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domenica 14 dicembre 2025

Mons. Georg Gänswein: «Scelte di Francesco sulla messa in latino hanno danneggiato la pace. Ci riamo riconciliati prima della sua morte»

Ancora su mons. Georg Gänswein in questi giorni a Roma.
Per diversi anni hanno avuto un rapporto parecchio conflittuale, ed era una cosa talmente evidente in Vaticano che era impossibile da nascondere
Luigi C.

di Franca Giansoldati, Il Messaggero, 12-12-24

Per diversi anni hanno avuto un rapporto parecchio conflittuale, ed era una cosa talmente evidente in Vaticano che era impossibile da nascondere. Papa Francesco e il segretario di Ratzinger, don George Gaenswein sono stati protagonisti di innumerevoli polemiche e colpi bassi, spesso alimentati anche a suon di libri.

La messa in latino

Genswein, per esempio, in una biografia su Benedetto XIV, rivelò quanto Papa Bergoglio avesse ferito il Papa emerito abolendo l'intero percorso fatto sulla normalizzazione della messa in latino.
Bergoglio poco dopo dopo che rispondeva (attraverso un altro libro) che don Georg aveva mostrato «mancanza di nobiltà e umanità», e che gli aveva provocato un «grande dolore «raccontando cose che non sono vere, è molto triste». Insomma gli dava pure del bugiardo. Poco dopo lo sfrattava dall'appartamento vaticano e lo spediva in Germania, nella sua diocesi, senza alcun incarico. Una punizione umiliante a tutti gli effetti durata quasi un anno, fino a quando Francesco non lo destinò alla nunziatura della Lituania, l'incarico che ora don Georg ricopre.

La riconciliazione

A sei mesi dalla scomparsa del defunto Francesco, don Georg, durante la presentazione di un libro di omelie inedite di Ratzinger, è voluto tornare su quel periodo spiegando non solo di essersi riconciliato poco prima che Bergoglio morisse, ma di essere «anche andato a pregare sulla sua tomba a Santa Maria Maggiore». La misericordia e gli insegnamenti del Vangelo hanno prevalso.

Papa Leone XIV

Gli è stato poi chiesto una opinione sul nuovo pontefice e lui sorridendo: «Papa Leone mi ha fatto un'ottima impressione» aggiungendo di aver provato «un grandissimo sollievo» davanti alla notizia che egli vuole andare ad abitare nel Palazzo Apostolico. Così come ha apprezzato la scelta di fare di nuovo celebrare in Latino a San Pietro, azzerando il veto di Francesco. «L'impressione che ho io da lontano è che ci sono segnali nella direzione giusta. Benedetto XVI aveva liberalizzato la celebrazione in latino in virtù della sua grande esperienza e anche per ciò che lui stesso ha visto e cioè il fatto che Paolo VI, non aveva mai in realtà abolito il cosiddetto 'novo ordus' e per questo lui aveva introdotto la distinzione tra il rito ordinario e il rito straordinario, cioè la messa tridentina. Ma si tratta nel complesso di una sola liturgia».

Benedetto XVI santo

Benedetto XVI un giorno sarà santo? «Io certamente lo auspico ma lasciamo fare alla provvidenza, come si sa nella Chiesa si attendono di norma cinque anni dalla morte, ho visto come lui ha vissuto, come ha affrontato i problemi anche grandi, ha cercato e trovato sempre una risposta nella fede, questo fa parte del suo dna spirituale».