
Frodo, del grande Tolkien (QUI MiL), l'erore cristiano.
Dalle lettere di Tolkien:
Lettera 142 (a padre Robert Murray, 1953): “Il Signore degli Anelli è fondamentalmente un’opera religiosa e cattolica; all’inizio lo è stata inconsciamente, ma coscientemente nella revisione. Perciò ho soppresso quasi tutte le allusioni a cose che nel mondo reale esistono, o a religioni particolari, a parte quelle che fanno parte della storia o della cultura immaginaria. Ma la dimensione religiosa è stata assorbita nella storia e nel simbolismo”.
Lettera 208 (a Mrs. Eileen Elgar, 1958): “Ma il ‘destino’ (o il dono) degli Uomini è la mortalità, la libertà dai cerchi del mondo. … È un dono di Dio. … La morte non è una fine dell’essere, ma una transizione, una liberazione dai limiti del mondo. Questo diventa chiaro nel racconto di Aragorn, l’elemento più esplicitamente ‘cristiano’ della storia, a mio parere" .
Lettera 246 (a Mrs. Eileen Elgar, 1963): “Frodo meritava pace e ne fu ricompensato. Sebbene non in questo mondo: nella storia egli passa al di là del Mare e vive per un tempo nel paradiso terrestre — una grazia di guarigione prima che anch’egli gusti la morte. La sua esperienza è intesa a riflettere la concezione cristiana della morte non come annientamento, ma come passaggio e preparazione”.
Luigi C.
Il Cammino dei Tre Sentieri, 23 Agosto 2025
1.Quale modello di eroe è più rispondente al cuore dell’uomo? Quale modello di eroe risponde meglio a ciò che l’uomo desidera? E inoltre quale modello di eroe più sinceramente rispecchia la verità sull’uomo?
2.Per rispondere a queste domande, prendiamo in considerazione solo due modelli, quello “moderno” e “medioevale”, intendendo per medioevale ciò che fa riferimento alla società cristiana.
3.Partiamo dal primo modello. L’eroe moderno agisce unicamente nella prospettiva “orizzontale”, ovvero ponendosi come unico obiettivo quello di realizzare un mondo più giusto. Si tratta, in tal modo, di un agire che parte da un presupposto ben preciso, ovvero che l’uomo abbia unicamente bisogno di realizzare le proprie aspirazioni materiali. In questa prospettiva non sorprende che le azioni di simili personaggi siano tutt’altro che edificanti. Porsi come unico obiettivo il miglioramento della vita terrena, vuol dire subordinare la grandezza individuale, rendere funzionale ogni uomo al progetto ideologico. E’ un volontario trascurare il cuore dell’uomo e le sue domande più profonde. In questa prospettiva la stessa vita dell’ “eroe” diventa una pura alienazione. A che serve, infatti, immolarsi per un ideale, se questo stesso ideale non può servire per l’uomo e anche per sé? A che serve costringersi nel sacrificio, fare appello a se stesso, se poi bisogna convincersi di essere solamente un animale un po’ più evoluto la cui vita si ridurrebbe solo nel “qui e ora”?
4.Il modello dell’eroe cristiano,

















