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giovedì 28 agosto 2025

Un pellegrinaggio indimenticabile in Spagna: scalando il luogo di nascita della Riconquista

Vi proponiamo – in nostra traduzione – l’articolo del prof. Peter Kwasniewski pubblicato il 21 agosto sul sito Tradition & Sanity, in cui riporta la cronaca dettagliata, giorno per giorno e con un ricchissimo corredo di fotografie, della 5ª Peregrinación Nuestra Señora de la Cristiandad, l’annuale pellegrinaggio della Tradizione cattolica da Oviedo a Covadonga (Spagna), svoltosi il 26, 27 e 28 luglio.
L’articolo, molto personale, rappresenta più di un semplice seppur appassionante diario: è la vivace e coinvolgente narrazione di un giovane popolo, dei giovani fedeli cattolici legati alla Tradizione che si trovano a percorrere, sostenendosi, una cammino nella terra di San Giacomo e di re Pelayo, per testimoniare la rinascita del Cristianesimo, perché – come l’autore rileva – «la Cristianità non è morta, è solo addormentata».
E alla fine l’autore propone i modi per fare rinascere la civiltà cristiana: «Se un numero sufficiente di Cattolici farà queste cose, la Cristianità comincerà a tornare, qua e là, prima in piccole zone, come i primi fiori primaverili che spuntano dalla neve, e poi in vaste aree di assimilazione, come la Reconquista della Spagna».

L.V.


Tre giorni di preghiera, penitenza, fratellanza e appagamento

Alla fine del mese scorso, nei tre giorni dal 26 al 28 luglio, ho partecipato alla 5ª Peregrinación Nuestra Señora de la Cristiandad, che inizia nell’antica città e sede arcivescovile di Oviedo e termina alla Basílica de Santa María la Real di Covadonga, costruita per commemorare la vittoria del re Pelayo sui musulmani nel 718, considerata l’inizio della Reconquista della penisola iberica, poiché i musulmani furono gradualmente cacciati nel corso degli otto secoli successivi fino alla loro definitiva sconfitta a Granada.

È stato un pellegrinaggio splendido. Sono davvero

mercoledì 16 aprile 2025

Le balaustre tornano in auge grazie alla bellezza e alla riverenza delle chiese

Il National Shrine of The Divine Mercy di Stockbridge,
nel Massachusetts, ha ripristinato le balaustre per la Comunione
Vi proponiamo – in nostra traduzione – l’articolo di Joseph Pronechen, pubblicato il 6 aprile sul sito National Catholic Register, in cui si racconta di come un numero crescente di Parrocchie cattoliche negli Stati Uniti stia restaurando le balaustre dell’altare, rinnovando la riverenza e trasformando l’esperienza dei fedeli della Santa Eucaristia.

L.V.


Ogni domenica nella St. Anne Church a Richmond Hill, in Georgia, la famiglia Hilleary (la madre Michelle, il padre Brian e i cinque figli) riceve la Comunione dalla balaustra dell’altare.

«Crea uno spazio più sacro. E attira l’attenzione sul sacro», ha detto Michelle Hilleary al sito National Catholic Register.

«Distingue il santuario», ha osservato sua figlia Malia, di quindici anni.

Non è sempre stato così.

Quando la St. Anne Church fu costruita nel 2016, non

giovedì 20 marzo 2025

Dalla controriforma degli scout tradizionali agli scout «tradizionalisti» - #scout

Vi proponiamo – in nostra tradizione – lo studio di Rémi Fontaine e padre Hervé Tabourin (laboratorio scout di Riaumont), pubblicato sul № 5 di febbraio 2025 del Bulletin d’Histoire du Traditionalisme, in cui si ricostruisce – con dovizia di particolari – la complessa, articolata e spesso conflittuale storia degli scout «tradizionalisti» (in Francia, ma non solo) da metà degli anni Sessanta ad oggi.

L.V.

Dalla controriforma degli scout tradizionali agli scout «tradizionalisti»

Avvertenza: non affronteremo qui le cause della riforma e della crisi dello scoutismo (anni ’60), che si suppone siano note e che sono oggetto di un’ampia bibliografia, ma ci concentreremo direttamente sull’emergere dello scoutismo tradizionale della controriforma. Poi alle circostanze in cui nacquero, al suo interno, gli scout «tradizionalisti» in occasione della riforma liturgica e della crisi della Chiesa (anni ’70), di cui si conoscono anche le cause attraverso una ricca bibliografia.

A seguito della riforma dello scoutismo cattolico in Francia, che fu una vera e propria rivoluzione culturale, si costituì inizialmente una «controriforma» tra il 1964 e il 1971.

La data di svolta in cui gli Scouts de France voltarono ufficialmente le spalle alla pedagogia precisa di Robert Baden-Powell risale alle

sabato 22 febbraio 2025

CARÊME40: una proposta di quaresima con la Saint Vincent Ferrier

La Fraternité Saint Vincent Ferrier presenta CARÊME40, un magnifico percorso spirituale di 40 giorni pensato per accompagnare i fedeli nel cammino quaresimale. E' già proposto da diversi anni e mantiene sempre un eccellente livello di qualità sia in termini di contenuti che di montaggio. Fondata nel 1979, la Fraternité è una comunità religiosa cattolica dedita alla predicazione e alla formazione spirituale, ispirata alla tradizione domenicana. Con CARÊME40, essa propone un programma accessibile a tutti i lettori che hanno dimestichezza con la lingua francese, per rafforzare la propria vita di fede attraverso strumenti concreti e quotidiani.

Cosa offre CARÊME40?

domenica 5 gennaio 2025

La benedizione dei gessetti nel giorno dell’Epifania

Domani la Chiesa celebra l
’Epifania di N.S.G.C.
Una delle più note tradizioni del giorno dell’Epifania, di origine nordeuropea, è senz’altro la benedizione dei gessetti con cui scrivere sulla porta di casa propria i nomi dei tre Re Magi e le cifre dell'anno nuovo (il tutto intervallato da segni di croce), a custodia e protezione per tutto l’anno dei componenti della famiglia.
Questa tradizione è quanto mai viva e diffusa soprattutto tra le famiglie del nord Europa.
In particolare, il Direttorio su pietà popolare e Liturgia. Principi e orientamenti, approvato da San Giovanni Paolo II su proposta della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (17 dicembre 2001), così si esprime:

«118. Attorno alla solennità dell’Epifania, di antichissima origine e di ricchissimo contenuto, sono sorte e si sono sviluppate molte tradizioni e genuine espressioni di pietà popolare. Tra esse si possono ricordare: [...]
- la benedizione delle case, sulle cui porte vengono segnate la croce del Signore, la cifra dell’anno appena iniziato, le lettere iniziali dei tradizionali nomi dei santi Magi (c+m+b), spiegate anche come abbreviazione di “Christus mansionem benedicat”, scritte con gesso benedetto; tali gesti, compiuti da cortei di bambini accompagnati da adulti, esprimono l’invocazione della benedizione di Cristo per intercessione dei santi Magi e insieme sono occasione per raccogliere offerte da devolvere a scopi caritativi e missionari».

V
e ne proponiamo la descrizione tratta dal sito Cantuale Antonianum (QUI è possibile scaricare il testo della benedizione), invitandovi a rinnovare questa tradizione nei vostri coetus fidelium!

L.V.


Tra le svariate benedizioni previste per la festa dell’Epifania, il Rituale Romanum propone anche la benedizione della «creta» con cui scrivere sulla porta di casa propria i nomi dei tre Re Magi, a custodia e protezione per tutto l’anno dei componenti della famiglia. Questa tradizione non è mai stata molto presente in Italia, mentre nei territori germanici e soprattutto in Polonia è quanto mai viva e diffusa.

I tre re magi e alcuni pastori. Grandi e piccoli riuniti presso la Culla del Bambin Gesù

Domani veneriamo i Re Magi.
Luigi C.

Plinio Corrêa de Oliveira, Trascritto da “Catolicismo”, N. 60, Dicembre 1955, pag. 1-2

Grandi e piccoli riuniti presso la culla del Bambin Gesù.
La Provvidenza volle che il Bambin Gesù ricevesse la visita di tre saggi – i quali secondo una venerabile tradizione erano pure dei re – e di alcuni pastori. Precisamente i due estremi della scala umana dei valori, posto che il re occupa di diritto l’apice del prestigio sociale, dell’autorità politica e del potere economico, e il saggio è la più alta espressione della capacità intellettuale.

De publicatione festorum mobilium in Epiphania Domini A.D. MMXXV (il «Novéritis» o «lettere festali») #noveritis #epifania

Il giorno dell’Epifania, dopo il canto del Vangelo, si compie la pubblicazione delle feste mobili dell’anno corrente, obbligatoria nelle chiese cattedrali, facoltativa nelle altre. Essa è compiuta sul pulpito o ambone o dal luogo ove si canta il Vangelo, da un Sacerdote o Diacono parato di cotta e piviale bianco, secondo la formula e il canto del Pontificale; se si terrà il Sinodo diocesano, s’inserisce al posto dovuto secondo la data; diversamente si omette la frase che lo riguarda (Cæremoniale Episcoporum, II, XV, 3. PR, III, all’inizio). Durante il canto i ministri vanno allo scanno e tutti stanno seduti.
In particolare, il Direttorio su pietà popolare e Liturgia. Principi e orientamenti, approvato da San Giovanni Paolo II su proposta della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (17 dicembre 2001), così si esprime:

«118. Attorno alla solennità dell’Epifania, di antichissima origine e di ricchissimo contenuto, sono sorte e si sono sviluppate molte tradizioni e genuine espressioni di pietà popolare. Tra esse si possono ricordare:
- il solenne annuncio della Pasqua e delle principali feste dell’anno; il suo ripristino, in atto in diversi luoghi, va opportunamente favorito; esso infatti aiuta i fedeli a scoprire il collegamento tra l’Epifania e la Pasqua e l’orientamento di tutte le feste verso la massima solennità cristiana».

Riportiamo la rubrica con il testo per l’anno 2025 e la notazione gregoriana; di seguito, le riflessioni tratte dall’Année Liturgique di dom Propser Guéranger (Le Mans, 1841-1866), con il testo attualizzato all’anno 2025, e alcune note storiche tradotte dal sito della Schola Sainte Cécile.

L.V.

In Epiphania Domini, cantato Evangelio, Archidiaconus, sive aliquis Canonicus, vel Beneficiatus, aut alius, juxta consuetudinem loci

lunedì 23 dicembre 2024

Il canto della Kalenda nella liturgia romana

Nella liturgia romana all’inizio della Messa di mezzanotte si può cantare la cosiddetta «Kalenda», ovvero la solenne proclamazione della nascita di Nostro Signore, una antica preghiera che prende il nome dalla prima parola del testo latino.
Il testo è giunto fino a noi perché inserito nel Breviarium romanum come preghiera da recitarsi la Vigilia di Natale all’Ora Prima ed in essa è custodito il senso universale e storico della nascita di Gesù Cristo, indicando – al di là di sentimentalismi fugaci – il vero senso di quella Nascita.
In particolare, il Direttorio su pietà popolare e Liturgia. Principi e orientamenti, approvato da San Giovanni Paolo II su proposta della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (17 dicembre 2001), così

sabato 14 dicembre 2024

La benedizione dei Bambinelli nella III domenica di Avvento #gaudete #avvento #presepe

La III domenica di Avvento è consuetudine benedire, al termine della Santa Messa, le statuine del presepe raffiguranti il Bambino Gesù: una tradizione recente che coinvolge ogni anno migliaia di bambini, ragazzi e famiglie in tutto il mondo, ideata dal Centro Oratori Romani e che prese avvio con San Paolo VI il 21 dicembre 1969.
In quell’occasione, durante l’Angelus, il Papa pronunciò il suo discorso interamente dedicato proprio al presepio, al termine del quale impartì per la prima volta la benedizione alle statuine dei Bambinelli che i ragazzi di Roma avevano portato con loro in piazza San Pietro.
A distanza di più di

martedì 10 settembre 2024

Barcellona, per il Rettore del Seminario ci sono troppi seminaristi «fondamentalisti, conservatori e reazionari»

In una intervista pubblicata il 13 agosto sul quotidiano progressista catalano El punt avui, mons. Salvador Barcadit, Rettore del Seminario Conciliar di Barcellona, ad una domanda ha risposto che al Seminario ha «rilevato uno spostamento a destra», spiegando poi che «le nuove generazioni, in tempi di crisi come quelli attuali, hanno cercato sicurezza e questi stili, queste tendenze più fondamentaliste, più conservatrici, gliel’hanno data».
Continuando l’intervista su questo argomento, a proprio agio nel parlare ad una platea di lettori progressisti, ha precisato che «papa Francesco e anche i Vescovi sono preoccupati di questa realtà e vogliono cercare di reindirizzarla» anche nei «giovani più reazionari».
Siamo ormai di fronte all’ultima battaglia di retroguardia (per quanto ancora deleteria) dei vecchi preti progressisti prossimi alla sconfitta della loro «idea di Chiesa», ancora incapaci di accettare la realtà; e tutto ciò in una situazione di già grave crisi vocazionale.
Di seguito – oltre all’estratto, in nostra traduzione, dell’intervista – vi proponiamo il commento di Francisco Fabra pubblicato il 19 agosto sul sito Germinans germinabit e l’approfondimento pubblicato il 7 settembre sul sito Infovaticana, il quale chiarisce che «questa affermazione specifica sulle persone che cercano sicurezza nella rigidità delle posizioni più conservatrici è la tipica risorsa del progressismo di fronte allo smarrimento causato dal fatto che le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa non sono come loro. Non solo sono incapaci di fare autocritica, ma, peggio ancora, hanno adottato categorie concettuali della peggior scuola, che ha sostituito la fede e le categorie ecclesiali classiche».
Insomma, «questa prospettiva di non tollerare l’esistenza di “conservatori” nella Chiesa (che i seminaristi vogliano essere sacerdoti come lo sono sempre stati, e non allenatori o responsabili parrocchiali), di voler evitare a tutti i costi che, una volta ordinati, arrivino nelle loro Parrocchie e dicano quello che la Chiesa ha sempre detto, implica […] l’applicazione del concetto di tolleranza negativa o repressiva nella Chiesa».

L.V.


[…] Al Seminario Conciliar di Barcellona, avete rilevato uno spostamento a destra?

Sì, l’abbiamo rilevato. Ma questo si

venerdì 12 luglio 2024

L'arcivescovo Cordileone ringrazia i firmatari della lettera aperta a sostegno della Messa Tradizionale

L'arcivescovo Salvatore Cordileone di San Francisco ha applaudito un gruppo di importanti membri della società britannica per la loro lettera aperta a Papa Francesco a sostegno della Messa  Tradizionale, sottolineandone il significato culturale e spirituale.
QUI MiL sulla Lettera inglese.
Luigi C.

4 lug 2024, LifeSiteNews

( LifeSiteNews ) — L'arcivescovo Salvatore Cordileone ha espresso la sua gratitudine per la lettera aperta firmata da esponenti di spicco della società britannica a sostegno della Messa latina tradizionale (TLM).

"L'ampia e diversificata coalizione di firmatari della petizione a Papa Francesco dimostra che, anche al di là del suo valore spirituale, la Messa latina tradizionale è un tesoro culturale che ha ispirato la creatività artistica di ogni tipo e in ogni epoca, costruendo quella che conosciamo come civiltà occidentale", ha scritto l'arcivescovo di San Francisco su X, precedentemente noto come Twitter.

"Li ringrazio per aver fatto sentire la loro voce", ha aggiunto.

venerdì 21 giugno 2024

La risposta del liturgista padre Alcuin Reid all’intervista del prof. Andrea Grillo

Vi proponiamo – in nostra traduzione – la risposta pubblicata il 20 giugno sul blog Rorate Cæli di padre Alcuin Reid, fondatore del Monastère Saint-Benoît di Brignoles e studioso di liturgia di fama internazionale, all’intervista di MiL-Messainlatino.it al prof. Andrea Grillo, docente di Teologia dei sacramenti e Filosofia della religione presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e Liturgia presso l’Abbazia di Santa Giustina, pubblicata il 18 giugno (QUI; QUI la traduzione in lingua inglese; QUI la traduzione in lingua tedesca).
I precedenti commenti pubblicati su MiL: QUI il prof. Corrado Gnerre; QUI il portale tedesco katholisch.de; QUI Gregory DiPippo.

L.V.


Sbagliato, professor Grillo – ci ripensi!

In mezzo alle «guerre della liturgia» di oltre un decennio fa, padre John Baldovin S.I. pubblicò un articolo: Idoli e icone: riflessioni sullo stato attuale della riforma liturgica (Worship 2010, n. 5). Egli sosteneva che alcuni erano dediti all’idolatria di

A proposito di quell’intervista…

Vi proponiamo – in nostra traduzione – l’articolo di Gregory DiPippo, pubblicato il 19 giugno 2024 sul sito New liturgical Movement, in cui si propone un commento dai toni insoliti all’intervista di MiL-Messainlatino.it al prof. Andrea Grillo, docente di Teologia dei sacramenti e Filosofia della religione presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e Liturgia presso l’Abbazia di Santa Giustina, pubblicata il 18 giugno (QUI; QUI la traduzione in lingua inglese; QUI la traduzione in lingua tedesca).
I precedenti commenti pubblicati su MiL: QUI il prof. Corrado Gnerre; QUI il portale tedesco katholisch.de.

L.V.


Sono sicuro che ormai tutti i nostri lettori hanno sentito la preoccupante notizia del blog Rorate Cæli (che in passato si è dimostrata piuttosto ben informata su questo argomento), e cioè che le autorità romane stanno preparando un’altra dose di Accompaniment™ per i Vescovi, per

martedì 21 maggio 2024

Le Sante Messe del tempo pasquale in dom Prosper Guéranger #22 martedì di Pentecoste

Concludiamo oggi le meditazioni liturgiche tratte dall’Année Liturgique di dom Propser Guéranger (Le Mans 1841-1866) per il tempo pasquale: martedì della Pentecoste.

L.V.

MARTEDÌ DELLA PENTECOSTE

MESSA

La Stazione di oggi si tiene nella chiesa di Santa Anastasia, in quella stessa basilica in cui noi abbiamo assistito alla Messa dell’Aurora nel giorno di Natale

lunedì 20 maggio 2024

Le Sante Messe del tempo pasquale in dom Prosper Guéranger #21 lunedì della Pentecoste

Continuiamo le meditazioni liturgiche tratte dall’Année Liturgique di dom Propser Guéranger (Le Mans 1841-1866) per il tempo pasquale: lunedì della Pentecoste.

L.V.

LUNEDÌ DELLA PENTECOSTE

MESSA

Oggi la Stazione si tiene nella basilica di San Pietro in Vincoli. Questa chiesa, chiamata anche basilica di Eudossia, dal nome dell’imperatrice che la fece innalzare, custodisce gelosamente le catene con le quali san Pietro fu legato a Gerusalemme, per ordine di Erode, e a Roma, per ordine di Nerone. La riunione del popolo fedele oggi tra le sue mura ricorda la forza di cui lo Spirito Santo rivestì gli apostoli nel giorno della Pentecoste

domenica 19 maggio 2024

Le Sante Messe del tempo pasquale in dom Prosper Guéranger #20 il santo giorno della Pentecoste

Continuiamo le meditazioni liturgiche tratte dall’Année Liturgique di dom Propser Guéranger (Le Mans 1841-1866) per il tempo pasquale: il santo giorno della Pentecoste.

L.V.

IL SANTO GIORNO DELLA PENTECOSTE

La liturgia della Pentecoste

Fondata su un passato di quattromila anni, durante l’epoca delle figure, la Pentecoste cristiana, la vera quinquagenaria, è nel numero delle feste istituite dagli stessi apostoli. Abbiamo visto che anticamente essa divise con la Pasqua l’onore di condurre i catecumeni al sacro fonte, riconducendoli poi neofiti e rigenerati

sabato 18 maggio 2024

Le Sante Messe del tempo pasquale in dom Prosper Guéranger #19 sabato, vigilia della Pentecoste

Continuiamo le meditazioni liturgiche tratte dall’Année Liturgique di dom Propser Guéranger (Le Mans 1841-1866) per il tempo pasquale: sabato, vigilia della Pentecoste.

L.V.

SABATO, VIGILIA DELLA PENTECOSTE

La liturgia di questo giorno

Anticamente, questo giorno rassomigliava a quello della vigilia di Pasqua. Verso sera i fedeli si recavano in chiesa per prendere parte alla solennità dell’amministrazione del battesimo. Nella notte che seguiva, il sacramento della rigenerazione veniva conferito ai catecumeni che l’assenza o qualche malattia avevano impedito di unirsi agli altri nella notte di Pasqua

domenica 12 maggio 2024

Le Sante Messe del tempo pasquale in dom Prosper Guéranger #18 domenica dopo l’Ascensione

Continuiamo le meditazioni liturgiche tratte dall’Année Liturgique di dom Propser Guéranger (Le Mans 1841-1866) per il tempo pasquale: domenica dopo l’Ascensione.

L.V.

DOMENICA DOPO L’ASCENSIONE

La domenica dopo l’Ascensione, a Roma, nel Medioevo, era chiamata Domenica delle rose, perché vigeva l’uso, in quel giorno, di spargere rose sul pavimento delle basiliche, quale omaggio a Cristo che si era innalzato al cielo nella stagione dei fiori. Si godeva allora in tutte le armonie del creato

venerdì 10 maggio 2024

Cucina giapponese e tradizione cattolica: il tempura ha origine "tridentine" #tempura #giappone

Un nostro amico è appena tornato per lavoro dal Giappone e ci ha raccontato molte particolarità della cultura e della tradizione nipponiche. 
L'occasione ha riportato alla memoria l'origine cattolica del tempura: qui un nostro vecchio post della nostra rubrica "Echi tridentini", proprio sul tema culinario "tridentino" nel Paese del Sol Levante.   

Roberto 

giovedì 9 maggio 2024

Quando nacque il Segno della Croce? #segnodellacroce

La grande grazia del Segno della Croce.
Luigi C.



da Il Settimanale di Padre Pio

Il venerabile costume di fare il segno della croce su persone e oggetti ha certamente origine nell’epoca apostolica. Alcuni vogliono addirittura farlo derivare da Cristo stesso che - salendo al Cielo - avrebbe benedetto i discepoli con le mani incrociate. All’inizio del III secolo, Tertulliano (160-240) scriveva: “Ad ogni passo, quando si entra e quando si esce, nell’indossare i vestiti, a tavola, nell’andare a letto, nel sedersi e in ogni lavoro che facciamo, noi cristiani ci facciamo il segno della croce sulla fronte (frontem crucis signaculo terimus).”