

Crematistica, feticismo della merce e dottrina cattolica nella vita economica #300denari

Dalla critica aristotelica della crematistica all’analisi marxiana del feticismo della merce, il pensiero occidentale si confronta da lungo tempo con l’inquietante autonomia che il denaro e le merci possono acquisire nella vita sociale. Un prisma sorprendente ma illuminante attraverso cui leggere queste tradizioni è la dottrina della Chiesa cattolica sull’attività economica, che ritorna più volte sulla stessa tensione fondamentale: l’inversione tra mezzi e fini. Mettendo in dialogo queste tre tradizioni, si possono scorgere affinità intellettuali coerenti che mettono in guardia dal permettere ai meccanismi economici—che si tratti di denaro, mercati o merci—di dominare la vita umana anziché servirla.

Aristotele offre uno dei primi trattamenti sistematici del comportamento economico. Nella Politica, libro I, distingue l’oikonomia, la corretta gestione della casa orientata all’uso e al fiorire umano, dalla crematistica, l’“arte di procurarsi ricchezza” il cui fine è l’accumulazione illimitata di denaro. Per Aristotele, quest’ultima attività è moralmente sospetta perché

giovedì 4 dicembre 2025

Quando l’uomo rifiuta la vita: l’esperimento socialista delle Hawaii e il suo fallimento #300denari

Negli anni in cui il mondo temeva una “bomba demografica”, anche un paradiso come le Hawaii scelse di credere che meno persone significasse più felicità. Nascosto dietro nobili parole come “sostenibilità” e “protezione dell’ambiente”, un progetto di pianificazione statale tentò di ridurre la popolazione, arrivando a ricalcare le logiche socialiste della Cina comunista. Oggi, a distanza di decenni, quell’utopia si rivela per ciò che era: un inganno che ha lasciato dietro di sé un’isola spopolata, un’economia stagnante e un popolo invecchiato. Un monito per chiunque osi mettere la “pianificazione” al posto della Provvidenza.
Sul tema, qui di seguito, Vi segnaliamo in traduzione l’articolo di Gary Isbell (pubblicato in lingua inglese per Tradizione, Famiglia e Proprietà).

giovedì 27 novembre 2025

L’economista cattolico Maurizio Milano: cosa porta la seconda edizione del “Pifferaio di Davos” #300denari

Recentemente è uscita la seconda edizione de Il Pifferaio di Davos (in promozione sul sito dell’editore). Ne avevamo scritto già in occasione della sua prima pubblicazione qui e qui.
Come visto con i precedenti post, la “Grande Narrazione” delle crisi perpetue — climatiche, energetiche, sanitarie, geopolitiche — promossa dal WEF di Davos serve a rendere accettabili sacrifici su privacy, proprietà e libertà. Questa governance sovranazionale, basata sulla pianificazione e sul controllo, punta a sostituire l’attuale modello di libertà economica diffusa. L’agenda che ne deriva investe ogni ambito della vita umana e indirizza verso un “Grande Reset” di impronta tecnocratica. L’obiettivo del libro di Maurizio Milano è proporre una contro-narrazione che riporti al reale, prima che il reale presenti un conto troppo salato.
Il testo si è rivelato un successo e, come abbiamo sottolineato più volte su questa rubrica di economia, lo apprezziamo in particolare per tre motivi:
  1. È un testo di economia scritto da uno studioso italiano cattolico, con una forte sensibilità per la libertà degli individui e dei corpi intermedi. I buoni divulgatori economici in Italia sono pochi; quelli seriamente cattolici si contano sulle dita di una mano.
  2. Maurizio riesce a proporre una critica a un sistema opaco senza scivolare nel complottismo: anzi, fonda sempre le sue analisi sulle dichiarazioni ufficiali delle istituzioni e dei soggetti coinvolti.
  3. Come emerge in particolare nelle pagine finali del volume, Maurizio ha una formazione controrivoluzionaria; una solida preparazione filosofica, che gli consente di approdare a conclusioni fondate e aderenti — a nostro avviso — al reale.
La prima edizione è uscita nell’aprile 2024 e, da allora, Maurizio è stato — meritatamente — invitato in tutta Italia per conferenze, interviste scritte e video. Di seguito, l'intervista per la quale ringraziamo l'autore per la disponibilità.

giovedì 20 novembre 2025

Caritas, Rapporto Povertà 2025: il buon cuore c'è, ma le proposte sono in stile Primo Maggio #300denari

Il 14 novembre è uscito il “Rapporto Povertà 2025” di Caritas, ventinovesima edizione. Ampio risalto sui maggiori quotidiani: Repubblica, Fatto Quotidiano, Corriere della Sera, ecc.
Il Rapporto mira a restituire una fotografia socio-economica della povertà nel Paese. Alcuni dati, raccolti dai centri Caritas, sono interessanti e rappresentano effettivamente una novità. Il resto invece si limita a rielaborare statistiche ufficiali e letteratura accademica già nota.
Si tratta di un album di buone intenzioni che però si invischia nella forma e nelle idee più ritrite dell'interventismo economico di stampo ex-comunista, da Camposanto Largo (cit. Seminerio). Se cambiamo la carta intestata con quella della CGIL, nessuno noterà la differenza. I quotidiani principali hanno rilanciato senza fiatare il riepilogo del Rapporto, dando per scontato che l’interventismo, l'intermediazione pubblica e la sovra-regolamentazione siano l’unico orizzonte possibile per aiutare i poveri. La proposta del post che segue, invece, è di sviluppare alcuni dei contenuti chiave senza darli per scontati.
Di seguito, un richiamo dei cinque capitoli, con citazioni* (dal documento principale o da quello di sintesi) seguite da alcuni nostri sintetici commenti. In chiusura, le "Conclusioni" complessive.

giovedì 13 novembre 2025

Da Dio alla Merce: come dal Cristianesimo si è generato il feticcio #300denari

Sono rimasto sbalordito nel vedere persone apparentemente normali — gente che vota, paga le tasse e usa la punteggiatura — ammettere, senza arrossire, di aver letto libri privi di contenuto solo per via del fatto che hanno scalato le classifiche. Non parlo di eccentrici che si vantano delle proprie stranezze. Intendo adulti comuni che, con disarmante serenità, confessano di aver letto centinaia di pagine di pubblicità della prossima puntata di un’auto-pubblicità.
Se dovessi fare un esempio, citerei Harry Potter - ma non vorrei entrare in rotta di collisione con i lettori che lo apprezzano. Infatti, il libro in sé è irrilevante; ciò che colpisce è la facilità con cui oggi il consumo passa per cultura. Leggere diventa una virtù in sé, un rituale di auto-esibizione. Conta il gesto, non il significato. Ed è proprio questa la nostra malattia moderna: viviamo per lo spettacolo della partecipazione. Vogliamo apparire colti, compassionevoli, radicali, spirituali — qualunque cosa, purché sia visibile.

*     *     *

Il Vangelo secondo il Mercato
Karl Marx chiamava questo incantamento delle apparenze feticismo della merce: la trasformazione dei rapporti umani in rapporti tra cose. Gli oggetti sembrano portare in sé un’anima invisibile, una forza che in realtà abbiamo proiettato noi. La logica è religiosa — solo che la divinità è cambiata. Dove il Cristianesimo vedeva nella materia un segno che rimandava alla trascendenza, il capitalismo la tratta come un fine a sé. Il mondo un tempo creato da Dio ora adora ciò che crea.
G. K. Chesterton, ultimo buontempone della sanità cristiana, lo disse meglio di chiunque altro: «Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane impazzite».

giovedì 6 novembre 2025

IOR, i 41 milioni del caso Budapest. Per la prima volta, un tribunale riconosce la Santa Sede come vittima di riciclaggio #300denari

A due mesi dalla sentenza del Tribunale penale federale svizzero che ha confermato il sequestro di 11,2 milioni di euro su richiesta del Vaticano, la vicenda dello “scandalo Budapest” esce dall’ombra. Per la prima volta, un tribunale europeo riconosce ufficialmente la Santa Sede come parte lesa in un’indagine internazionale per riciclaggio, segnando un punto di svolta nella lunga battaglia per la trasparenza delle finanze vaticane. «Una sentenza in realtà puramente interlocutoria, in quanto la procedura di assistenza giudiziaria è ancora in corso», commenta prudentemente un procuratore elvetico con il quale ci siamo confrontati. «La Svizzera non ha ancora emesso la decisione definitiva. Si tratta soltanto di una pronuncia parziale, relativa al sequestro. Ma è già un primo passo significativo».
L’inchiesta – che coinvolge il fondo maltese Futura Funds SICAV plc, la società lussemburghese Optimum Asset Management e la banca ginevrina REYL & Cie – riporta alla ribalta un’operazione nata nel 2013 e oggi riaccesa dal recentissimo pronunciamento del tribunale. Così, mentre a Budapest si prepara il restauro del maestoso Palazzo della Borsa, acquistato nel 2024 da István Tiborcz, genero del premier ungherese Viktor Orbán, la Santa Sede – allora coinvolta come investitore istituzionale – tenta di recuperare i fondi dispersi durante il precedente pontificato. 
Il fondo scelto dal Vaticano aveva infatti tra gli asset principali l’acquisizione e la valorizzazione dell’attuale Bourse Palace: un immobile storico nel pieno centro della capitale, destinato (nelle intenzioni) a diventare polo di pregio per uffici, hotellerie di fascia alta o sede di grandi istituzioni internazionali. Quindi, il problema non è l’asset in sé (che poteva anche avere senso), ma chi lo gestiva, come lo gestiva e con quale rete di relazioni è arrivato a gestirlo. Fonti dei fatti e atti ufficiali a fine articolo. 

giovedì 30 ottobre 2025

Conio e virtù: perché il Bitcoin sfida il consumismo incentivato dalla moneta emessa dalle banche centrali #300denari

“[In]
un podcast su Bitcoin […] la conduttrice parlava di come un’amica stesse avendo un altro bambino e si sentisse in grado di farlo perché Bitcoin le aveva dato la possibilità finanziaria di farlo. Ho pensato: è meraviglioso, perché sta usando denaro morale; ora può fare qualcosa che desidera e avere un altro figlio. Lo trovo bellissimo”.
Con questa provocazione si apre il podcast n. 2661 di Tom Woods, che vi riproponiamo con questo post.
La svalutazione continua della moneta (attraverso la sua emissione) da parte delle Banche Centrali, modifica i comportamenti e rende la società più consumista. Se cresce la quantità di moneta a parità di beni disponibili, quella moneta inevitabilmente si svaluta (lo stesso dollaro varrà meno in rapporto ai beni che potrà acquistare). Con il passare del tempo, la famiglia parsimoniosa che ha accantonato risparmi si impoverisce. In altre parole, l’impostazione monetaria modifica la mentalità di un’intera civiltà.

giovedì 23 ottobre 2025

Manovra 2026: conti in ordine (più o meno), poca libertà. La “finanziaria di continuità” #300denari

Il 17 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio per il 2026, dopo una riunione durata oltre un’ora. Una manovra che vale circa 18,7 miliardi e conta 137 articoli. Si conferma l’impostazione degli ultimi anni: piccoli ritocchi fiscali, nuove micro-misure e coperture in larga parte one-off (banche/assicurazioni, accise), con una spending review modesta. In continuità tale da meritarsi addirittura gli sberleffi di una Fornero che afferma "
Ora che però sono in ballo – perché chiamati dagli elettori a governare il Paese – l’unica musica che sanno ballare è il «lento», il «prudente», la distribuzione «saggia» di ciò che è disponibile".
La nostra valutazione: continuità più che discontinuità, poca spinta alla produttività e alla libertà economica, tassazione selettiva su settori “impopolari” e moral hazard fiscale con l’ennesima rottamazione. Misure reali per la famiglia sono sempre un miraggio (intanto, la realtà parla di un calo delle nascite nel primo semestre 2025 pari al 6,3 rispetto allo stesso periodo del 2024: meno 13.000 bambini!). Concluderemo tentando di collegare la manovra con qualche spunto su sussidiarietà e processo rivoluzionario.

giovedì 16 ottobre 2025

Lettera aperta al Santo Padre Leone XIV in vista della preparazione della sua prossima enciclica sull’Intelligenza Artificiale #300denari

Mi sembra, Santissimo Padre, che sia giunto il tempo non tanto di aggiungere nuove parole sull’intelligenza artificiale, quanto di dire, attraverso di essa, qualcosa di essenziale sull’intelligenza stessa. Viviamo infatti in un’epoca in cui le forme si moltiplicano più rapidamente degli atti, e i possibili saturano il mondo senza che alcun compimento li abiti. Miliardi di esseri pensano, immaginano, simulano: la superficie del pensiero trabocca, ma la profondità del volere si contrae. Ed ecco che una macchina, costruita con i nostri stessi simboli, viene a riflettere questo eccesso: pensa senza volere, combina senza amare, prevede senza agire. Essa è, in un certo senso, l’immagine esatta della nostra impotenza: pura potenza senza atto, intelligenza senza conversione.

La Chiesa, custode del mistero del Verbo, non può contemplare tale realtà senza risalire alla sorgente: «In principio era il Logos» (Gv 1,1). Questa parola non indica una formula, bensì una vita: il Logos non è l’idea di Dio, ma Dio stesso in atto, la Parola che si dice, il pensiero che si fa carne. Tutto l’universo si regge su questo passaggio dalla virtualità alla realtà (Benedetto XVI, “Caritas in veritate”, Enciclica, 29 giugno 2009, §1-3) : dal verbo alla carne, dalla possibilità al compimento. Il Cristo è l’Atto assoluto, actus essendi plenissimus (Tommaso d’Aquino, Quaestiones Quodlibetales, Quodl. XII, q. 5, a. 5; Summa Theologiae I, q. 4, a. 2 ) . In Lui il pensiero di Dio non è più progetto, ma presenza. Ed è proprio questo, in fondo, l’intelligenza: non la capacità di generare dei possibili, ma la potenza di dare l’essere, la forza di rendere reale ciò che era soltanto concepito.

giovedì 9 ottobre 2025

Coniuncta Cura: ecco come Leone XIV riscrive la finanza vaticana. E apre agli ESG cattolici #300denari

Non è solo un documento tecnico. Il motu proprio Coniuncta Cura (vedi già MiL qui) è il primo gesto politico di Leone XIV. Un gesto ponderato, giuridicamente misurato, ma carico di significato: segna la fine del centralismo economico di impronta peronista che aveva caratterizzato gli ultimi anni del pontificato di Bergoglio. Tutto inizia nel 2022, con il Rescriptum ex Audientia, quando la Santa Sede aveva concentrato ogni competenza finanziaria nelle mani dello IOR, cancellando di fatto l’autonomia dell’APSA e riducendo il Comitato per gli Investimenti a ruolo consultivo. L’argomento era la trasparenza, ma l’effetto reale fu la verticalizzazione del potere economico: un modello che risponderà più alla logica politica argentina del comando per diffidenza che alla tradizione di equilibrio romano tra carismi e competenze. Con Coniuncta Cura Leone XIV – nel segno dell’unità annunciata nel giorno della sua proclamazione – smonta quel meccanismo con chirurgia istituzionale, restituendo respiro e fiducia alla Curia Romana. Non si può governare contro di essa.
Ma andiamo per gradi.

giovedì 2 ottobre 2025

Per aumentare il tasso di natalità, dobbiamo cercare soluzioni spirituali #300denari

Come abbiamo avuto modo di ripetere in questa rubrica (qui, qui e qui) per invertire la crisi demografica la risposta non è solo economica ma, soprattutto, spirituale.
Ebbene, in questa scia di riflessioni, segnaliamo questo articolo John Horvath II* (pubblicato in lingua inglese per Tradizione, Famiglia e Proprietà e qui proposto in traduzione) che ci ricorda che, in un’epoca in cui si contano i figli persi come se fossero numeri in un rapporto finanziario, le soluzioni più profonde per far risorgere il tasso di natalità passano attraverso la riscoperta del senso, della trascendenza e della luce spirituale.

giovedì 25 settembre 2025

Intelligenza Artificiale. Il Parlamento approva in sordina una legge liberticida. Gaëtan Cantale: “Non una minaccia, ma uno strumento da governare” #300denari

L’Intelligenza Artificiale è oramai una realtà: entrata in silenzio nelle aziende, sta trasformando il lavoro giorno dopo giorno. Automazioni sempre più sofisticate si occupano già delle attività più ripetitive: dalla gestione di dati e documenti alla corrispondenza, dalla compliance finanziaria e legale fino alle analisi predittive sui comportamenti dei clienti. Un cambiamento che ha liberato energie preziose, permettendo alle persone di lasciare la routine per concentrarsi su ciò che conta davvero: decisioni strategiche, creatività, relazioni umane. Ci eravamo già espressi sul piano dell’antropologia cattolica, sollecitando l’urgenza di una riflessione del magistero sulle Rerum Digitalium, riguardo alla quale Papa Leone XIV, nel suo discorso alla Conferenza Episcopale Italiana, toccherà gli stessi nodi tematici. Oggi vogliamo guardare lo stesso tema da due prospettive concrete. La prima è professionale: lo facciamo con Gaëtan Cantale, che nei suoi corsi MBA ha reso l’uso dell’IA non solo uno strumento ma una tappa obbligata per i suoi studenti. La seconda è normativa: una lettura ragionata dell’appena approvato disegno di legge sulle Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale. Un provvedimento presentato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, giudicato da molti come liberticida, e di cui si è discusso molto meno di quanto la sua portata meriterebbe.

giovedì 18 settembre 2025

Carmelo Ferlito. Woke e regresso socio-economico: tra il declino dell’Occidente e le fragilità dell’Asia #300denari

Ospitando nuovamente Carmelo Ferlito sulla rubrica economica di MiL, 300 denari, gli abbiamo chiesto il suo punto di vista sul discorso di Ursula von der Leyen sullo stato dell’Unione, tra promesse d’investimenti pubblici e i limiti di un modello che ignora la spinta imprenditoriale. Partendeo da un’Europa descritta (finalmente con lucidità) da Mario Draghi in occasione del Meeting di Rimini, abbiamo scambiato i punti di vista sull'evoluzione di un Sud-est asiatico in fermento, su cui emergono contraddizioni, rischi del pensiero woke e illusioni protezionistiche. L’intervista si chiude con una riflessione sull’omicidio di Charlie Kirk e sulla necessità di una rinascita spirituale e culturale fondata sull’esperienza cristiana come incontro con la Verità.
Carmelo Ferlito (Verona, 1978) vive da oltre dieci anni in Malesia, dove dirige il Center for Market Education e insegna Economia in diverse università. Ha pubblicato libri e articoli sui temi della moneta, dei cicli economici e delle sfide che riguardano oggi i mercati globali (in calce il CV completo). Qui i link dell'intervista che ci concesse nel 2023 e di un suo post che riprendemmo sul tema della mistica del lavoro.

giovedì 11 settembre 2025

IESE. Il segreto del successo della Business School cattolica? Una leadership che tiene insieme tecnica e senso #300denari

C’è qualcosa di più di un anniversario nella celebrazione dei cinquant’anni dello IESE Business School. I numeri – che pure impressionano – raccontano solo la superficie di una storia più profonda: cinque campus in tre continenti, oltre 50.000 alumni distribuiti in più di 100 Paesi, l’MBA al terzo posto nel Financial Times Global Ranking 2025, i programmi di Executive Education in vetta alle classifiche per più di un decennio, e un tasso di occupazione superiore al 90% a tre mesi dal diploma.
Sono dati che parlano di successo, ma non ne spiegano la radice. Per comprenderla, bisogna guardare oltre i ranking e i grafici, e ascoltare le parole del Prelato dell’Opus Dei, mons. Fernando Ocáriz, durante il suo intervento per il cinquantenario: «Non si tratta di fare cose diverse, ma di fare le stesse cose con un motivo più alto».

giovedì 4 settembre 2025

Popolazione, Religione e Occulto: dal XVIII secolo all’inverno demografico del XXI #300denari

L’alchimia si trasformò gradualmente in filosofia durante l’Illuminismo, ma mantenne i suoi profondi legami con le pratiche occulte, come dimostra l’ascesa dello spiritismo tra la borghesia e la popolarità di libri di magia come Le Grand Albert tra la gente di campagna. Questa commistione di razionalismo e occultismo indebolì l’autorità cattolica tradizionale e portò a un calo della pratica religiosa, strettamente legata al declino della natalità: proprio quel cambiamento demografico che rimodellò la Francia alla fine del Settecento. Per migliaia di anni la crescita del PIL era stata trainata quasi esclusivamente dalla crescita della popolazione, ma a partire dal XIX secolo anche l’innovazione e i guadagni di produttività divennero motori dell’espansione. Nel XXI secolo, però, le popolazioni occidentali hanno smesso di crescere e il PIL ristagna di conseguenza. I tentativi di rilanciare la crescita attraverso politiche keynesiane e immigrazione sono falliti: hanno prodotto soltanto debito e bolle speculative. Come sottolineano le riflessioni di “300 denari” sul blog di MiL, i trasferimenti finanziari non possono risolvere la crisi più profonda della natalità. Allo stesso modo, le analisi delle politiche statali per la natalità ne mostrano i limiti quando manca un rinnovamento culturale e spirituale. Il crollo della fertilità è legato a una più ampia crisi culturale, mentre il ricorso a immigrazione e carità si è rivelato insufficiente a invertire il declino demografico. Come mette in evidenza il più recente avvertimento sull’“inverno demografico”, l’Europa si trova ora non solo davanti a un rallentamento economico, ma a una sfida di civiltà radicata nella perdita della crescita demografica come fondamento della prosperità.

giovedì 28 agosto 2025

Il turismo moderno: tra fuga da sé e profanazione del mondo #300denari

C’è un filo sottile, ma tenace, che unisce gli ammonimenti degli antichi alla denuncia dei moderni: la consapevolezza che il viaggiare, quando diventa moda, consumo, bulimia di luoghi e di esperienze, non eleva l’uomo, ma lo svuota. Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt – “Non mutano il loro animo, ma solo il cielo [sopra la loro testa] coloro che attraversano il mare”. Con questa frase, Orazio ci ricorda che nessuno può scappare da sé stesso: la serenità non è in un biglietto per mete lontane, ma in un lavoro silenzioso dentro di noi, nel saper abitare il proprio tempo e il proprio spazio. Una riflessione “Contro la moda dei viaggi” (
correlato, ricordiamo anche il nostro precedente post "I poveri sono dissoluti? Cosa possiamo dire sul significato spirituale del tempo libero?") di Mario Vittorio Di Fidio, che mettiamo in evidenza dal numero di agosto de Il Covile. Testo che, rileggendo autori come Brambilla, Petrarca, Pindemonte, Alfieri e Buzzati, smonta con lucidità i miti del viaggio come strumento di progresso e appagamento. Da qui la nostra riflessione per richiamare coordinate che restano decisive: dignità della persona, uso ordinato del tempo, formazione integrale capace di unire sapere e responsabilità, e un legame vivo con quei valori del cristianesimo che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno difeso e rilanciato con lucidità: verità, bellezza, comunità, tradizione. Senza questi riferimenti, il viaggio si riduce a consumo, e il mondo a scenario da sfruttare.

* * *

Arturo Brambilla, nel suo celebre articolo del 1947 sulle idee degli antichi riguardo i viaggi, ci ricorda come per Orazio, Virgilio e Seneca chi attraversasse il mare non mutava l’animo, ma solo il clima: “Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt”. Non era l’avventura a muovere Ulisse, ma la nostalgia di Itaca, il desiderio di pace, di ritorno, di radicamento. Gli antichi sapevano che il mondo non si conquista: lo si abita. Lo si coltiva. Lo si custodisce. Lo si contempla con reverenza. Lo si rispetta.

giovedì 21 agosto 2025

L’inverno demografico: una crisi silenziosa che ha radici (culturali) difficili da eradicare #300denari

In questa rubrica (qui e qui) abbiamo più volte affrontato il tema dell’emergenza demografica in Italia, mettendone in luce le prossime conseguenze per la nostra società (anche sul piano economico).
Dall’entusiasmo per le teorie neomalthusiane e della “decrescita felice” (cfr. Serge Latouche 1940-) – alimentate dal timore per la c.d. “bomba demografica” e, più recentemente, dalle “eco-ansie” – alla presa di coscienza che il vero pericolo per l’umanità (anche sul piano economico) è invece la denatalità, è trascorso circa un secolo.
Oggi torniamo sull’argomento, richiamando alcune notizie recenti che aiutano a leggere il fenomeno da diverse prospettive.

Partiamo dal contesto domestico. Lo scorso mese di giugno, il Ministro Giorgetti, in sede di “Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione (?) demografica in atto”, enunciava che «la denatalità, l’invecchiamento della popolazione, il drammatico spopolamento territoriale sono problematiche strutturali che l’Italia – come tanti altri Paesi – deve affrontare, con conseguenze di lungo periodo sulla stabilità finanziaria, il debito pubblico e lo sviluppo economico». Parole corrette ma un po' troppo generiche se confrontate con la gravità dei dati concreti. Secondo ilSole24Ore, a causa della denatalità si prevede che entro il 2040 il numero di persone in età lavorativa si ridurrà di circa 5 milioni.

giovedì 14 agosto 2025

La Scuola di Leadership per professionisti cattolici: intervista a Cristofer Pereyra #300denari

Dopo l’incontro con Hunter Hastings che ci ha raccontato il “bello di creare” in chiave imprenditoriale, proseguiamo il nostro percorso di scoperta di esperienze dove la fede può incarnarsi nella vita professionale. Questa volta abbiamo incontrato Cristofer Pereyra, fondatore e CEO di Tepeyac Leadership, Inc. (TLI), un progetto nato negli Stati Uniti ma già proiettato all’estero, che propone una formazione integrale alla leadership per professionisti cattolici laici.

Il programma di TLI si articola in letture, percorsi di mentoring e conferenze orientati alla formazione di leader capaci di incidere nella società civile — in ambito professionale, politico, culturale — senza scindere fede e impegno pubblico. In una cultura sempre più secolarizzata, Pereyra propone una visione forte e non difensiva del ruolo dei laici: non bastano buone intenzioni o pietà individuale, serve una presenza visibile, coerente, ben preparata. Perché il Vangelo possa trasformare non solo i cuori, ma anche le strutture.

giovedì 7 agosto 2025

Famiglia e moneta locale: il vero antidoto alla crisi europea #300denari

Lo scorso giovedì Roberto Manzi pubblicava su 300 Denari L’identità è potere, un’analisi sulla crisi europea nata dai dialoghi con Gaëtan Cantale. A questo contributo abbiamo ricevuto – e oggi pubblichiamo – il commento di Cantale, che ne condivide i punti centrali ma ne amplia l’orizzonte, proponendo una visione più radicale: restituire alla famiglia la sovranità politica ed economica, anche attraverso il controllo diretto della moneta.

*   *   *

Ho letto con sincero interesse e rispetto l’articolo di Roberto Manzi “L’identità è potere”, un vero faro che illumina la crisi europea. La sua nozione di “disgregazione semantica” e il richiamo all’identità perduta mi hanno ispirato ad aprire un dialogo radicale, partendo dal mio “Oltre il Grande Reset”. La materia è ampia, ma desidero soffermarmi su due temi che mi bruciano dentro: la sussidiarietà — con la famiglia sovrana su ogni ente politico — e la moneta locale, antidoto a un Mammona ormai troppo costoso perché non allineato alla realtà economica locale.

giovedì 31 luglio 2025

L’identità è potere: la lezione che l’Europa rifiuta. Dialoghi con Gaëtan Cantale e sull’Occidente che sa cosa fare, ma non lo fa #300denari

L’Occidente non sta morendo: sta dimenticando sé stesso. Mentre l’Europa si divide su accordi commerciali, guerre regionali e riconoscimenti diplomatici, emerge una questione più profonda, quasi ignorata dai radar dell’informazione mainstream: abbiamo ancora consapevolezza di ciò che siamo?
Su 300 denari oggi proponiamo un ribaltamento della prospettiva usuale: non è la geopolitica a spiegare la cultura, ma è la cultura a rendere possibile una visione strategica. L’analisi si sviluppa a partire dalla conoscenza con Gaëtan Cantale-Miège per indagare un assunto di fondo: la famiglia non è solo un’istituzione privata, ma un soggetto politico e rigenerativo. E la cultura occidentale, lungi dall’essere un retaggio del passato, rappresenta ancora oggi una risorsa geopolitica di prim’ordine.
Di seguito, attraverso cinque concetti chiave – crisi sistemica, funzione generativa della famiglia, akrasia strategica, sussidiarietà tradita e cultura come risorsa – intendiamo mostrare come una vera rigenerazione politica dell’Occidente non possa avvenire senza il recupero consapevole della sua identità profonda: non un’operazione nostalgica, ma l’unica strategia realista rimasta.