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giovedì 16 ottobre 2025

Lettera aperta al Santo Padre Leone XIV in vista della preparazione della sua prossima enciclica sull’Intelligenza Artificiale #300denari

Mi sembra, Santissimo Padre, che sia giunto il tempo non tanto di aggiungere nuove parole sull’intelligenza artificiale, quanto di dire, attraverso di essa, qualcosa di essenziale sull’intelligenza stessa. Viviamo infatti in un’epoca in cui le forme si moltiplicano più rapidamente degli atti, e i possibili saturano il mondo senza che alcun compimento li abiti. Miliardi di esseri pensano, immaginano, simulano: la superficie del pensiero trabocca, ma la profondità del volere si contrae. Ed ecco che una macchina, costruita con i nostri stessi simboli, viene a riflettere questo eccesso: pensa senza volere, combina senza amare, prevede senza agire. Essa è, in un certo senso, l’immagine esatta della nostra impotenza: pura potenza senza atto, intelligenza senza conversione.

La Chiesa, custode del mistero del Verbo, non può contemplare tale realtà senza risalire alla sorgente: «In principio era il Logos» (Gv 1,1). Questa parola non indica una formula, bensì una vita: il Logos non è l’idea di Dio, ma Dio stesso in atto, la Parola che si dice, il pensiero che si fa carne. Tutto l’universo si regge su questo passaggio dalla virtualità alla realtà (Benedetto XVI, “Caritas in veritate”, Enciclica, 29 giugno 2009, §1-3) : dal verbo alla carne, dalla possibilità al compimento. Il Cristo è l’Atto assoluto, actus essendi plenissimus (Tommaso d’Aquino, Quaestiones Quodlibetales, Quodl. XII, q. 5, a. 5; Summa Theologiae I, q. 4, a. 2 ) . In Lui il pensiero di Dio non è più progetto, ma presenza. Ed è proprio questo, in fondo, l’intelligenza: non la capacità di generare dei possibili, ma la potenza di dare l’essere, la forza di rendere reale ciò che era soltanto concepito.

giovedì 14 agosto 2025

La Scuola di Leadership per professionisti cattolici: intervista a Cristofer Pereyra #300denari

Dopo l’incontro con Hunter Hastings che ci ha raccontato il “bello di creare” in chiave imprenditoriale, proseguiamo il nostro percorso di scoperta di esperienze dove la fede può incarnarsi nella vita professionale. Questa volta abbiamo incontrato Cristofer Pereyra, fondatore e CEO di Tepeyac Leadership, Inc. (TLI), un progetto nato negli Stati Uniti ma già proiettato all’estero, che propone una formazione integrale alla leadership per professionisti cattolici laici.

Il programma di TLI si articola in letture, percorsi di mentoring e conferenze orientati alla formazione di leader capaci di incidere nella società civile — in ambito professionale, politico, culturale — senza scindere fede e impegno pubblico. In una cultura sempre più secolarizzata, Pereyra propone una visione forte e non difensiva del ruolo dei laici: non bastano buone intenzioni o pietà individuale, serve una presenza visibile, coerente, ben preparata. Perché il Vangelo possa trasformare non solo i cuori, ma anche le strutture.

venerdì 21 marzo 2025

Aborto: 40 Giorni per la Vita e la Quaresima. Intervista.

Cari amici, ci teniamo a raccontarvi l’esperienza che è maturata a Modena e che si è recentemente espansa anche a Sanremo, Perugia e a Bologna con la 40 Giorni per la Vita. Si tratta di 40 giorni di preghiera davanti ai centri in cui vengono effettuati gli aborti (in Italia, gli ospedali) e che è partita dagli USA per espandersi in tutto il mondo: in questi giorni sta avvenendo in più di 660 città, coinvolgendo decine di migliaia di volontari, in oltre 63 nazioni diverse.
L'intervista esce in questo periodo in quanto riteniamo che si tratti di un ottimo spunto per arricchire la propria quaresima qualora si riesca a partecipare dov’è attivo in questi giorni, così com’è un ottimo spunto quello di risolversi per attivarsi per farla partire nella propria città.
Ne parliamo con Andrea Silvestri, con una sorella missionaria in Brasile, che è laureato in fisica e lavora come programmatore e, non pago dall'adrenalina degli sport che ha praticato, come il parkour e l'arrampicata, è diventato cofondatore in Italia e responsabile dei rapporti internazionali della 40 Giorni per la Vita.

giovedì 24 ottobre 2024

L'enciclica 'Dilexit nos' sull'amore del Sacro Cuore di N. S. G. C. - #francesco #enciclica #sacrocuore

Emanata oggi, 24 ottobre 2024 

 LETTERA ENCICLICA
DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
SULL’AMORE UMANO E DIVINO
DEL CUORE DI GESÙ CRISTO

1. «Ci ha amati», dice San Paolo riferendosi a Cristo (Rm 8,37), per farci scoprire che da questo amore nulla «potrà mai separarci» (Rm 8,39). Paolo lo affermava con certezza perché Cristo stesso aveva assicurato ai suoi discepoli: «Io ho amato voi» (Gv 15,9.12). Ci ha anche detto: «Vi ho chiamato amici» (Gv 15,15). Il suo cuore aperto ci precede e ci aspetta senza condizioni, senza pretendere alcun requisito previo per poterci amare e per offrirci la sua amicizia: Egli ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4,10). Grazie a Gesù «abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi» (1 Gv 4,16). I.

L’IMPORTANZA DEL CUORE

2. Per esprimere l’amore di Gesù si usa spesso il simbolo del cuore. Alcuni si domandano se esso abbia un significato tuttora valido. Ma quando siamo tentati di navigare in superficie, di vivere di corsa senza sapere alla fine perché, di diventare consumisti insaziabili e schiavi degli ingranaggi di un mercato a cui

giovedì 11 gennaio 2024

Sodomia: dalla remissione con sinodo diocesano (1906) alle benedizioni (2023) #fiduciasupplicans #fernández #francesco

Riportiamo un bel post dello storico e giornalista Giovanni Fantozzi (già intervistato da MiL), pubblicato sul suo canale Telegram (il link).
L'autore presenta e riflette su un decreto della Diocesi di Modena del 1906 sui “più gravi e atroci delitti” dove si elencavano i peccati che solo il sinodo diocesano modenese poteva rimettere, dopo consultazione. Tra questi, "il rapporto sodomitico tra maschi".
La domanda che ci si pone con rammarico è: la new wave ecclesiale ha ancora qualche filo di connessione con la Chiesa vista fino al '900?

Gabriele



Peccati di ieri, peccati di oggi…

In passato i vescovi erano soliti conferire espressamente per iscritto, con apposito decreto, la patente di confessore ai presbiteri della propria diocesi appena consacrati o che in diocesi non avevano incarichi di cura d’anime, come precettori, insegnanti, predicatori, ecc…
Il testo riprodotto è quello di un decreto, datato 1906, con cui l’arcivescovo di Modena Natale Bruni designava confessore, per il periodo determinato di un anno, un sacerdote modenese da poco ordinato. Il testo è particolarmente interessante perché rivela come, nell’arco di un secolo, sia cambiato nella Chiesa cattolica il metro di giudizio sui “più gravi e atroci delitti”.
Secondo quanto prescritto nel decreto, nell’esercizio del sacramento della penitenza il confessore doveva attenersi a limiti rigorosi, sotto pena di sospensione dall’ufficio: non poteva innanzitutto confessare suore o religiose se non dietro espressa autorizzazione scritta o verbale dell’arcivescovo, poiché per le comunità femminili era prevista la nomina di un confessore ad hoc.
Il sacerdote aveva la facoltà di confessare sia maschi che femmine, ma in caso di donne doveva rispettare limiti rigorosi: la confessione delle malate doveva avvenire sempre con

giovedì 28 dicembre 2023

“Senza Dio, siamo troppo poveri per aiutare i poveri!” #300denari

Le recenti vicende di cronaca relative alle elargizioni erogate da alcune diocesi italiane (con l’avallo dei vertici della Conferenze Episcopale Italiana) a favore di Mediterranea Saving Humans – APS (guidata dal noto Luca Casarini indagato, stando alle notizie di stampa, dalla Procura di Ragusa, assieme ad altre cinque persone, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione del codice della navigazione) presso la quale opera quale cappellano don Mattia Ferrari nonché il periodo Natalizio che stiamo vivendo, stimolano una breve riflessione che sviluppiamo in 300 denari (presentazione della rubrica e link social) sul lemma “carità” che – come noto – nel linguaggio comune (e, oramai, anche in quello ecclesiale delle omelie) ha subito una progressiva degradazione e secolarizzazione, descrivendo soltanto l’atto materiale ed esteriore dell’azione umana mediante la quale si aiuta il prossimo, senza pretesa di corrispettività.

La carità viene quindi apprezzata in una dimensione orizzontale come vicenda esclusivamente “umana” che promana da un sentimento interiore, scevra di qualsiasi connotazione religiosa e suscita apprezzamento sociale (tant’è che non manca chi fa pubblicità della carità praticata). 

sabato 2 dicembre 2023

Genesi 1-11: Adamo, Eva e il serpente agli occhi dei moderni. Ricomprendere il valore perenne di un antico testo ebraico con Don A. Lonardo #adamoedeva

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

Vuoi comprendere l'enorme valore del testo della Genesi?
Genesi è stato uno dei testi chiave su cui si è esercitata l’esegesi storico-critica, frammentandolo in fonti.
Come ricostruire oggi una lettura globale di Gen 1-11 che tenga conto di tali studi, ma non dimentichi l’approccio canonico-unitario della Scrittura?
Attraverso una piena comprensione dei simboli ebraici utilizzati dal testo è possibile oggi tornare a comprendere l’enorme valore dello shabbat/settimo giorno, dei nomi Adamo ed Eva, della “costola”, del peccato e così via, lasciandosi illuminare anche dall’esegesi neotestamentaria di quei testi.

IL PROGRAMMA

venerdì 10 novembre 2023

Perché il matrimonio è per sempre?

Anche se certe note a piè pagina, in certe Esortazioni Apostoliche, direbbero altro...
Luigi


Diciamoci la verità. Sostenere che il matrimonio debba durare per sempre sembra oggi un’affermazione di nostalgici vetero-romanticoni oppure di ingenui baciapile. Un pio desiderio che si scontra sia con i dati mondiali che vedono l’istituto del matrimonio sempre più naufragare sugli scogli del divorzio, sia con la percezione collettiva che identifica il matrimonio in una sorta di lotteria nazionale, in cui la probabilità di aver acquistato il biglietto giusto è infima.
Eppure ci sono motivi di ordine razionale, che precedono quelli di matrice religiosa, che ci dicono che il matrimonio per sua natura è per sempre, oppure non si chiama matrimonio. E quindi che ci sono prove per sostenere che il divorzio è una scelta irragionevole e di conserva contraria alla morale. Vediamo alcuni di questi motivi.

“Per tutta la vita”

martedì 26 settembre 2023

A trent’anni dalla 'Veritatis Splendor' il suo insegnamento tra unione tra fede e morale è ancora attuale #fede #morale #giovannipaoloii #veritatissplendor

30 anni, ma sembrano passati 3 secoli...purtroppo.
Luigi

13 Settembre 2023, di Fabio Fuiano, Corrispondenza Romana

Il 6 agosto del 1993 veniva pubblicata l’enciclica Veritatis Splendor di Papa Giovanni Paolo II. Nel 2023, sono ricorsi dunque i 30 anni dalla sua divulgazione ma sfortunatamente nel mondo cattolico questo importante anniversario è stato caratterizzato da un triste silenzio. Tuttavia, oggi più che mai, è fondamentale riscoprire l’insegnamento morale di questa enciclica, soprattutto alla luce del Magistero perenne della Chiesa anche attraverso la voce di quei Dottori che tanto mirabilmente l’hanno approfondita e insegnata: non possiamo non citare, in ambito morale, l’indiscussa autorità di san Tommaso d’Aquino e sant’Alfonso Maria de’ Liguori, ripresi ampiamente dal Pontefice.

giovedì 14 settembre 2023

MiL apre all’economia – la rubrica “300 Denari” #300denari


Cari amici di Mil, abbiamo deciso di aprire uno spazio per una nuova rubrica di economia. Di seguito una breve presentazione delle idee e degli amici che la seguiranno!

“Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: «Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro” (Giovanni 12,3-6).

Trecento denari. È dall’indagine su questi denari che partirà la nuova rubrica settimanale del MiL. Robert, doppia laurea, ricercatore in un’università mitteleuropea è consulente aziendale specializzato in innovazione d’impresa. Filippo è laureato in giurisprudenza, ha conseguito il dottorato di ricerca in scienze giuridiche

venerdì 8 settembre 2023

Tra Scilla e Cariddi. Come opporsi a possibili affermazioni erronee contenute in documenti del Magistero ordinario senza peccare contro la fede

Vi proponiamo questo eccellente articolo di don Alfredo Maria Morselli, pubblicato sul sito di Dogma TV il 6 settembre.
L’autore – con chiara, raffinata e sicura impostazione tomista – analizza i criteri offerti dalla dottrina cattolica per «riconoscere gli errori all’interno di pronunciamenti magisteriali (a cui non può essere lecito fornire alcun assenso, né interno né esterno), senza fare della propria interpretazione privata o della propria evidenza soggettiva, il criterio ultimo di giudizio», ovvero l’analisi della nota teologica di una affermazione sospetta ed il metodo dei dubia.
In particolare questi ultimi «rendono lecito e doveroso il buon combattimento fino alla vittoria, la quale potrà essere anche molto lontana, ma è certissima. Si tratta di una buona battaglia condotta senza sotterfugi, con pietà e sincerità».
La speranza dell’autore è che le sue riflessioni «possano guidarci tra Scilla e Cariddi, ovvero ci permettano di non assentire a possibili errori contenuti in affermazioni magisteriali, senza metterci al di sopra del Magistero».
Questo prezioso saggio è espressamente basato sugli insegnamenti del compianto card. Carlo Caffarra, già Presidente del Pontificio Istituto di studi di Matrimonio e Famiglia ed Arcivescovo metropolita di Bologna, nel sesto anniversario della morte (6 settembre 2017).

L.V.


Lo status quaestionis

Un buon fedele che vuole rimanere cattolico si trova davanti a una grandissima difficoltà: da un lato è ben conscio della necessità di assentire a quanto la Chiesa propone a credere non solo con le definizioni dogmatiche dei Concilî ecumenici oppure ex cathedra, ma anche con il Magistero ordinario.

Dall’altro, siamo consapevoli che, nei documenti autentici del Magistero ordinario, possono essere proposti o

martedì 16 maggio 2023

Consacrazione del Brasile al Sacro Cuore di Gesù

Riceviamo dagli amici della TFP e pubblichiamo.
Sotto il breve video della consacrazione.
QUI il testo originale in portoghese.
QUI, su MiL, Pio XII Lettera Encliclica Haurietis Aquas sulla Devozione al Sacro Cuore di Gesù. 
Cor Jesu adveniat Regnum tuum, adveniat per Mariam.
Luigi

CONSACRAZIONE DEL BRASILE AL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ FATTA DA DOM BERTRAND DI ORLEANS E BRAGANÇA 
CAPO DELLA CASA IMPERIALE DEL BRASILE
13 MAGGIO 2023
SANTUARIO DI CRISTO REDENTORE - RIO DE JANEIRO

O SIGNORE GESÙ CRISTO, nostro Redentore, veniamo davanti alla Tua maestosa immagine, che Ti rappresenta con le braccia aperte in forma di croce, per consacrare al Tuo sacratissimo Cuore il Brasile, “Terra di Santa Croce” [primo nome del Brasile, n.d.t.].

Tu, Signore, hai nelle Tue mani il destino delle nazioni; giudichi i popoli con giustizia, dando a ciascuno, ancora su questa terra, la punizione per i suoi crimini e la ricompensa per la fedeltà

sabato 22 aprile 2023

Fine vita. Pro Vita & Famiglia: da Paglia grave cedimento a deriva eutanasica

Aggiornamento del 25-4-23: QUI il Comunicato successivo di mons. Paglia.
Aggiornamento del 23-4-22: QUI la Bussola per un'utile analisi della vicenda.

Scandaloso! Un colpo al Magistero (anche di Francesco).
 Riceviamo e pubblichiamo.
QUI il tragico intervento di Mons. Paglia.
QUI i molti post di MiL su Paglia.
Luigi

Fine vita. Pro Vita Famiglia: da Paglia grave cedimento a deriva eutanasica

Roma, 21 aprile 2023

«Ci sorprende e consideriamo grave l’apertura di monsignor Vincenzo Paglia a una legge sul suicidio assistito. Un cedimento verso le spinte eutanasiche che tra l’altro va in contraddizione con il Messaggio Cei per la 45esima Giornata nazionale per la Vita dello scorso febbraio che affermava, giustamente, che “la morte non è mai una soluzione”.

mercoledì 20 luglio 2022

Col via libera alla Fivet la Pontificia Accademia Vita rompe con il Magistero

Sempre peggio.
QUI la recentissima apertura alla contraccezione, in palese opposizione all'Enciclica Humanae vitae di Paolo VI
Il povero Giovanni Paolo II si rivolterà nella tomba.
Luigi

La Nuova Bussola Quotidiana, Luisella Scrosati, 12-07-2022

Dopo la contraccezione, nel testo base Etica teologica della vita, la Pontificia Accademia per la vita avvia il processo anche per lo sdoganamento della fecondazione artificiale omologa. L'unico problema moralmente rilevante è quello degli embrioni sovranumerari, ma il testo base “semplifica” il tutto, stabilendo a priori che, laddove c’è un problema di sterilità, qualsiasi forma di PMA risulta lecita in quanto rapporto sessuale e generazione sono già stati separati dalla condizione di infertilità. Cosa già condannata dal Magistero che Paglia non vuole vedere o fa finta di non vedere.
Come anticipato martedì scorso (vedi qui), oltre alla contraccezione (vedi qui), la Pontificia Accademia per la Vita ha “avviato il processo” anche per lo sdoganamento della fecondazione artificiale omologa.

giovedì 17 marzo 2022

"La moda cristiana nell'insegnamento della Chiesa" a cura di Virginia Coda Nunziante

Riceviamo e pubblichiamo.
QUI Gotti Tedeschi sul volume.
Luigi

La pubblicistica cattolica e lo stesso Magistero della Chiesa degli ultimi cinquant’anni hanno ignorato il tema della moda cristiana che ha invece importanti conseguenze sul piano della vita individuale e sociale.
Virginia Coda Nunziante ci propone una serie di documenti che a questo argomento hanno dedicato i Papi del secolo XX, soprattutto il venerabile Pio XII (1938-1958).

venerdì 28 maggio 2021

Maria SS.ma nel Magistero Pontificio

Dagli amici di TotusTuus.
Luigi

Maria SS.ma nel Magistero Pontificio


«Se il cinquantesimo anniversario dell’atto Pontificio per il quale fu dichiarata senza macchia la Concezione di Maria, deve provocare nel seno del popolo cristiano ardente entusiasmo, la ragione è soprattutto nella necessità che abbiamo esposta nella Nostra precedente Enciclica.
Noi vogliamo dire di «tutto restaurare in Gesù Cristo.
«Poiché chi non accetta che non vi è strada più sicura né più facile se non quella di Maria, per la quale gli uomini possono arrivare fino a Cristo e ottenere mediante Gesù Cristo questa perfetta adozione filiale che rende santi e senza macchia allo sguardo di Dio?

lunedì 12 aprile 2021

La necessaria obbedienza al Magistero ordinario e il magistero di Papa Francesco: un problema teologico

Pubblicato dall'amico don Alfredo Morselli.
Luigi


La necessaria obbedienza al Magistero ordinario e il magistero di Papa Francesco: un problema teologico.
Dogma TV, 6-4-21

Ci sono due eccessi nel considerare il valore, come luogo teologico, del Magistero Ordinario.
Siamo tra Scilla e Cariddi.

1) Errore per difetto: valgono solo le definizioni dogmatiche, e il resto è un optional.

2) Errore per eccesso; il minimo “flatus vocis” del Papa richiede l’assenso interno.

Il giusto mezzo – non il compromesso, ma il “medium formale” – è dato dalla verità indiscussa delle “note teologiche”, per cui non tutte le affermazioni del magistero richiedono lo stesso grado di assenso.

E perché non lo richiedono? Perché il Magistero ordinario (l’insegnamento del Papa e dei singoli Vescovi cum Petro e sub Petro) è infallibile nella sua globalità, in quanto esso è corpo omogeneo, costante, non cristallizzato ma neppure “esplodente”.

Si dice allora che alcune affermazioni del Magistero potrebbero essere fallibili “per accidens”, inopportune, imprudenti e simili.

venerdì 26 marzo 2021

L'Enciclica "Fratelli tutti" in russo curata dell'editrice musulmana Medina

Ormai non serve più neppure commentare, ci basta pubblicare Vatican News.
Non solo musulmani, ma anche fondamentalisti wahabiti.
Quousque tandem abutere catilina patientia nostra.
Luigi


L'opera, che sarà presentata al pubblico il prossimo 3 marzo, è stata realizzata sotto l'egida della Direzione spirituale dei musulmani della Federazione Russa
Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

Tradotta in lingua russa e curata dal collettivo scientifico del Muslim International Forum insieme alla casa editrice "Medina", sotto l'egida della Direzione spirituale dei musulmani della Federazione Russa: è questa la nuova veste della terza enciclica di Papa Francesco Fratelli tutti, sulla fraternità e l'amicizia sociale, che sarà presentata al pubblico il prossimo mercoledì 3 marzo 2021 alle 16:00 al Centro culturale «Pokrovskie vorota» a Mosca. La pubblicazione è coincisa lo scorso 24 dicembre con la vigilia di una delle feste più importanti per i cristiani, il Natale di Cristo.

Sarà proprio il mufti sceicco Ravil Gainutdin, presidente della Direzione spirituale dei musulmani della Federazione Russa, insieme al nunzio apostolico nella Federazione Russa l'arcivescovo Giovanni D’Aniello, e all'arcivescovo dell’arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca monsignor Paolo Pezzi a presentare questo lavoro di traduzione alla presenza di esponenti di religioni e confessioni universali e tradizionali quali l’ortodossia, l’ebraismo, rappresentanti degli organismi dell’autorità civile, del mondo accademico e delle organizzazioni sociali.

Già in una lettera al segretario esecutivo dell’International Muslim Forum, Damir Hazrat Mukhetdinov, l’arcivescovo Pezzi sottolineava l'importanza di quest'opera che "consente non solo di rendere accessibile ai lettori musulmani i concetti espressi da Papa Francesco ma anche ai cattolici di vedersi attraverso gli occhi dei nostri interlocutori”. Un "gesto incredibilmente rilevante", continuava nella lettera monsignor Pezzi, "in questo momento, quando molte persone, purtroppo, credono che il dialogo interreligioso e interreligioso sia una formalità vuota che non porta frutti reali e non influisce sulla vita delle persone. Ma non è così: abbiamo molte prove di quanto sia importante una ‘cultura dell’incontro’, che può ravvivare la speranza e portare al rinnovamento”.
Una intera Collana dedicata al dialogo interreligioso

La pubblicazione dell'enciclica in russo dà il via - fa sapere il Comitato organizzatore - a una collana di volumi intitolata «Dialogo interreligioso», volta a promuovere lo studio scientifico e la riflessione sulle questioni fondamentali inerenti l’armonizzazione delle relazioni interconfessionali, come pure ad arricchire sostanzialmente il discorso interreligioso contemporaneo. Nell’ambito di questa collana verrà riservata particolare attenzione a iniziative di carattere pacifista e umanitario, ai messaggi promulgati su questi temi dai leader religiosi.

mercoledì 24 marzo 2021

Papa Francesco ha escluso il ruolo di "corredentrice" (e di Mediatrice?) per la B. Maria Vergine

E così il Papa ne fa un'altra delle sue, e, ribadendo se stesso, ignora e dimentica non solo la teologia mariana dei grandi santi (San Luigi Maria Grignion de Montfort), non solo il Magistero di Pio IX (Ineffabilis Deus) Leon XIII (Ubi primum) Pio X (Ad diem illum) e Pio XI (Explorata res) e di Giovanni Paolo II (inter alia qui), non solo il Concilio Vaticano II (Lumen Gentium, 56, "Maria cooperò alla salvezza dell’uomo" e 62 "cooperò all'opera del Salvatore", “Maria Mediatrice”, capitoloVIII) ma addirittura le apparizioni di Amsterdam (riconosciute nel 2002 dal Vescovo di Haarlem, se pur non ancora dalla S. Sede) alla veggente Ida Peerdeman, avrebbe chiesto espressamente di proclamare un nuovo (ed ultimo) dogma con i titoli di “Corredentrice, Mediatrice e Avvocata” coi quali Ella avrebbe salvato il mondo.

(si veda sulla vexata quaestio del titolo di Corredentrice e sul dogma l’articolo

lunedì 22 marzo 2021

Card. Chaput: "No, senza amor di patria non si può vivere"

Belle riflessioni del cardinale "pensionato" da Francesco il 23 gennaio scorso come arcivescovo di Filadelfia.
Luigi


12-03-2021, Marco Respinti, La Nuova Bussola Quotidiana

Nel libro Things Worth Dying For, monsignor Chaput parla di una vita misera se manca un motivo per cui perderla. Infatti le «culture incapaci di ispirare il sacrificio ultimo per un bisogno o un codice non hanno futuro». Non c’è prosperità senza amore al Paese, mentre il globalismo è un’utopia che isola l’uomo. E, se il patriottismo non toglie «la fame di Paradiso», ci libera però dalla solitudine.