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lunedì 15 dicembre 2025

Capozza\Il Tempo: "Vaticano, parla monsignor Georg Gänswein: "La mia verità su tre Papi""

Da Benedetto XVI a Leone XIV passando per Francesco. L'ex segretario e uomo di fiducia di Ratzinger, "cacciato" dal Vaticano da Bergoglio, svela segreti della Santa Sede: dalle registrazioni non autorizzate alle profezie poi avverate.
«Svelo a lei, forse per la prima volta in assoluto, quale fu una delle volontà tassative di Papa Benedetto quando si decise che, in futuro, noi collaboratori, il cardinale Müller e la Fondazione Ratzinger avremmo dovuto lavorare all’Opera Omnia dei suoi scritti: il primo volume ad uscire pretese che fosse quello dedicato alla Liturgia. Non quello sulla Teologia o l’altro dedicato all’Ecclesiologia, ma il volume sulla Liturgia. Questo la dice lunga su quanto egli ci tenesse».
Grazie a Francesco Capozza per questo invervento importante dell'ex Segretario di Benedetto XVI.
Luigi Casalini

Francesco Capozza 15 dicembre 2025, Il Tempo

È quasi surreale incontrare Monsignor Georg Gänswein in un salottino riservato solo a noi due a Casa Santa Marta, il luogo dove per dodici anni ha vissuto - e dov’è morto - Papa Francesco, da cui l’ex segretario e uomo di fiducia del cardinale Joseph Ratzinger prima e Benedetto XVI poi è stato incompreso, cacciato malamente dal Vaticano e forse anche un po’ vilipeso. In questa sorta di albergo, ristrutturato sotto il pontificato di Wojtyla per accogliere i cardinali durante i conclavi, negli ultimi anni dell’era bergogliana mons. Gänswein era considerato un nemico, e perciò un ospite indesiderato. Eppure, oggi l’attuale Nunzio Apostolico nelle Repubbliche Baltiche è sereno, sorridente, come se quell’angosciante periodo seguito alla morte del «suo Papa» fosse solo un lontano ricordo. E allora tanto vale togliersi subito il dente e fare chiarezza sugli ultimi tre anni.

Eccellenza, è vero, come qualcuno ha scritto, che Lei e Papa Francesco vi eravate riconciliati prima della sua morte?

«Riconciliazione è forse un termine esagerato.

domenica 14 dicembre 2025

Mons. Georg Gänswein: «Scelte di Francesco sulla messa in latino hanno danneggiato la pace. Ci riamo riconciliati prima della sua morte»

Ancora su mons. Georg Gänswein in questi giorni a Roma.
Per diversi anni hanno avuto un rapporto parecchio conflittuale, ed era una cosa talmente evidente in Vaticano che era impossibile da nascondere
Luigi C.

di Franca Giansoldati, Il Messaggero, 12-12-24

Per diversi anni hanno avuto un rapporto parecchio conflittuale, ed era una cosa talmente evidente in Vaticano che era impossibile da nascondere. Papa Francesco e il segretario di Ratzinger, don George Gaenswein sono stati protagonisti di innumerevoli polemiche e colpi bassi, spesso alimentati anche a suon di libri.

La messa in latino

Genswein, per esempio, in una biografia su Benedetto XIV, rivelò quanto Papa Bergoglio avesse ferito il Papa emerito abolendo l'intero percorso fatto sulla normalizzazione della messa in latino.

lunedì 1 dicembre 2025

Luis Badilla. Il ritorno dei concerti in Vaticano da Leone XIV dopo l'esilio con Francesco

Grazie a Luis Badilla per questa analisi della musica sacra in Vaticano attraverso gli ultimi Papi.
Sulla musica sacra in Vaticano Francesco, purtroppo, disse: "Il Papa [Francesco], si disse e scrisse subito, ha precisato: “Non sono un principe rinascimentale che scende nel cortile di palazzo per occuparsi di queste cose”.
QUI invece Von Karajan suonare da Giovanni Paolo II.
Per fortuna con Leone XIV è tornato il buonsenso.
Luigi Casalini

Il ritorno dei concerti in Vaticano. La musica e i Papi.

Quaranta anni fa Herbert van Karajan nella Basilica di San Pietro

dirigeva Mozart e riceveva l’Eucaristia, insieme alla famiglia,

dalle mani di Papa s. Giovanni Paolo II

 

L’annuncio della Fondazione Vaticana “Joseph Ratzinger – Benedetto XVI” che conferma la concessione al Direttore Riccardo Muti, italiano, il “Premio Ratzinger 2025”, il 12 dicembre prossimo, è una notizia non solo bella e inattesa ma di grande rilevanza, anche perché sarà Papa Leone XIV a consegnare questa prestigiosa onorificenza, relativamente giovane ma fra le più celebri al mondo.

Il maestro, 84 anni, nella stessa occasione dirigerà un concerto in omaggio al Vescovo di Roma il cui programma non si conosce ancora. Riccardo Muti in pratica torna a dirigere in Vaticano quasi quaranta anni dopo la prima volta nel 1986 (“Messe du sacre” di Luigi Cherubini). L’ultima volta è stata nel 2012.

▆ La prima volta, quasi sessanta anni fa.

lunedì 17 novembre 2025

Luis Badilla. "Primo Concistoro straordinario di Papa Leone"

Grazie a Luis Badilla per questa utilissima e approfondita analisi sugli ultimi Concistori dei Cardinali e per il prossimo futuro.
Luigi C.

 Primo Concistoro straordinario di Papa Leone. Forse oltre 170 cardinali a Roma. Torna la collegialità episcopale nel vertice. I porporati elettori in quei giorni (7/8 - 2026 gennaio 2026) saranno 122.

Premesse.

∎Il famoso Consiglio dei Cardinali, che un oltre un decennio di esistenza ha avuto 8, 9, 7 e 6 membri a secondo i passaggi temporali dalla sua nascita il 1° ottobre 2013 al suo termine ine 3 dicembre 2024,- dal giorno del decesso di Papa Francesco non esiste più.

La sua 51.ma seduta era programmata per il mese d’aprile scorso, mese della morte di Papa Bergoglio. La più importante eredità lasciata da questo insieme di consiglieri del Pontefice argentino è la Costituzione Apostolica "Praedicate Evangelium", documento che riforma la Curia Romana, i suoi principii operativi, la sua organizzazione (organigramma) e le sue responsabilità.

Il testo è in applicazione dal 5 giugno 2022 e d'allora le critiche e polemiche non mancano, in particolare sui risultati concreti e sui costi.

In un certo qual modo, seppure mai dichiarato, questo Consiglio formato da un numero ristretto di porporato, è subentrato per undici anni a ciò che sarebbero essere Concistori straordinari. Moltissimi eventi in questi anni del papato di Francesco dimostrano che il Pontefice non nutriva particolare attenzione per la collegialità nell’esercizio della gerarchia istituzionale.

Collegialità episcopale

∎Papa Leone fino ad oggi non ha espresso nessun proposito sulla riedizione per così dire del Consiglio

lunedì 3 novembre 2025

Vaticano. No al titolo di Corredentrice per la Madonna

Aggiornamento 4-11-25: QUI il testo integrale della Nota.

Riceviamo, da una nostra fonte, un breve ma importante estratto del nuovo documento del Dicastero per Dottrina della Fede Fede "“Mater Populi fidelis” Nota dottrinale su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza", che pubblichiamo. Uscirà ufficialmente domani 4 novembre.
Ci pare chiarissimo il seguente inciso al n. 22: "Considerata la necessità di spiegare il ruolo subordinato di Maria a Cristo nell’opera della Redenzione, è sempre inappropriato usare il titolo di Corredentrice per definire la cooperazione di Maria. Questo titolo rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo e, pertanto, può generare confusione e squilibrio nell’armonia delle verità della fede cristiana [...] Quando un’espressione richiede numerose e continue spiegazioni, per evitare che si allontani dal significato corretto, non serve alla fede del Popolo di Dio e diventa sconveniente".
QUI il post di MiL sulla notizia: "Nota del Vaticano sulla "cooperazione di Maria all'opera della salvezza". Cosa sta succedendo?". QUI Corrispondenza Romana: "La «Corredentrice» al tempo di Papa Giovanni Paolo II".
Sommessamente ci chiediamo come mai Giovanni Paolo II abbia usato sette volte il titolo di Corredentrice

domenica 2 novembre 2025

Loredo. "Al cuore dell’attuale situazione della Chiesa". VIDEO

Riceviamo e pubblichiamo.
"Il cardinale Burke ha convocato i cattolici di tutto il mondo a fare nove settimane di preghiera, dall’8 ottobre al 10 dicembre, giorno in cui cadrà il centenario della Grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria. Questo ci porta al cuore dell’attuale situazione della Chiesa".
QUI e sotto il video integrale.

mercoledì 29 ottobre 2025

Winfield. Il Card. Burke celebra la vecchia messa latina in San Pietro in segno di cambiamento

Ancora sul Pellegrinaggio Summorum Pontificum a Roma.
Luigi C.

Di NICOLE WINFIELD, Associated Press,  26 ottobre 2025


CITTÀ DEL VATICANO (AP) — Un importante cardinale americano ha celebrato sabato una messa tradizionale in latino nella Basilica di San Pietro con l'esplicito permesso di Papa Leone XIV, entusiasmando i cattolici tradizionalisti che si erano sentiti abbandonati dopo che Papa Francesco aveva fortemente limitato l'antica liturgia.
Alcune migliaia di pellegrini, molti dei quali erano giovani famiglie con molti bambini e donne che si coprivano il capo con veli di pizzo, gremivano l'area dell'altare della basilica, dove c'era solo posto in piedi.
Il cardinale Raymond Burke,

martedì 28 ottobre 2025

Luis Badilla: approfondita analisi sulla situazione del Collegio Cardinalizio

Grazie a Luis Badilla per questa utilissima analisi sulla situazione del Collegio Cardinalizio.

Luigi C.

Il Collegio di cardinali ha oggi 127 cardinali elettori. Alla fine dell’anno saranno 124. Al termine del 2026 saranno 117.  Nelle statistiche però ci sono errori da chiarire.

∎ Concistoro alla fine del primo semestre del 2026?

∎ Cardinali elettori molto anziani. Il 89% ha più di 60 anni. Il 57,5% supera i 70 anni.

 

Statistiche errate

venerdì 17 ottobre 2025

Benedetto XVI e la dignità dell’uomo. Convegno

Grazie a EWTN per il resoconto del convegno romano su Benedetto XVI.
QUI il video della recente conferenza romana.
Luigi C


Una conferenza a Roma celebra il pensiero di Papa Benedetto XVI sull’origine della dignità umana, mettendo in dialogo fede, ragione e le sfide del nostro tempo: dal transumanesimo alla teoria del gender.
Anche dopo la morte di Papa Benedetto XVI, il suo pensiero continua a ispirare teologi, filosofi e uomini di fede in tutto il mondo. Il 27 settembre, il Ratzinger-Schülerkreis e il Nuovo Schülerkreis hanno organizzato a Roma una conferenza teologica dedicata a uno dei temi centrali del suo magistero: la dignità dell’uomo alla luce della fede cristiana.
Benedetto XVI, che fu Papa e teologo, affermava che la fede in Dio è ciò che fonda e custodisce la vera grandezza dell’uomo.

giovedì 16 ottobre 2025

Lettera aperta al Santo Padre Leone XIV in vista della preparazione della sua prossima enciclica sull’Intelligenza Artificiale #300denari

Mi sembra, Santissimo Padre, che sia giunto il tempo non tanto di aggiungere nuove parole sull’intelligenza artificiale, quanto di dire, attraverso di essa, qualcosa di essenziale sull’intelligenza stessa. Viviamo infatti in un’epoca in cui le forme si moltiplicano più rapidamente degli atti, e i possibili saturano il mondo senza che alcun compimento li abiti. Miliardi di esseri pensano, immaginano, simulano: la superficie del pensiero trabocca, ma la profondità del volere si contrae. Ed ecco che una macchina, costruita con i nostri stessi simboli, viene a riflettere questo eccesso: pensa senza volere, combina senza amare, prevede senza agire. Essa è, in un certo senso, l’immagine esatta della nostra impotenza: pura potenza senza atto, intelligenza senza conversione.

La Chiesa, custode del mistero del Verbo, non può contemplare tale realtà senza risalire alla sorgente: «In principio era il Logos» (Gv 1,1). Questa parola non indica una formula, bensì una vita: il Logos non è l’idea di Dio, ma Dio stesso in atto, la Parola che si dice, il pensiero che si fa carne. Tutto l’universo si regge su questo passaggio dalla virtualità alla realtà (Benedetto XVI, “Caritas in veritate”, Enciclica, 29 giugno 2009, §1-3) : dal verbo alla carne, dalla possibilità al compimento. Il Cristo è l’Atto assoluto, actus essendi plenissimus (Tommaso d’Aquino, Quaestiones Quodlibetales, Quodl. XII, q. 5, a. 5; Summa Theologiae I, q. 4, a. 2 ) . In Lui il pensiero di Dio non è più progetto, ma presenza. Ed è proprio questo, in fondo, l’intelligenza: non la capacità di generare dei possibili, ma la potenza di dare l’essere, la forza di rendere reale ciò che era soltanto concepito.

domenica 31 agosto 2025

Lex Orandi e rottura ecclesiale: breve critica teologica e canonica dell’Articolo 1 di Traditionis Custodes

Riceviamo e pubblichiamo.
Benedetto XVI – Summorum Pontificum (2007): “Ciò che per le generazioni precedenti era sacro, anche per noi rimane sacro e grande, e non può essere improvvisamente proibito o giudicato dannoso”.
Luigi C.


Riassunto: l presente articoletto analizza criticamente l’articolo 1 del motu proprio Traditionis Custodes (2021), il quale afferma che i libri liturgici riformati da Paolo VI e Giovanni Paolo II costituiscono “l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano”. Tale dichiarazione, se interpretata come esclusiva e vincolante, implica una rottura oggettiva con la Tradizione liturgica organica della Chiesa, contraddice il magistero precedente e introduce un principio teologicamente instabile: l’obsolescenza di forme liturgiche precedenti che per secoli hanno espresso la fede cattolica. Il saggio mostra come questa posizione possa generare una forma di scisma latente, non da parte di chi conserva la liturgia tradizionale, ma da parte di chi nega la sua legittimità ecclesiale e teologica.

1. Introduzione: una dichiarazione inedita e destabilizzante

L’articolo 1 del motu proprio Traditionis Custodes, promulgato da papa Francesco il 16 luglio 2021, introduce un principio mai espresso in forma così assoluta nella storia recente del magistero:

“I libri liturgici promulgati dai Santi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II […] sono l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano.”

L’affermazione non si limita a regolare l’uso del Messale di san Pio V (edizione 1962), ma lo esclude implicitamente dalla definizione stessa della preghiera ufficiale della Chiesa latina. Si pone quindi un’interrogazione essenziale: può una nuova riforma liturgica, per quanto autorevole, dichiararsi unica portatrice della lex orandi, relegando la precedente a espressione superata, tollerata, o teologicamente sorpassata? E se sì, quali sono le implicazioni dottrinali, canoniche, e comunionali di tale esclusione?

2. La lex orandi come principio teologico vincolante

giovedì 28 agosto 2025

Il turismo moderno: tra fuga da sé e profanazione del mondo #300denari

C’è un filo sottile, ma tenace, che unisce gli ammonimenti degli antichi alla denuncia dei moderni: la consapevolezza che il viaggiare, quando diventa moda, consumo, bulimia di luoghi e di esperienze, non eleva l’uomo, ma lo svuota. Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt – “Non mutano il loro animo, ma solo il cielo [sopra la loro testa] coloro che attraversano il mare”. Con questa frase, Orazio ci ricorda che nessuno può scappare da sé stesso: la serenità non è in un biglietto per mete lontane, ma in un lavoro silenzioso dentro di noi, nel saper abitare il proprio tempo e il proprio spazio. Una riflessione “Contro la moda dei viaggi” (
correlato, ricordiamo anche il nostro precedente post "I poveri sono dissoluti? Cosa possiamo dire sul significato spirituale del tempo libero?") di Mario Vittorio Di Fidio, che mettiamo in evidenza dal numero di agosto de Il Covile. Testo che, rileggendo autori come Brambilla, Petrarca, Pindemonte, Alfieri e Buzzati, smonta con lucidità i miti del viaggio come strumento di progresso e appagamento. Da qui la nostra riflessione per richiamare coordinate che restano decisive: dignità della persona, uso ordinato del tempo, formazione integrale capace di unire sapere e responsabilità, e un legame vivo con quei valori del cristianesimo che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno difeso e rilanciato con lucidità: verità, bellezza, comunità, tradizione. Senza questi riferimenti, il viaggio si riduce a consumo, e il mondo a scenario da sfruttare.

* * *

Arturo Brambilla, nel suo celebre articolo del 1947 sulle idee degli antichi riguardo i viaggi, ci ricorda come per Orazio, Virgilio e Seneca chi attraversasse il mare non mutava l’animo, ma solo il clima: “Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt”. Non era l’avventura a muovere Ulisse, ma la nostalgia di Itaca, il desiderio di pace, di ritorno, di radicamento. Gli antichi sapevano che il mondo non si conquista: lo si abita. Lo si coltiva. Lo si custodisce. Lo si contempla con reverenza. Lo si rispetta.

giovedì 21 agosto 2025

Celibato Sacerdotale: indispensabile e irrevocabile. Joachim Heimerl

Grazie a Marco Tosatti per la pubblicazione di questa utilissima e completa analisi sul celibato sacerdotale.
"Ogni indebolimento del celibato sarebbe quindi, come scrive Sarah, “una messa in discussione degli insegnamenti dell’ultimo Concilio e dei papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”. Il celibato resta ciò che è stato fin dai tempi degli Apostoli: indispensabile e irrevocabile!".
Luigi C.,

20 Agosto 2025 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, padre Joachim Heimerl, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul celibato sacerdotale. Buona lettura e diffusione.

Celibato sacerdotale: indispensabile e irrevocabile

 p. Joachim Heimerl von Heimthal

La sfida dei riformatori della Chiesa è sempre stata quella di opporsi al celibato. Questo non è cambiato dai tempi di Lutero, ed è particolarmente vero nell’era dell’errore sinodale commesso dalla Chiesa: il celibato deve essere abolito, e a tutti i costi: questa è la preoccupazione principale.
Dove la fede cattolica declina, declina innanzitutto anche l’accettazione dei sacerdoti e del celibato. Chi si allontana da Cristo si allontana inevitabilmente anche dalla comprensione del modello di vita che Egli ha plasmato per noi. “Il celibato per il regno dei cieli” (Matteo 19:12) appare quindi solo un accessorio obsoleto, non più un tema centrale del Vangelo e della predicazione degli apostoli (1 Corinzi 7:7). Come mera “legge”, il celibato è ormai obsoleto; pur essendo “appropriato” per il sacerdozio, è essenzialmente una reliquia da museo. Servono invece sacerdoti sposati.
Il cardinale Alfons Maria Stickler (1910-2007) descrisse tutte queste tendenze nel suo acclamato libro “Celibato clericale” già nel 1993.
Stickler chiarisce molto bene che il celibato non è mai stato solo una legge blanda che poteva essere abolita in qualsiasi momento, con la stessa arbitrarietà con cui era stata introdotta un tempo; al contrario: l’astinenza del clero, come dimostra Stickler, risale alla tradizione orale degli apostoli ed era già naturalmente richiesta a tutto il clero nella Chiesa primitiva.
Certo, la maggior parte di loro era sposata; ma ciò non cambiava il fatto che, dal momento dell’ordinazione in poi, non era più loro permesso di avere rapporti sessuali con le proprie mogli; da allora in poi, dovevano amarle come una sorella.

Stickler fa risalire in modo convincente questa pratica a 1 Corinzi 9 e indica le corrispondenti risoluzioni dei Concili di Tours (461), Gerona (517) e Alvernia (535). Soprattutto, tuttavia, chiarisce che il celibato è molto più di una rinuncia esteriore o di una pratica rigorosa: riguarda Cristo e con lui il sacerdozio della Nuova Alleanza; in breve, è tutto o niente. Dove muore la fede in Cristo, scrive Stickler, “muore anche la continenza”, e dove sorgono eresie e scismi, l’abolizione del celibato appare sempre come un presagio.

martedì 8 luglio 2025

Badilla. "Ancora un nuovo documento della Segreteria del Sinodo sulla sinodalità"

Grazie a Luis Badilla per questa analisi sul futuro del Sinodo.
Ma dove vuole arrivare questa burocrazia grafomane?
"Per far credere con decine e decine di documenti, riunioni, studi, che nella Chiesa di Papa Bergoglio c’era apertura, dialogo e parità? Insomma, sinodalità? Nulla di più falso. Con Papa Bergoglio la Chiesa Cattolica ha vissuto uno dei suoi periodi più autoritari e, in alcuni casi, anche repressivi, in particolare tutte le volte in cui la “legge suprema e perfetta” era sempre il Pontefice stesso. Mentre da più parti nella Chiesa si cerca la via per rivedere questo “processo sinodale” alla luce della collegialità, in molti lavorano per mantenerlo vivo a tutti i costi. Quindi niente di meglio che continuare a inventare Assemblee e documenti e così si arriva anche al 2028 quando, forse, sarà comunicata dalla Segreteria del Sinodo, se presieduta dal card. Grech, un’altra iniziativa inedita".
QUI Valli\Martin Grichting.
Luigi C.

Ancora un nuovo documento della Segreteria del Sinodo sulla sinodalità. Ora si parla sulle "Tracce per la Fase attuativa del Sinodo". Ma dove porta questo percorso cominciato nel 2021? Ecco una possibile risposta.

          In attesa della famosa e piuttosto ambigua e inedita "Assemblea ecclesiale sulla sinodalità", da farsi nel mese di ottobre 2028 a livello mondiale, la Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi continua a pubblicare documenti confusi e per di più ripetitivi, che poco o nulla aggiungono di nuovo. Insomma,

mercoledì 2 luglio 2025

Magister. Le omelie inedite dell’ultimo Ratzinger, dopo la rinuncia al papato. Un assaggio

Perle di Benedetto XVI appena pubblicate.
Luigi C.

(s.m.) L’omelia di Joseph Ratzinger riprodotta in questa pagina con l’autorizzazione dell’editore è una delle 135 rimaste a lungo inedite, quasi tutte datate tra il 2013 e il 2017, dopo la sua rinuncia al pontificato e fino a quando glielo consentì l’affievolirsi della voce.
Il primo dei due volumi che le pubblicano è fresco di stampa, per i tipi della Libreria Editrice Vaticana, col titolo “Il Signore ci tiene per mano”, ed è curato da padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione vaticana “Joseph Ratzinger-Benedetto XVI”.
Le omelie sono un elemento chiave della predicazione di Ratzinger. Si contano a migliaia e occupano tre grossi volumi delle sue “opera omnia”. Ha continuato a pronunciarle anche dopo la rinuncia, nelle domeniche e nei giorni festivi, prima a Castel Gandolfo e poi nella sua appartata residenza nei giardini vaticani, con pochissimi presenti e ospiti, tra i quali un paio di volte l’autore di “Settimo Cielo” con i suoi famigliari.

martedì 1 luglio 2025

L. Badilla. Leone XIV: primo Papa della Chiesa formato nel mondo della Rete e dell'IA

Grazie a Luis Badilla per questa ampia analisi sulla comunicazione vaticana in Rete, soprattutto con leone XIV: "Oggi, nella sua missione e nel suo lavoro quotidiano, il Pontefice è, per così dire, un altro utente digitale in più accanto ad altri miliardi che cominciano a avvalersi dell’Intelligenza Artificiale che il nuovo Papa ha indicato come una rilevante sfida per l’evangelizzazione. Tra l’altro da ultime indiscrezioni risulta che Prevost abbia una corposa conoscenza di questa materia che studia da qualche anno".
Luigi C.


Leone XIV: primo Papa della Chiesa formato nel mondo della Rete, che conosce e usa quotidianamente da molti anni, e che ha puntato sulla grande sfida dell’Intelligenza Artificiale.

E' molto interessante, e per certi versi allettante, che Papa Prevost sia il primo Vescovo di Roma in grado, per formazione, conoscenza e abitudine, di lavorare con la rete per essere informato, per fare indagini e per comunicare ad ampio raggio. Prima di lui non era mai accaduto. I Papi che si sono susseguiti sul Soglio di Pietro dagli anni 70 in poi, fino alla morte di Francesco, ovviamente sono stati a conoscenza di questa tecnologia che stava e sta rivoluzionando il mondo, in particolare la struttura di pensiero degli esseri umani, ma sostanzialmente non l’hanno usata metodicamente come indispensabile strumento di lavoro.

Robert Francis Prevost prima di assumere l'Ufficio di Pietro. aveva una moderata e discreta presenza su due social: su Facebook, pagina privata (2020) e prima su Twitter - X (@drprevost) nel 2011. Analisti e persone vicine al Papa dal giorno dell'elezione hanno sottolineato che quanto si legge in questi social media, o le segnalazioni che si ricavano dal rilancio di testi di altri, e anche le critiche non sono attribuibili a Papa Leone XIV.

▅ La Chiesa e la Rete

Papa Leone XIV, che il 14 settembre compirà 70 anni, aveva poco più di vent'anni quando cominciarono a circolare i primi computer e connessioni e quindi sostanzialmente, seppure con gradualità, è stato educato e formato con Internet già allora parte della vita delle persone per motivi di lavoro o di studio, tanto più per chi come Robert Prevost si laureò in matematica.

domenica 29 giugno 2025

Parigi Chartres. "Il rito tradizionale: sempre nuovo, mai obsoleto" VIDEO #NSC2025

Riceviamo e pbblichiamo.
"Il Prof. Braccesi fornisce dati e condivide speranzose notizie sul recente Pellegrinaggio di Pentecoste (Parigi-Chartres) che quest'anno ha raggiunto i 19 mila partecipanti, di tutte le età e provenienze, la presenza di 430 sacerdoti e di dodici membri dell'Alto Clero, tra cui il celebrante, Mons. Athanasius Schneider. Durante l'omelia della solenne Messa in rito tradizionale, S. Ecc.za svolse i meravigliosi aspetti dottrinali e i fecondi frutti spirituali inerenti a questo rito a cui, peraltro, Benedetto XVI faceva già riferimento: "...era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso". (7 Luglio 2007)".
QUI e sotto il video integrale.

lunedì 23 giugno 2025

Porfiri. "Messa in canto: Piccola guida alla musica per le celebrazioni liturgiche". VIDEO

Riceviamo e pubblichiamo: il disastro della musica sacra moderna.
"In un tempo in cui la musica liturgica sembra spesso smarrire la propria identità, la pubblicazione del volume “Messa in canto. Piccola guida alla musica per le celebrazioni liturgiche” di Aurelio Porfiri rappresenta un’occasione preziosa per ritrovare il senso profondo del canto nella liturgia della Chiesa. Il libro, agile ma denso di contenuti, vuole essere un orientamento per musicisti, sacerdoti, studiosi e fedeli desiderosi di comprendere meglio il ruolo e il significato della musica nella celebrazione eucaristica, in continuità con la grande tradizione della Chiesa e con uno sguardo attento alle sfide del presente. Alla presentazione interverranno: 
🎼 Mº Aurelio Porfiri – autore del libro, compositore, direttore di coro e musicologo, già docente in Italia e all’estero, autore di oltre 70 volumi tradotti in diverse lingue.
🎼 Mº Valentino Miserachs Grau – già Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra, compositore, organista, figura autorevole della musica sacra contemporanea.
L’evento sarà anche l’occasione per un dialogo sul futuro della musica liturgica e sulla necessità di una rinnovata formazione musicale e spirituale al servizio della bellezza e della verità della liturgia".
QUI e sotto il video integrale.

giovedì 12 giugno 2025

Sulla presenza del Mistero, la verità liturgica e l’unità della Chiesa

Grazie ad Aldo Maria Valli per questa utile analisi liturgica: "Il futuro appartiene a chi sa portare il fuoco, non a chi lo spegne".
Luigi C.

di Armin Schwibach, 9-6-25

La tentazione del nostro tempo consiste nel classificare la realtà ecclesiale secondo fazioni. Progressisti contro retrogradi, aperti contro rigidi, riformatori contro legati alla tradizione. Queste contrapposizioni sono troppo schematiche per essere vere. Possono forse funzionare nel campo politico, ma spiritualmente sono abbastanza vuote. Perché ciò che conta nella Chiesa non è la posizione, ma l’orientamento: coram Deo, davanti a Dio. Ed è lì che le false dicotomie si dissolvono. Lì si decide se qualcosa nasce dalla verità oppure da sé stessi.
Joseph Ratzinger ha messo in guardia fin da principio dal ridurre l’essenza della Chiesa a categorie sociologiche. La Chiesa non è il risultato di dinamiche storiche, ma è “mistero che vive dell’Eucaristia”. Le categorie con cui oggi si descrive la realtà ecclesiale spesso nascono da uno sguardo che non conosce più il sacro. Ma là dove il Mistero diventa sospetto la liturgia si trasforma in palcoscenico, e la fede in opinione. Eppure la Chiesa non vive di opinioni. Vive della Parola fattasi carne, e della risposta che le viene data: l’adorazione. “Non in commotione Dominus”, il Signore non è nel rumore, ma nel silenzio, nell’offerta, nel fiat della Vergine, che la Chiesa ripete in ogni Eucaristia.

martedì 3 giugno 2025

Magister. Pro o contro Francesco? Leone sa come agire, l’ha imparato dai Padri della Chiesa #papaleonexiv

Continuiamo le analisi sul nuovo pontificato di Leone XIV.
"È in questo senso che mi azzarderei a prevedere che lo stile del suo pontificato sarà ratzingeriano e patristico".
Monday Vatican – Andrea Gagliarducci: Leone XIV: Come comporrà la sua squadra? “…Leone XIV non compirà mosse avventate perché non è nella sua natura. Tuttavia, vale la pena notare la fretta con cui alcuni ai margini della Chiesa sembrano desiderare che Leone attui delle riforme. Il vescovo di Charlotte, negli Stati Uniti, ha fatto notizia con il suo brutale piano per l'attuazione della Traditio Custodes nella sua diocesi, che di fatto vieta la Messa tradizionale in latino. Il piano è stato bloccato, per ora, ma il danno alla credibilità del vescovo Michael Martin sulla scena statunitense, così come alla sua reputazione a Roma e presso il proprio clero e i fedeli, è fatto. (...) Anche la questione cinese è stata determinante nell'orientare i voti dei cardinali nel Conclave verso il cardinale Prevost. I cardinali asiatici non potevano accettare un candidato come il cardinale Erdo, la cui nazione, l'Ungheria, è considerata vicina alla Cina. Per lo stesso motivo, non potevano votare per il cardinale Pietro Parolin, che era uno dei sostenitori dell'accordo con la Cina…”
Luigi C.



(s.m.) Il professor Leonardo Lugaresi, autore della nota pubblicata in questa pagina, è un eccellente studioso dei Padri della Chiesa.

Come lo è anche papa Leone XIV, che nel citare i Padri come fa di frequente, a cominciare dal “suo” Agostino, mostra di coglierne il pensiero con rara profondità.
E proprio questa familiarità del nuovo papa con la grande “tradizione” cristiana è una chiave decisiva – a giudizio di Lugaresi – per capire come egli intenda svolgere il suo servizio di successore di Pietro, nel solco non solo dei suoi ultimi predecessori ma dell’intera storia della Chiesa, riconducendo “ogni cosa alla verità originaria”.