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Il piccolo Davide-MiL ha fiondato Googlia, si parva licet componere magnis . (Per inciso: è significativo che l'aggettivo 'filisteo...

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giovedì 17 aprile 2025

La riforma della Settimana Santa (nel rito tradizionale) da Pio XII a Benedetto XVI - #settimansanta #riformaliturgica #pioxii #giovannxxiii #paolovi #benedettoxvi

Riproponiamo qui in calce un estratto (con riferimento alla Settimana Santa) dello studio del dott. Peter Kwasniewski, condotto a proposito dei cambiamenti liturgici introdotti nel XX secolo già sotto i pontificati di Pio XII e Giovanni XXIII, in qualche modo prodromici alla successiva e deleteria riforma paolina.

Qui invece rimandiamo al nostro post sul contributo di altissimo livello scientifico di monsignor Léon Gromier (1879-1965), canonico dell’Arcibasilica di San Pietro in Vaticano e consultore della Sacra Congregazione dei Riti, sulla prima “riforma” dei riti della Settimana Santa (1955) ad opera di mons. Annibale Bugnini, una riforma che – con i moltissimi problemi che l’autore evidenzia – ha poi fatto da preludio ai successivi interventi, fino al nuovo Messale Romano di San Paolo VI.
Su un commento sulla figura mons. Gromier e il suo contributo alla riforma della Settimana Santa, si veda anche qui, il post di Aurelio Porfiri.  

Qui un nostro post sulla riforma della Settimana Santa negli anni 50, tratto da Disputationes Theologicae 

Qui e qui (con il confronto delle varie versioni) due post sulla modifica della preghiera "et pro perfidis Iudaeis" del Venerdì Santo, con l'ultima voluta da papa Benedetto XVI.

Qui una replica del buon Ferro Canale ad un commento (a nostro avviso esagerato) del prof. Grillo sulla Settimana Santa pre-riforma. 

[...]

Feste Particolari o Tempi Liturgici

La Settimana Santa

I riti della Settimana Santa - con i loro magnifici canti gregoriani, profonde preghiere, un simbolismo denso e un cerimoniale elaborato - si sono sviluppati lungo un arco di tempo plurisecolare, a partire dall’antichità fino al Medioevo. Gli elementi centrali di tali riti derivavano

sabato 1 febbraio 2025

I cardinali Sarah, Müller e Burke incoraggiano i sacerdoti ad affrontare le sfide odierne

"In un incontro del clero cattolico a Roma, il trio di cardinali ha sottolineato il ruolo unico e indispensabile dei sacerdoti in questo momento della storia umana. Il clero si riunisce per una foto durante la Terza Convocazione Internazionale della Confraternita del Clero Cattolico, tenutasi dal 13 al 17 gennaio a Roma. (foto: Edward Pentin)".
Grazie a Edward Pentin per questo resoconto.
Müller QUI: "Il vero pericolo per l’umanità oggi, ha detto il cardinale Müller, “consiste nei gas serra del peccato, nel riscaldamento globale dell’incredulità e nel decadimento transumanista della moralità, quando nessuno più conosce o insegna la differenza tra il bene e il male”.
Sarah: "Quanto all'usus antiquior , la liturgia secondo il Messale del 1962 che Papa Francesco ha limitato dal 2021, il cardinale Sarah ha detto che nonostante gli "atteggiamenti clericali" contrari ad essa che sono "tipici del clericalismo che Papa Francesco ha ripetutamente denunciato", ha notato quanto sia popolare tra i giovani fedeli e le famiglie. "Ha un futuro perché ha un passato", ha detto, aggiungendo che "non può essere cancellato o abolito da un giorno all'altro". Ha anche ripetuto la "profonda verità insegnata da Papa Benedetto" - che "ciò che le generazioni precedenti consideravano sacro rimane sacro anche per noi" e non può essere "nemmeno considerato dannoso"".
QUI il "Testo integrale della presentazione del cardinale Raymond Burke ai sacerdoti delle confraternite del clero cattolico".
Luigi C.

Edward Pentin, National Catholic Register, 23 gennaio 2025


CITTÀ DEL VATICANO — I cardinali Robert Sarah, Gerhard Müller e Raymond Burke si sono riuniti a Roma la scorsa settimana per incoraggiare i sacerdoti nella verità, nella bellezza e nella bontà della loro missione, offrendo ispirazione di fronte all'opposizione non solo del mondo, ma anche all'interno della Chiesa.
Rivolgendosi alla Terza Convocazione Internazionale della Confraternita del Clero Cattolico , tenutasi dal 13 al 17 gennaio, i cardinali hanno costantemente sottolineato il ruolo unico e indispensabile dei sacerdoti, soprattutto in questo momento della storia umana.
La Confraternita del Clero Cattolico è un'associazione di base di oltre 500 preti cattolici in tutto il mondo, con affiliati in Australia, Gran Bretagna e Irlanda. È nata dai tumulti post-conciliari degli anni '70 per incoraggiare il clero a rimanere preti e a restare fedele alla propria vocazione.

giovedì 30 gennaio 2025

Il canone romano e le preghiere eucaristiche - #6 Abbé Barthe: "Le nuove preghiere eucaristiche della riforma di Paolo VI" - #liturgia #canoneromano #messale #chiesacattolica

Dopo un piccolo pausa pomeridiana, l' intervento è affidato all’abbé Claude Barthe sulle nuove preghiere eucaristiche introdotte con la riforma liturgica di Paolo VI.



«Les nouvelles prières eucharistiques de la réforme liturgique de Paul VI»
Rev. Claude Barthe

In Olanda, un paese molto progressista dopo il Concilio Vaticano II, le iniziative liturgiche stavano diventando sempre più sovversive, e il canone veniva già detto molto diffusamente in olandese. Detto e modificato. Infatti, la necessità di adattare il canone romano era diventata un'idea comune. Il teologo svizzero Han Küng ha scritto: “C'è anche un'urgente necessità di riformare il canone stesso. [Anche agli occhi degli altri cristiani, qualsiasi riforma che si fermasse al canone, senza dare all'Eucaristia e al racconto dell'istituzione dell'Eucaristia l'espressione di cui hanno bisogno, sarebbe una riforma superficiale”. Le trasformazioni che il canone subì nelle traduzioni olandesi furono così significative che si poteva già parlare di nuove preghiere eucaristiche. Nel 1966 erano già in circolazione 50 preghiere eucaristiche “selvagge”.

[…]

Si dà il caso che il cuore della liturgia romana, il canone della Messa, sia esploso nel maggio 1968! Come ho già detto, nel 1965 era stata elaborata una rielaborazione del canone romano, sotto gli auspici del Consilium, e sperimentata durante la quarta sessione del Concilio, con le prove del 20 e 22 ottobre, proprio qui nella cappella dell'Istituto Maria Santissima Bambina.

domenica 21 luglio 2024

Il card. Sandoval (Messico) chiede al Papa di non sopprimere la Messa tradizionale - #papafrancesco #mtl

Qualche Cardinale con la schiena dritta (foto a fianco e sotto).
QUI Michael Haynes: "Non può essere sbagliato ciò che la Chiesa celebra da quattro secoli, la Messa di San Pio V in latino, con una liturgia ricca e devota che invita con naturalezza a penetrare nel Mistero di Dio...".
QUI Rorate Caeli. QUI Damian Thompson. QUI Infovaticana.
Luigi C.



Il 6 luglio 2024 il card. Juan Sandoval Íñiguez, arcivescovo emerito di Guadalajara, ha scritto una lettera a Papa Francesco, inviata lunedì 8 luglio.
A fronte delle persistenti voci su una imminente restrizione globale della celebrazione della Messa tradizionale in latino, la Messa tridentina detta da quattro secoli il rito di san Pio V, il card. Sandoval ha esortato il Santo Padre affinché questo rito della Messa non sia soppresso né sospeso.
Varie associazioni cattoliche e piattaforme di notizie internet, tra cui Una Voce Messico, hanno

venerdì 5 luglio 2024

Il Prof. Spataro commenta di nuovo l'intervista al prof. Grillo


Riceviamo dal Prof. Roberto Spataro e volentieri pubblichiamo  una breve risposta all'intervento del Prof. Andrea Grillo (QUI) al commento che Spataro stesso ha fatto su MiL (QUI) alla nota intervista  da noi pubblicata. 
L'intervista completa di MiL al prof. Andrea Grillo la potete trovare QUI; QUI la traduzione in lingua inglese; QUI la traduzione in lingua tedesca.
QUI tutti gli articoli di MiL sui commenti e sulle repliche scaturiti dall'intervista. 
Luigi C.


Chiarissimo Professore,

La ringrazio per l’attenzione che Ella ha voluto benignamente riservare alla mia “lettera aperta” proseguendo un dialogo che certamente sarà di beneficio ai nostri lettori. Pur avendo Ella toccato diversi argomenti, meritevoli di attenta riflessione, mi limito a riprendere il punto dal quale siamo partiti.

1. Lei dichiara che il latino non è lingua morta ma neppure viva. Anche se la logica con il suo principio di non-contraddizione non potrebbe consentire l’uso di questa simultanea caratterizzazione, comprendendo le ragioni che Ella adduce, direi di superare la dicotomia e attribuire altra qualifica distintiva. Se nella “lettera aperta” con Wilfried Stroh e altri eminenti studiosi della materia, parlai di “lingua immortale”, con San Giovanni XXIII, promotore del Concilio Vaticano II, oso proporle la definizione di “lingua amica” che accanto alle lingue parlate e alle lingue nazionali si pone umilmente sovrana al loro servizio per aumentarne e dilatarne la portata semiotica e non solo semantica, anche in quell’ambito specifico e sublime qual è la ritualità liturgica.

2. Un altro punto che ha suscitato in me più di qualche perplessità è quello relativo alla “traduzione”, laddove Ella parla di una stagione non felice negli anni in cui ha avuto vigore “Liturgiam autenthicam”. La traduzione è un’opera complessa, come Lei sa meglio di me.

lunedì 1 luglio 2024

Intervista al prof. Grillo, risposte e commenti

In relazione all'intervista di MiL al prof. Andrea Grillo (QUI; QUI la traduzione in lingua inglese; QUI la traduzione in lingua tedesca), pubblichiamo:
  1. la risposta di Grillo all'intervento del prof. Roberto Spataro pubblicata su MiL QUI.
  2. La risposta di Grillo all'intervento del prof. Padre Serafino Lanzetta su MiL QUI.
  3. Ampi stralci di un commento all'intervista a Grillo de Lo Spiffero (QUI).
A fianco e in fondo al post un utile articolo de La Verità sulla Messa Tradizionale e sull'intervista di MiL al prof. Grillo.
Luigi C.

Sul latino e le lingue vive: alcune distinzioni in dialogo con Roberto Spataro (QUI)
di Andrea Grillo

Capio aliquam voluptatem quod hac voluptate non capior

Gentile Prof. R.. Spataro,

grazie per il suo commento. Il riferimento alla lingua è sempre delicato. Le lingue sono morte quando nessuno le usa più. Questo non significa che anche queste lingue non debbano essere studiate e non diano a chi le studia grande diletto. Ma senza l’uso quotidiano elementare, la lingua si esaurisce. E’ giusto dire che il latino, che ha ancora un minimo di uso, non possa dirsi una lingua morta. Ma certo non è una lingua del tutto viva. La misura di questo è data da una semplice osservazione: vive sono le lingue parlate (e storpiate) dai bambini e dai vecchi, le lingue “materne” le lingue dei mercati e delle esperienze indimenticabili. Purtroppo, da molti secoli la lingua latina non è più lingua materna per nessuno. Già Dante, nel De vulgari eloquentia, scrivendo in latino, riconosceva che ormai la poesia era

mercoledì 19 giugno 2024

Andrea Grillo: „Für Traditionalisten ist ‚katholisch‘ nur ein idealisiertes Etikett“. L'intervista di MiL a Grillo, tradotta in tedesco sul Katholisches

Prof. Andrea Grillo, radikaler Ausdruck der Liturgiereform
und eine Speerspitze in dem von ihm selbst erklärten
 Krieg gegen den überlieferten Ritus

 Katholisches - Magazin für Kirche und Kultur, 19/6/2024 

Der Frontalangriff des erklärten Gegners des überlieferten Ritus

Am Rande einer Tagung über den Priester Don Primo Mazzolari, die am vergangenen Wochenende im norditalienischen Bozzolo stattfand, wurde ein Interview der traditionsverbundenen Internetseite MiL Messa in latino mit dem Liturgiker Andrea Grillo, einem erklärten Feind des überlieferten Ritus, möglich. Man sei zwar in liturgischen Fragen in „fast allem“ anderer Meinung als Grillo, habe aber dessen „brutale Offenheit“ immer zu schätzen gewußt: „Er spricht zumindest Klartext“, so Messa in latino. Das Interview fällt in einen Moment erhöhter Unruhe, da Gerüchte von einer weiteren, nunmehr „definitiven“ Daumenschraube gegen den überlieferten Ritus in Umlauf sind. Dazu sagt Grillo nichts. 
Das Interview liefert einen interessanten und sehr direkten Einblick in die Denkwelt eines der massivsten Gegner der Tradition. Grillo, Professor der Sakramententheologie und der Religionsphilosophie am Päpstlichen Athenaeum Sant’Anselmo in Rom und der Liturgie am Liturgischen Institut der Abtei Santa Giustina in Padua, befindet sich seit Jahren regelrecht im Krieg gegen den überlieferten Ritus und die diesem anhangenden Gemeinschaften und Gläubigen in der Kirche. Vor allem das Motu proprio Summorum Pontificum von Benedikt XVI. von 2007 brachte Grillo auf die Palme.

Benedettine vere e benedettine new wave. Differenza di età e di veste -- #benedettini #sanbenenetto

Le foto, a fianco e sotto, parlano da sole, ogni somiglianza è una pura coincidenza: le comunità benedettine femminili di Barroux e San Benedetto di Montserrat (Spagna), rispettivamente rito antico e liturgia nuova.
Un articolo da leggere tutto: i frutti di S. Marta della "Chiesa in uscita".
E ma si sa: per i più, come ci ha detto il professor Grillo, chi segue la liturgia tradizionalista “è solo una setta setta che sperimenta la infedeltà come una salvezza, spesso legata a posizioni morali, politiche e di costume del tutto preoccupanti”… 
Grazie a Michelangelo per la segnalazione e la traduzione.
Luigi C.


Redaccioninfovaticana,  15 giugno, 2024

Da quando sono tornato da un breve ritiro di preghiera presso la foresteria delle monache benedettine di le Barroux, non riesco a smettere di pensare a come quelle monache e le monache del monastero di San Benedetto sulla montagna di Montserrat possano essere ugualmente benedettine. È un mistero (con la lettera minuscola). Vorrei quindi condividere con voi una piccola riflessione.

Come sapete, non ho la pretesa di offrire lezioni di teologia in questa sede; le mie fonti sono di solito piuttosto semplici, facili da trovare su internet, a condizione, naturalmente, che siano fedeli alla Chiesa cattolica apostolica. Così, cercando ciò che le monache dell'Ordine di San Benedetto condividono come essenziale, ho trovato la seguente definizione su un portale internet sulla "vita di clausura" (https://cloisteredlife.com/benedictines):

martedì 18 giugno 2024

Intervista al prof. Grillo. Un commento del prof. Corrado Gnerre

Riceviamo e pubblichiamo, dall'amico Corrado Gnerre, del blog Il Cammino dei Tre Sentieri, alcuni commenti sull'importante intervista al liturgista prof.  Andrea Grillo (QUI)
Luigi C.


18.6-24
Ho letto l’intervista che la redazione di MIL ha fatto al teologo-liturgista Andrea Grillo. A riguardo mi preme offrire alcune brevi riflessioni.

Egli così risponde all’intervistatore che parla di tradizionalisti fedeli a Roma: L’idea di “fedeltà a Roma” deve essere contestata: per essere fedeli a Roma occorre acquisire una “lingua rituale” secondo ciò che Roma ha comunitariamente stabilito. Fare appello ad una lingua rituale che debba costituire da “ragione” dell’unità e -nello stesso tempo- ritenere che l’antica lingua rituale non possa svolgere questo compito, è una chiara ammissione che con la riforma liturgica si sia verificata una rottura. Personalmente, ritengo che tale rottura ci sia, tant’è che non sono stato mai d’accordo con le espressioni forma ordinaria e forma

Intervista di MiL al prof. Andrea Grillo sulla liturgia tradizionale: "La Chiesa non è un club di notai o di avvocati"

Durante la Tre Giorni su don Primo Mazzolari (vedere foto sotto) che si tiene ogni anno in Diocesi di Cremona, a Bozzolo, il Vostro ha incontrato il Prof. Andrea Grillo, capofila del progressismo liturgico: professore di Teologia dei sacramenti e Filosofia della Religione a Roma, presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo e Liturgia a Padova, presso l’Abbazia di Santa Giustina; prolifico liturgista, teologo e autore di un frequentato blog "Come se non" (QUI).
Dal prof. Grillo ci separa, dal punto di vista della teologia liturgica, quasi tutto (QUI i molti post di MiL), ma abbiamo sempre apprezzato la sua "brutale" franchezza: almeno parla chiaro.
In Traditionis Custodes, documento che sembra preparato all'interno del Culto Divino, si riconosce però, a nostro parere, l'impostazione del suo pensiero, dei suoi scritti e delle sue proposte operative.
Il professore, che ringraziamo molto e apprezziamo per la sincerità, ci ha gentilmente concesso un'intervista che riportiamo qui sotto, da cui traspare tutta la sua avversione verso i tradizionalisti di cui dice "essere una setta che sperimenta la infedeltà come una salvezza". 

A proposito dei temi trattati in questa intervista girano ancora più insistentemente le voci di divieto totale per la liturgia tradizionale. (Qui MiL in un post di ieri segnalatoci dagli amici di Rorate Caeli). 

 traduzione in inglese di Diane Montagne dell'intervista  
traduzione in tedesco di Giuseppe Nardi

un primo commento del prof. C. Gnerre 
Rilfessioni di The Wanderer
Commento dell'agenzia della Conferenza Episcopale tedesca
Commento del blog NLM all'intervista 

Commento di Enrico MiL "La Messa proteiforme".
Risposta di Grillo ad Enrico 

Commento del liturgista p. Alcuin Reid 
Commento del prof. De Marco 
Replica di Grillo a padre Alcuin Reid e al prof. De Marco
(traduzione in inglese della replica del prof. De Marco e della replica di Grillo)

Commento Video di p. Lanzetta ffi
Lettera aperta di padre Spataro osb
Risposta del prof. Grillo a padre Spataro e a padre Lanzetta
Replica di padre Spataro alla risposta di Grillo


Luigi C. 

 1. Messainlatino: - Perché, come almeno a noi pare, sembra che a tutti i costi non si voglia dare libero spazio nella Chiesa Cattolica ai tradizionalisti fedeli a Roma (al pari di tanti altri movimenti laicali), e che essi siano  solo fedeli da rieducare?

Prof. Grillo - Nella prima domanda sono contenute numerose inesattezze che compromettono il senso stesso della questione. Provo ad illustrarle una per una. Quelli che lei chiama “tradizionalisti fedeli a Roma” sono in realtà persone che, per diversi motivi, si trovano in contrasto con Roma, non in un rapporto di fedeltà. L’elemento di contrasto non riguarda semplicemente una “forma rituale”, ma un modo di intendere i rapporti interni ed esterni alla Chiesa. Tutto comincia dall’equivoco generato (in buona fede, ma con un giudizio

venerdì 14 giugno 2024

La riforma liturgica e la trasformazione degli edifici di culto

Utile approfondimento liturgico sul disastro liturgico attuale.
QUI i post di MiL sull'architettura liturgica (rubrica “Orrori architettonici… e dove trovarli”).
QUI invece quelli sugli abusi liturgici per la rubrica “Novus Ordo Missae”.
Luigi C.



Con la sua gentile autorizzazione, pubblichiamo qui le linee essenziali di uno studio di don Grégoire Célier apparso nella Lettre à nos frères prêtres. Lettre trimestrielle de liaison de la Fraternité Saint-Pie X avec le clergé de France [Lettera ai nostri fratelli preti. Lettera trimestrale di collegamento della Fraternità San Pio X con il clero di Francia – NdT] (n. 101, marzo 2024), riguardante un aspetto molto poco studiato della riforma liturgica: il suo impatto sulla trasformazione degli edifici di culto. Questo stravolgimento dello spazio sacro esprime e sottolinea la teologia che lo sottende. Lo studio ha il vantaggio di fornire un’antologia di testi pubblicati da specialisti riconosciuti tra il 1965 e il 1985, nei due decenni in cui la riforma era «fresca e gioiosa», costituendo una

lunedì 20 maggio 2024

Feria II post Dominica Pentecosten: Missa in Lacrimatione Pauli VI - l’ottava di Pentecoste abolita da Paolo VI con la riforma liturgica

La storia del lunedì di Pentecoste è nota e fu pubblicata anni fa sul suo blog da don John Todd Zuhlsdorf S.T.L., sacerdote di Minneapolis, incardinato nella Diocesi di Velletri-Segni (QUI).
Vera o verosimile, vale la pena riproporla, perché è una lezione su ciò che accade quando si perde di vista la continuità e ha dato spunto alla altrettanto celebre «Missa in Lacrimatione Pauli VI», che riportiamo di seguito.

Alcuni anni fa… caspita, erano decenni ormai… mi è stata raccontata questa storia da un Cerimoniere pontificio in pensione che, secondo lui, era presente all’evento che sta per essere raccontato.
Probabilmente sapete che nel calendario liturgico romano tradizionale la grande festa della Pentecoste aveva un’Ottava propria. La Pentecoste era/è un evento grandioso, dal punto di vista liturgico. Ha un proprio Communicantes e Hanc igitur, un’Ottava, una Sequenza ecc. In alcuni luoghi del mondo, come la Germania e l’Austria, il lunedì di Pentecoste, Whit Monday come lo chiamano gli inglesi, era motivo di festa civile, oltre che di osservanza religiosa.
Il Novus Ordo entrò in vigore con l’Avvento del 1969.
Il lunedì dopo la Pentecoste del 1970, Sua Santità Papa Paolo VI si recò in cappella per la Santa Messa. Al posto dei

venerdì 9 febbraio 2024

Relazione sul simposio «Formare nella e attraverso la liturgia» presieduto dal card. Arthur Roche. I Cattolici francesi non capiscono

Vi proponiamo – in nostra traduzione – la lettera numero 1003 pubblicata da Paix Liturgique l’8 febbraio, in cui si si racconta lo svolgimento – a tratti imbarazzante – del simposio annuale dell’Institut Superieur de Liturgie sul tema «Formare nella e attraverso la liturgia», che ha visto il card. Arthur Roche, Prefetto del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, come più illustre relatore.
La conclusione del simposio è stata caratterizzata dalla Santa Messa, definita «irrispettosa», seppur in linea con quanto proposto nelle tre giornate precedenti.

L.V.


Mentre i contadini manifestavano per la loro sopravvivenza, come scriveva il portale Riposte Catholique il 1º febbraio, Sua Eminenza «il card. Arthur Roche e alcuni teologi relativamente sconosciuti ai fedeli francesi, tra cui il can. don Gilles Drouin, che si impantana nel tappeto della storia francese quando paragona i Tradizionalisti agli anti-dreyfusardi o ai colonizzatori dell’Algeria – parleranno nel

lunedì 22 gennaio 2024

Don Barthe. «Il Vaticano II e la nuova liturgia e la nuova modalità magisteriale, la regressione dogmatica»

Pubblichiamo questa interessante intervista a don Claude Barthe su liturgia e magistero.
Luigi C.

Res Novae, 5-1-24

Per gentile concessione di Salon Beige, pubblichiamo l’intervista di Michel Janva a Don Claude Barthe, apparsa il 15 novembre 2023.

In occasione della riedizione, rivista ed ampliata, del suo libro dal titolo Trouvera-t-il encore la foi sur la terre? [Troverà ancora la fede sulla terra?], abbiamo intervistato Don Claude Barthe:

Il titolo del Suo libro è una citazione del Vangelo. Visto l’attuale sviluppo della religione cattolica (crescita in Africa ed in Asia, caduta in Europa…), è possibile ritenere ch’essa scompaia in Europa occidentale, e quindi a Roma, così come venne praticamente eliminata dall’Africa del Nord all’inizio del Medioevo?

venerdì 17 novembre 2023

Sciascia sulla Chiesa: "il suo passato splendore, il suo squallido presente...". Lo scrittore contro la riforma liturgica profetizzò l'attuale squallore

Tra qualche giorno, il 20 novembre, ricorre l'annivesario della morte di Leonardo Sciascia (1989) che, sia culturalmente (fiero relativista illuministico) sia politicamente (prima comunista poi radicale), è indiscutibilmente lontano dal mondo e dagli ambieni cattolici degli anni '70. (qui Treccani, qui wikipedia).
Proprio per questo motivo quanto stiamo per ricordare di lui è tanto più genuino quanto più doloroso. 

Di lui, infatti, vogliamo ricordare questo aneddoto (di un'attualità impressionante): nel 1974 lo scrittore andò a Messa, nuovamente, dopo 25 anni di assenteismo, e la sentì, per la prima volta, in italiano rimanendone disastrosamente sconvolto per come era stata ridotta male la liturgia. +
Egli confidò che, mentre assisteva alla celebrazione, annoiandosi, fece un inevitabile confronto tra i riti e i testi pre-riforma (che per motivi anagrafici conosceva bene) e quelli riformati, in italiano. Da questo confronto ebbe un moto di disagio, di smarrimento, e infine di triste disgusto perchè si rese conto di come la grande liturgia  della Messa che lui abbe modo di servire da bambino, era stata banalizzata e riempita di "insulse diciture"...  
Di come quel "immobile macigno" (la Chiesa pre riforma), nel tentativo di inseguire il mondo, era stata sbriciolata in polvere e povere zolle ... 
Di come il suo passato splendore era stato ridotto a squallido presente (prefigurazione di una inevitabile

martedì 1 agosto 2023

"Risorgerà, vi dicevo... [la Santa Messa Tridentina] risorgerà"

Una vecchissima riflessione, sempre attuale, dei tempi della riforma del NOM del grande Tito Casini (QUI molti post di MiL sul Nostro).
Dalla pagina Facebook di don Alfredo Morselli.
Luigi

"Risorgerà, vi dicevo... [la Santa Messa Tridentina] risorgerà, come rispondo ai tanti che vengono da me a sfogarsi (e lo fanno, a volte, piangendo), e a chi mi chiede com'è che io ne sono certo, rispondo (da «poeta», se volete) conducendolo sulla mia terrazza e indicandogli il sole... Sarà magari sera avanzata e là nella chiesa di San Domenico i frati, a Vespro, canteranno: Iam sol recedit igneus; ma tra qualche ora gli stessi domenicani miei amici canteranno, a Prima: Iam lucis orto sidere e così sarà tutti i giorni."
Il sole, voglio dire, risorgerà, tornerà, dopo la notte, a brillare, a rallegrar dal cielo la terra, perché... perché è il sole e Dio ha disposto che così fosse a nostra vita e conforto.
Così, aggiungevo, è e sarà della Messa - la Messa «nostra», cattolica, di sempre e di tutti:

martedì 20 giugno 2023

Nuovo rito, nuova teologia. Conferme moderniste

Grazie a Aldo Maria Valli per questa interessante traduzione.
Luigi

di José Antonio Ureta, 6-6-23

I cardinali Arthur Roche e Raniero Cantalamessa hanno indirettamente riconosciuto (forse involontariamente) quanto affermano da oltre cinquant’anni i critici del Novus Ordo Missae di Paolo VI: il nuovo rito corrisponde a una nuova teologia che “rappresenta, sia nel suo complesso che nei suoi dettagli, un sorprendente allontanamento dalla teologia cattolica della Messa così come è stata formulata nella Sessione XXII del Concilio di Trento” [1].

lunedì 5 giugno 2023

Card. Burke: prefazione al "Breve esame critico del Novus Ordo Missae" di Ottaviani e Bacci

Questa lettera del Card. Burke funge da prefazione alla riedizione del "Breve esame critico del Novus Ordo Missae" (QUI e QUI il testo completo) scritto da un gruppo di teologi e liturgisti e presentato dai Cardinali Ottaviani (QUI) e Bacci.
QUI alcuni post di MiL sull'importantissimo documento.
Bacci e Ottoviani scrissero nel 1968, inter alia: "il Novus Ordo Missæ, considerati gli elementi nuovi, suscettibili di pur diversa valutazione, che vi appaiono sottesi ed implicati, rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino, il quale, fissando definitivamente i «canoni» del rito, eresse una barriera invalicabile contro qualunque eresia che intaccasse l’integrità del magistero".
Grazie all'amico Maurice per la segnalazione e la traduzione. 
Luigi

Roma, Lunedì di Pasqua 2023

A vent'anni dall'ultima edizione da voi pubblicata, avete voluto sottopormi il vostro progetto di ripubblicare il Breve esame critico del Nuovo Ordo Missae pubblicato nel 1969 dai cardinali Alfredo Ottaviani e Antonio Bacci, e ve ne ringrazio.

Nella sua lettera di incoraggiamento del 27 novembre 2004, il cardinale Alfonso Maria Stickler scriveva che "l'analisi di questi due cardinali non ha perso nulla del suo valore e, purtroppo, della sua attualità". A distanza di due decenni, questa osservazione rimane vera. Ad esempio, le recenti dichiarazioni pubbliche del Prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti confermano la persistenza di un'ideologia che, attraverso la riforma della Sacra Liturgia dopo il Concilio Vaticano II, ha cercato di manipolare e tradire l'insegnamento costante e irriformabile della Chiesa

mercoledì 24 maggio 2023

Il convegno «Desiderio desideravi» a Parigi il 10 e 11 maggio 2023: il vuoto della nuova fede… e della nuova liturgia #parigi #desideriodesideravi

Vi proponiamo – in nostra traduzione – la lettera numero 937 pubblicata da Paix Liturgique il 22 maggio 2023, in cui si riportano, in sintesi, i contenuti di alcune relazioni proposte in occasione del convegno «Desiderio desideravi», organizzato a Parigi, nella Grande Cripta della Chiesa parrocchiale di Saint-Honoré d’Eylau, il 10 ed 11 maggio dal Servizio nazionale per la pastorale liturgica e sacramentale.
Il convegno – dedicato al tema «liturgia, musica e arte sacra» – è apparso «una danza su campi di rovine», in cui è emersa l’assenza delle parole «sacrificio»,  «peccato» e «redenzione», «in altre parole, mancava l’essenziale», e «la liturgia che viene propugnata non è presentata come centrata su Dio, ma piuttosto la comunità occupa un posto predominante».

L.V.


Abbiamo avuto modo di parlare di questo convegno nella nostra Lettera 936 del 12 maggio 2023, al termine del quale i difensori della Messa tradizionale sono venuti a farsi sentire.

Parleremo ora del