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mercoledì 10 dicembre 2025

Scoppia la Balla: episodio 28: L'Utero in Affitto può essere solidale?

Riceviamo e pubblichiamo.
Toni Brandi, Presidente di Pro Vita & Famiglia, nella serie "Scoppia la Balla" affronta temi e argomenti di nostro interesse per sfatare i falsi miti costruiti dal mainstream
QUI e sotto il breve video.

giovedì 4 dicembre 2025

Quando l’uomo rifiuta la vita: l’esperimento socialista delle Hawaii e il suo fallimento #300denari

Negli anni in cui il mondo temeva una “bomba demografica”, anche un paradiso come le Hawaii scelse di credere che meno persone significasse più felicità. Nascosto dietro nobili parole come “sostenibilità” e “protezione dell’ambiente”, un progetto di pianificazione statale tentò di ridurre la popolazione, arrivando a ricalcare le logiche socialiste della Cina comunista. Oggi, a distanza di decenni, quell’utopia si rivela per ciò che era: un inganno che ha lasciato dietro di sé un’isola spopolata, un’economia stagnante e un popolo invecchiato. Un monito per chiunque osi mettere la “pianificazione” al posto della Provvidenza.
Sul tema, qui di seguito, Vi segnaliamo in traduzione l’articolo di Gary Isbell (pubblicato in lingua inglese per Tradizione, Famiglia e Proprietà).

domenica 30 novembre 2025

Scoppia la Balla! Episodio 27: Il corpo è mio e lo gestisco io?

Riceviamo e publichiamo.
"Toni Brandi, Presidente di Pro Vita & Famiglia, nella serie "Scoppia la Balla" affronta temi e argomenti di nostro interesse per sfatare i falsi miti costruiti dal mainstream"
QUI e sotto il breve video.

lunedì 24 novembre 2025

C’è un sovrano cattolico nel Principato di Monaco: Alberto II non promulga la legge abortista votata dal (finto) centro-destra

Parafrasando il celebre mugnaio brechtiano, c’è un sovrano cattolico nel Principato di Monaco!
Per comprendere l’importanza – e, purtroppo, l’eccezionalità – della notizia occorre fare un passo indietro nella storia della città-stato di antichissima indipendenza che dista una decina di chilometri dal confine di Ventimiglia.
Fino al 2009 nel Principato di Monaco l’aborto era considerato illegale sempre e in quell’anno furono previste cause di non punibilità nei casi di stupro, malattia o malformazione fetale irreversibile e quando la vita della madre fosse in pericolo, rimanendo illegale nelle altre situazioni.
Successivamente nel 2019 l’aborto fu ulteriormente depenalizzato anche per le donne monegasche che avessero abortito in altri Stati, mantenendo la perseguibilità penale per gli operatori sanitari.
Lo scorso maggio il Conseil national (il Parlamento monocamerale che esercita il potere legislativo unitamente al Principe regnante), con 19 voti favorevoli e 2 contrari (su 24 membri, tutti eletti il 5 febbraio 2023 con il l’Union nationale monégasque, partito conservatore di centro-destra), aveva approvato una ulteriore modifica, la quale prevedeva di autorizzare il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza prima della fine della dodicesima settimana di gravidanza, di estendere a sedici settimane il termine per l’aborto in caso di stupro e di ridurre da 18 a 15 anni l’età a partire dalla quale non era più necessario il consenso dei genitori.
Ma alcuni giorni fa il Principe Alberto II di Monaco, in virtù dei poteri riconosciutigli dalla Constitution monégasque del 1962, ha negato la promulgazione.
In occasione di un’intervista concessa al quotidiano Monaco-Matin il 18 novembre, a margine della Fête du Prince, la festa nazionale monegasca, il Principe Alberto II ha chiuso la porta alla ulteriore depenalizzazione della pratica dell’interruzione volontaria di gravidanza nel Principato di Monaco, in conformità con i precetti della Chiesa cattolica, religione di

martedì 4 novembre 2025

Papa Leone nomina il vescovo pro-LGBT che ha votato contro il rifiuto della Comunione a Biden

La scorsa settimana, il vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Boston, Mark O'Connell, è stato nominato prossimo vescovo di Albany, New York.
Un'altra, purtroppo, cattiva nomina di Leone XIV.
Luigi C.


( LifeSiteNews ) — La scorsa settimana Papa Leone XIV ha nominato il vescovo Mark O'Connell, vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Boston, prossimo vescovo di Albany, New York.

Nei suoi 35 anni di sacerdozio, O'Connell, 61 anni, ha chiesto di dare ascolto ai cosiddetti "cattolici LGBT" e ha votato contro la stesura di un documento che sottolineava che l'allora presidente Joe Biden e altri politici pro-aborto non possono ricevere la Santa Eucaristia. O'Connell sostituisce il vescovo Edward Scharfenberger, 77 anni, come undicesimo vescovo di Albany e sarà formalmente insediato il 5 di dicembre.

giovedì 30 ottobre 2025

Scoppia la Balla! Episodio 25: "Il coraggio di Claudia Cardinale". VIDEO

Riceviamo e pubblichiamo.
Toni Brandi, Presidente di Pro Vita & Famiglia, nella serie "Scoppia la Balla" affronta temi e argomenti di nostro interesse per sfatare i falsi miti costruiti dal mainstream.
QUI e sotto il breve video.

martedì 21 ottobre 2025

Scoppia la Balla! Episodio 24: È meglio il male minore?

Riceviamo e pubblichiamo.
Toni Brandi, Presidente di Pro Vita & Famiglia, nella serie "Scoppia la Balla" affronta temi e argomenti di nostro interesse per sfatare i falsi miti costruiti dal mainstream.
QUI e sotto il breve video.

lunedì 13 ottobre 2025

Fine Vita, Eutanasia. Perché un medico non può mai scegliere la morte. Intervista a Toni Brandi

Grazie a Marco Tosatti per questa utile intervista a Toni Brandi, Presidente di Pro Vita & Famiglia.
QUI Costanza Miriano.
Luigi C.

11 Ottobre 2025 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questa intervista con Toni Brandi, Presidente di Pro Vita & Familgia in tema di fine vita, eutanasia, e suicidio assistito. Buona lettura e diffusione.

La medicina al servizio della vita: perché il medico non può mai scegliere la morte

Preservare la vita e agire per il bene del paziente, non provocare “una morte rapida” né somministrare “alcuna droga mortale”, anche se richiesta dal paziente… questo fa sì che il medico non sia un sicario, ma colui che salva la vita.
Il Giuramento d’ Ippocrate nella forma originaria è ancora valido o nel corso della storia tale giuramento è stato interpretato e modificato soprattutto in relazione ad importanti temi etici riguardanti l’eutanasia e il suicidio assistito in diversi Paesi in base a proprie norme legali e morali ?
Risponde Antonio Brandi,Presidente di Provita&Famiglia.

Il compito del medico è curare e alleviare, non procurare la morte.

domenica 12 ottobre 2025

Loredo. Leone XIV, bisogna cominciare a preoccuparsi? VIDEO

Riceviamo e pubblichiamo.
"Dopo l’estate, quando Papa Leone ha iniziato a parlare e ad agire di più, l’idillio che si era affermato dopo la sua elezione, si è raffreddato e, a una velocità inquietante, hanno cominciato ad emergere motivi significativi di preoccupazione".
QUI e sotto il video integrale.

Santiago Martin si chiede chi rompa l'unità nella Chiesa: eretici, Magistero e Leone

Aborto, omosessualità, politica, "vescovesse", la Chiesa e Leone XIV: "Se difendi la dottrina della Chiesa, sei una persona che divide. Invece, se vuoi quel cambiamento e lo violi, sei una persona fantastica a cui vengono concessi tutti i tipi di onori. Siamo arrivati a questa terribile situazione. Chi è il divisore e chi è il separatista? Chi è colui che polarizza e chi è colui che divide? Ripeto, voglio il Papa, lo rispetto, gli obbedisco, voglio stare al suo fianco e per questo chiedo a tutti di pregare per lui".
QUI il video.
Luigi C.

InfoVaticana, Santiago Maritin, 5-10-25

Papa Leone ha firmato questa mattina di sabato, festa di San Francesco d'Assisi, la sua prima esortazione apostolica intitolata Dilexit te in latino, che significa “lui si riferisce a Dio, lui ti ha amato”. Lui ti ama. È stata scritta quasi interamente dal suo predecessore, Papa Francesco. Tuttavia, Papa Leone, come aveva fatto Papa Francesco con l'enciclica che era stata completata da Papa Benedetto, ha deciso di rileggerla, di mandarla a revisionare e ora la pubblica, facendola propria. È la continuazione della quarta enciclica di Papa Francesco intitolata Dilexit nos, cioè “ci ha amato”, sempre riferita a Dio, anche se oggi il Vaticano ha annunciato che il suo contenuto non sarà reso noto fino a giovedì prossimo, il 9. Beh, bisognerà aspettare fino a giovedì per sapere cosa dice, anche se da quanto è trapelato sembra che si riferisca all'amore di Dio verso tutti coloro che soffrono, i poveri, i malati, gli anziani, le vittime della guerra o della violenza di qualsiasi tipo. Ripeto, bisognerà aspettare fino a giovedì prossimo per conoscere il contenuto di questa prima esortazione apostolica, cioè del primo documento ufficiale e formale importante di Papa Leone XIV.
Ma durante la settimana sono successe anche altre cose. Ehi, prima di parlarne credo che sia necessario fare una premessa che è valida almeno per quanto mi riguarda. Non ho alcuna intenzione di criticare il Papa. Non sono nella posizione di farlo. Per me Papa Leone XIV è il Papa e merita la mia obbedienza e il mio rispetto. Ma per aiutarlo a compiere il ministero petrino che include l'obiettivo che ha fissato come guida del suo pontificato, quello di unire la Chiesa, forse posso collaborare umilmente al raggiungimento di tale obiettivo, segnalando alcune cose che possono danneggiarlo e persino danneggiare l'immagine stessa del pontefice. Il mio unico desiderio è aiutare e servire la Chiesa. E aiutare e servire il Papa che è il Papa, ripeto, che amo e al quale voglio obbedire e che non solo amo e voglio obbedire, ma che rispetto anche come essere umano.

sabato 11 ottobre 2025

Papa Leone: “Chi sostiene la pena di morte non è pro-life”. Non è fede, ma geopolitica: ecco perché. Testo e VIDEO

Riceviamo e pubblichiamo.
"L’abolizionismo vaticano contemporaneo circa la pena di morte non nasce dal Vangelo né dalla Tradizione cattolica, ma da una combinazione di teologia progressista e pressioni politiche europee".
QUI il video.
Luigi C.


This is the Italian translation of the article published in The European Conservative, October 8, 2025.

Lo scorso 30 settembre, Papa Prevost, uscendo da Castel Gandolfo, ha dedicato un po’ di tempo ai giornalisti che erano accorsi per fargli qualche domanda. Una giornalista americana ha chiesto un’opinione circa la recente scelta da parte del cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, di conferire il “Rerum Novarum Award” alla carriera al senatore democratico Dick Durbin, “cattolico” dichiarato ma noto per il suo sostegno legislativo all’aborto.
Durbin ha sostenuto per decenni politiche pro-choice, votando a favore di misure che facilitano l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza. Per questo motivo, dal 2004 gli è stato vietato ricevere la comunione nella diocesi di Springfield, Illinois.
Cupich ha motivato il riconoscimento citando il contributo di Durbin in altri ambiti, come l’immigrazione e l’aiuto ai poveri, sostenendo che la dottrina cattolica “non si riduce a un solo tema, neppure all’aborto”. Siamo sicuri, tuttavia, che la politica di Durbin su quelle altre tematiche sia in linea con la dottrina sociale della Chiesa?

Il card. Müller su collegialità, Messa tradizionale, Giubileo degli arcobaleniti, aborto, pena di morte e migranti

Riportiamo l’intervista del vaticanista Fabio Marchese Ragona al card. Müller, pubblicata sul quotidiano Il Giornale il 6 ottobre, in cui il Prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede si esprime a tutto campo, premettendo: «La Chiesa non faccia politica, pensi ai Cristiani».
Sono vari i temi trattati:
  • la collegialità: «è un elemento della fede cristiana, del dogma»;
  • la tradizione: «Papa Leone XIV vuole presentarsi più come successore di Pietro e non anteporre la sua personalità. Il Papa […] non si presenta secondo le regole di una star di Hollywood»;
  • la Santa Messa tradizionale: «si deve trovare una soluzione più pragmatica e di tolleranza. Dobbiamo trovare una soluzione sulla base del pensiero cattolico»;
  • il Giubileo degli arcobaleniti: «non si può strumentalizzare l’Anno Santo e la Porta Santa per un’ideologia di questo tipo. […] La Porta Santa non può essere usata per questioni politiche»;
  • le dichiarazioni di Papa Leone XIV sul aborto e pena di morte: «L’aborto significa uccidere un innocente e la Chiesa ha sempre detto che è un crimine brutale. Ma non si può mettere allo stesso livello della pena di morte verso un criminale che ha ucciso altri uomini»;
  • i migranti: «gli Stati hanno tutto il diritto di fare un regolamento per l’immigrazione illegale e proteggere la propria popolazione magari da criminali che arrivano da altri Paesi».

L.V.


Cardinale Gerhard Ludwig Müller, lei è Prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede. Come giudica questi primi mesi di Pontificato di Papa Leone XIV?

Tutti siamo stati felici che Papa Leone XIV abbia cominciato il Pontificato con Cristo, centro della fede cristiana: questo cristocentrismo è necessario. Tanti vogliono che

domenica 5 ottobre 2025

Il nuovo capo religioso della Comunione anglicana sostiene l’uccisione dei bambini con l’aborto

Vi proponiamo – in nostra traduzione – l’articolo di Steven Ertelt, pubblicato sul sito LifeNews il 3 ottobre.
Per quanto non sia nostra abitudine trattare eventi di comunità scismatiche, riteniamo importante commentare la posizione filo-abortista – e quindi in aperto contrasto con la dottrina cristiana (e non solo cattolica) sulla sacralità della vita – sostenuta dal nuovo capo religioso della Comunione anglicana (ricordiamo che il governatore supremo è il Re d’Inghilterra).
In calce riportiamo il bizzarro commento del dott. Fabrizio Mastrofini, già responsabile della comunicazione della Pontificia Accademia per la Vita e ora addetto del Dicastero per la comunicazione: «Ottima decisione. Molto importante. Un segnale positivo e inclusivo per l’Europa, per il mondo intero e per le religioni!» (QUI su X).
QUI sul sito Vatican News la dichiarazione del card. Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani.

L.V.


La Comunione anglicana ha nominato la dott. Dame Sarah Mullally come prima donna arcivescovo di Canterbury in quasi cinquecento anni, segnando un momento storico per la Comunione anglicana.

La nomina è controversa, e non solo perché la dott. Dame Sarah Mullally è una donna.

Sarah Mullally, la nuova arcivescovo di Canterbury, sostiene l’aborto.

Mullally, sessantatré anni, che ha ricoperto la carica di vescovo di Londra negli ultimi sette anni, succede al dott. Justin Portal Welby, dimessosi nel 2024 a seguito di uno scandalo.

Ma quando si tratta di una questione biblica fondamentale, lei è in totale contrasto con

venerdì 3 ottobre 2025

Abortisti e interviste a Leone: cosa scriveva il Card. Ratzinger

In relazione alla conversazione Leone XIV ai giornalisti in tema di aborto e immigrazione (QUI MiL: "La cosiddetta "prudenza" di Papa Leone XIV: Il Silenzio che inquieta a Castel Gandolfo") pubblichiamo una Nota\Responsum, del 2004, del Card. Ratzinger sul tema. QUI MiL e QUI la traduzione integrale dal sito del card. Burke)
Che, ci pare, dica esattamente il contrario di quanto affermato dal regnante Pontefice Leone: parla di S. Comunione e aborto, ma, a maggior ragione, di premi cattolici conferiti  a ultra abortisti (che per fortuna hanno il buon senso di tirarsi indietro - QUI-).
Certo che queste interviste\battute del S. Padre non aiutano la chiarezza dottrinale.
Scrive Ratzinger: "Non tutte le questioni morali hanno lo stesso peso morale dell’aborto e dell’eutanasia. Per esempio, se un cattolico fosse in disaccordo col Santo Padre sull’applicazione della pena capitale o sulla decisione di fare una guerra, egli non sarebbe da considerarsi per questa ragione indegno di presentarsi a ricevere la Santa Comunione. [...] Riguardo al peccato grave dell’aborto o dell’eutanasia, quando la formale cooperazione di una persona diventa manifesta (da intendersi, nel caso di un politico cattolico, il suo far sistematica campagna e il votare per leggi permissive sull’aborto e l’eutanasia), il suo pastore dovrebbe incontrarlo, istruirlo sull’insegnamento della Chiesa, informarlo che non si deve presentare per la Santa Comunione fino a che non avrà posto termine all’oggettiva situazione di peccato, e avvertirlo che altrimenti gli sarà negata l’Eucaristia".
QUI e QUI NCR, QUI Gavin Ashenden. QUI Taylor Marshall.
Luigi Casalini


Pubblichiamo questa nota - che nasce dal caso del candidato (poi sconfitto) alla presidenza degli Stati Uniti nel 2004 John Kerry, cattolico ma abortista - perché in questi giorni sono sorte polemiche a proposito del rifiuto di vescovi americani a dare la comunione all'ultimo rampollo della famiglia Kennedy, "cattolico adulto" abortista. Ci chiediamo quanto queste disposizioni siano rispettate in Italia, e passiamo direttamente a trascrivere il documento del 2004:

Nota trasmessa dal cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, al cardinale Theodore E. McCarrick, arcivescovo di Washington, e all’arcivescovo Wilton Gegory, presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, giugno 2004.

1. Presentarsi a ricevere la Santa Comunione dovrebbe essere una decisione consapevole, fondata su un giudizio ragionato riguardante la propria dignità a farlo, secondo i criteri oggettivi della Chiesa, ponendo domande del tipo: “Sono in piena comunione con la Chiesa cattolica? Sono colpevole di peccato grave? Sono incorso in pene (ad esempio scomunica, interdetto) che mi proibiscono di ricevere la Santa Comunione? Mi sono preparato digiunando almeno da un ora?”. La pratica di presentarsi indiscriminatamente a ricevere la Santa Comunione, semplicemente come conseguenza dell’essere presente alla Messa, è un abuso che deve essere corretto (cfr. l’istruzione “Redemptionis Sacramentum”, nn. 81, 83).

giovedì 2 ottobre 2025

Suicidio assistito. Gandolfini: «Ecco perché non potrà mai essere il “male minore”»

Non cedere sul diritto alla vita.
«Purtroppo una parte dei parlamentari cattolici, o sedicenti tali, che dovranno valutare questa legge appartengono proprio alla corrente di idee del “male minore”. Io, al contrario, continuo a pensare che - come ci hanno insegnato San Giovanni Paolo II nell’Evangelium vitae e quel grande bioeticista che è stato il cardinale Elio Sgreccia - il male minore non si sceglie, piuttosto si subisce. [...] Purtroppo nel mondo cattolico c’è chi, da una parte, ha le idee un po’ confuse, dall’altra - dando per scontate la buona volontà e le buone intenzioni - non si rende conto che accadrà quanto è già successo con la legge 194/1978 sull’aborto e con la legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita. Solo apparentemente abbiamo creato un argine: nel giro di pochissimo tempo tutto verrà smontato e da questo spiraglio determinato dalla legge arriverà il crollo della diga. È già successo in altri Stati che hanno approvato leggi eutanasiche o sul suicidio assistito ed è già successo con le leggi sull’aborto e sulla Pma che pocanzi ho menzionato».
Luigi C.

29/09/2025 di Luca Marcolivio, Pro Vita & Famiglia

C’è una parte del mondo cattolico, sia nel laicato, sia nel clero e nell’episcopato, che ritiene opportuna l’approvazione di una legge “mitigata” sul suicidio assistito al fine di arginare la deriva eutanasica. Massimo Gandolfini non è tra costoro. A colloquio con Pro Vita & Famiglia,

La cosiddetta "prudenza" di Papa Leone XIV: Il Silenzio che inquieta a Castel Gandolfo

Ancora una volta, le parole del Pontefice, rilasciate ieri sera all'uscita dalla residenza estiva di Castel Gandolfo (qui), ci lasciano con un senso di amara insoddisfazione (anche se, per fortuna, non costituiscono Magistero le risposte ai giornalisti). Di fronte alle crisi che dilaniano il mondo e la Chiesa stessa, Papa Leone XIV sembra preferire un registro di diplomatica, quasi eccessiva, "prudenza", che suona più come eccesso di cautela che come profetica chiarezza.

Confusione dottrinale sui cattolici americani

Le parole più preoccupanti sono quelle rivolte ai cattolici americani riguardo al caso del senatore democratico Durbin, attivista pro-aborto, che avrebbe dovuto essere premiato dal Cardinale ultra progressista Cupich. È di oggi la notizia che il senatore ha rinunciato al premio (qui) Il Papa ha mescolato l'insegnamento sull'aborto e la pena di morte, affermando che "dire ‘sono contro l'aborto’ ma ‘a favore della pena di morte’ non è davvero pro-vita, come non lo è essere ‘d'accordo con il trattamento disumano degli immigrati negli Stati Uniti’".

Si confondono i piani. Non è accettabile porre sullo stesso piano la negazione del diritto alla vita nascente — un male intrinsecamente grave — con questioni di prudenza politica e sociale

martedì 30 settembre 2025

Slovacchia. Pro Vita & Famiglia: bene stop Gender in costituzione, Italia segua esempio

Riceviamo e pubblichiamo.
Piccole buone notizie (QUI).
Luigi C.
COMUNICATO STAMPA

L’associazione Pro Vita & Famiglia esprime pieno apprezzamento per l’approvazione, da parte del Parlamento slovacco, di una serie di emendamenti costituzionali che rafforzano la tutela dei valori fondamentali della vita, della famiglia e della libertà educativa dei genitori.
Gli emendamenti approvati, che entreranno in vigore il 1° novembre 2025, rappresentano una vittoria storica per la protezione della dignità umana e dei principi tradizionali.

In particolare:

Articolo 12: La Costituzione slovacca riconosce esclusivamente “il sesso biologicamente determinato di maschio e femmina”, sancendo la verità biologica contro le derive ideologiche che negano la realtà di genere.
Articolo 35: Viene garantita la protezione della vita “dal concepimento” e il divieto di maternità surrogata, riaffermando il diritto alla vita come valore non negoziabile.

domenica 21 settembre 2025

In diretta il funerale di Charlie Kirk e alcune considerazioni sulla sua eredità

Mentre stanno tramettendo il funerale di Charles Kirk, un'utile commento di Pro Vita & Famiglia su tutti quelli che rivendicano l'eredità del martire cristiano: Siete ancora Charlie Kirk?
QUI e sotto il video del memoriale, in diretta
QUI Franca Giansoldati su Il Messaggero: "Charlie Kirk, per il cardinale Duka che ha celebrato una messa di Requiem per lui «è un martire della verità e della fede»": 
Luigi C.

⚠ Agenda per i politici italiani che annunciano di voler "raccogliere l'eredità di Charlie Kirk":


▪Abolire la Legge 194 che legalizza l'omicidio dei bimbi concepiti

▪Finanziare alternative all'aborto, centri per la Vita e la maternità

▪Abrogare le 'unioni civili' Lgbt

venerdì 12 settembre 2025

Rheanna Laderoute: una vita spezzata dalla bugia dell’aborto chimico!

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

Aveva solo 19 anni Rheanna Laderoute. Diciannove!
Una ragazza canadese con sogni, speranze, un futuro tutto da scrivere. E invece, oggi, il suo nome è legato a una tragedia che non si può cancellare.
Nessuno sapeva della sua gravidanza. Né la madre, né la sorella.
Da sola, spaventata, ha guidato per ore fino a una clinica in Ontario. Lì le hanno consegnato le pillole abortive, vendute come “sicure”, “facili”, “indolori”.
Hanno usato parole leggere per nascondere una realtà pesantissima: l’aborto chimico mette a rischio non solo la vita del bambino, ma anche quella della madre.
Per Rheanna e per il suo bambino, quelle pillole sono state una condanna!
Dopo l’assunzione, ha vissuto un calvario di dolore e di sangue, con crampi violenti ed emorragie continue. Giorni di sofferenza in silenzio, fino a quando, disperata, è corsa al pronto soccorso.
Le hanno fatto un’ecografia rapida, senza trovare “nulla di strano” e l’hanno rimandata a casa. Quando la situazione è peggiorata, ci è tornata. Le hanno dato morfina, antibiotici… e di nuovo dimessa.
Al terzo accesso al pronto soccorso la situazione era ormai gravissima: febbre altissima, segni chiari di sepsi, il corpo che stava cedendo.
Ma ancora una volta la sua condizione è stata sottovalutata!
Gli antibiotici per via endovenosa sono arrivati in ritardo e il trasferimento in terapia intensiva è stato deciso solo quando il cuore di Rheanna aveva già smesso di battere.
Rheanna è morta così e con lei, il bambino che portava in grembo. Due vite spezzate da una pillola presentata come un “diritto”, una “cura”, una “libertà”.
Ed è proprio davanti a storie come questa che non possiamo restare in silenzio!

domenica 7 settembre 2025

Annullare la partecipazione di Karol G al concerto in Vaticano

Riceviamo e pubblichiamo.
QUI per firmare.
Luigi C.


Il problema

Come credente impegnata nella trasmissione dei valori cristiani, sono profondamente preoccupata per la partecipazione di Karol G al concerto “Grace from the World”, organizzato dal Vaticano il prossimo 13 settembre.
Il suo messaggio artistico - con riferimenti espliciti alla sessualità, al consumo di sostanze stupefacenti e un'estetica che promuove una visione secolare dell'empowerment femminile e sostiene nella sua fondazione l'uso di contraccettivi nelle adolescenti - contraddice i principi di purezza, rispetto e spiritualità della nostra morale cristiana che cerchiamo di inculcare nelle nuove generazioni.
Questa decisione influisce direttamente sugli sforzi di migliaia di famiglie che, in una cultura sempre più lontana dalla fede, lottano per formare giovani con principi solidi. La presenza di una figura pubblica il cui lavoro è completamente contrario ai valori cristiani può generare confusione tra i giovani e indebolire il messaggio spirituale che la Santa Sede cerca di trasmettere.
Comprendiamo che lo scopo dell'evento è quello di riunire le persone in un ambiente di riflessione, fede e fratellanza. Pertanto, riteniamo essenziale che gli artisti invitati rappresentino in modo coerente i valori del Vangelo. Esistono numerosi musicisti latinoamericani di talento la cui carriera artistica e il cui messaggio sono più in linea con la missione della Chiesa e potrebbero ispirare positivamente i giovani.