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giovedì 11 dicembre 2025

Crematistica, feticismo della merce e dottrina cattolica nella vita economica #300denari

Dalla critica aristotelica della crematistica all’analisi marxiana del feticismo della merce, il pensiero occidentale si confronta da lungo tempo con l’inquietante autonomia che il denaro e le merci possono acquisire nella vita sociale. Un prisma sorprendente ma illuminante attraverso cui leggere queste tradizioni è la dottrina della Chiesa cattolica sull’attività economica, che ritorna più volte sulla stessa tensione fondamentale: l’inversione tra mezzi e fini. Mettendo in dialogo queste tre tradizioni, si possono scorgere affinità intellettuali coerenti che mettono in guardia dal permettere ai meccanismi economici—che si tratti di denaro, mercati o merci—di dominare la vita umana anziché servirla.

Aristotele offre uno dei primi trattamenti sistematici del comportamento economico. Nella Politica, libro I, distingue l’oikonomia, la corretta gestione della casa orientata all’uso e al fiorire umano, dalla crematistica, l’“arte di procurarsi ricchezza” il cui fine è l’accumulazione illimitata di denaro. Per Aristotele, quest’ultima attività è moralmente sospetta perché

giovedì 4 dicembre 2025

Quando l’uomo rifiuta la vita: l’esperimento socialista delle Hawaii e il suo fallimento #300denari

Negli anni in cui il mondo temeva una “bomba demografica”, anche un paradiso come le Hawaii scelse di credere che meno persone significasse più felicità. Nascosto dietro nobili parole come “sostenibilità” e “protezione dell’ambiente”, un progetto di pianificazione statale tentò di ridurre la popolazione, arrivando a ricalcare le logiche socialiste della Cina comunista. Oggi, a distanza di decenni, quell’utopia si rivela per ciò che era: un inganno che ha lasciato dietro di sé un’isola spopolata, un’economia stagnante e un popolo invecchiato. Un monito per chiunque osi mettere la “pianificazione” al posto della Provvidenza.
Sul tema, qui di seguito, Vi segnaliamo in traduzione l’articolo di Gary Isbell (pubblicato in lingua inglese per Tradizione, Famiglia e Proprietà).

domenica 30 novembre 2025

Reggio Emilia, Mons. Morandi. La società ha perso il senso di Dio

Vi proponiamo oggi la lettura integrale dell'intensa omelia pronunciata lunedì scorso, 24 novembre  2025, da S.E. Mons. Giacomo Morandi, Arcivescovo - Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, in occasione della Solennità del Patrono di Reggio Emilia San Prospero.

È un intervento che merita attenzione per la lucidità e il coraggio con cui il Vescovo affronta le contraddizioni della società contemporanea, specialmente in una terra ricca e ben amministrata come l'Emilia. Mons. Morandi non si rifugia in frasi di circostanza, ma va dritto al cuore del problema antropologico moderno.

Ecco alcuni passaggi chiave che vi invitiamo a notare:

  1. L'Identità come premessa al dialogo:

sabato 29 novembre 2025

Per far crescere il tasso di natalità, dobbiamo guardare a soluzioni spirituali

Per far crescere la natalità non serono solo soluzioni economiche.
QUI MiL: "Per aumentare il tasso di natalità, dobbiamo cercare soluzioni spirituali #300denari"
Luigi C.

di John Horvat, TFP

I tassi di natalità sono in calo ovunque. La maggior parte degli analisti cita cause materiali per la mancanza di bambini. Le difficoltà economiche, l'insufficienza dei servizi di assistenza all'infanzia e l'incertezza politica sono tutte citate come ragioni per cui le persone non vogliono avere figli.
Chi ha una mentalità materialista non riesce a concepire altre ragioni. Pertanto, propone maggiori sussidi governativi, agevolazioni fiscali e programmi di sostegno all'infanzia nella speranza di invertire la tendenza. Sebbene tali programmi possano aumentare leggermente i tassi di natalità , di solito non hanno il necessario impatto per evitare il collasso demografico. Inoltre, sono programmi estremamente costosi.
Purtroppo, nessuno vuole prendere in considerazione le ragioni o le soluzioni spirituali che potrebbero contribuire ad aumentare il tasso di natalità.

Alcuni analisti ammettono che la religione è un fattore che contribuisce all'aumento

giovedì 27 novembre 2025

L’economista cattolico Maurizio Milano: cosa porta la seconda edizione del “Pifferaio di Davos” #300denari

Recentemente è uscita la seconda edizione de Il Pifferaio di Davos (in promozione sul sito dell’editore). Ne avevamo scritto già in occasione della sua prima pubblicazione qui e qui.
Come visto con i precedenti post, la “Grande Narrazione” delle crisi perpetue — climatiche, energetiche, sanitarie, geopolitiche — promossa dal WEF di Davos serve a rendere accettabili sacrifici su privacy, proprietà e libertà. Questa governance sovranazionale, basata sulla pianificazione e sul controllo, punta a sostituire l’attuale modello di libertà economica diffusa. L’agenda che ne deriva investe ogni ambito della vita umana e indirizza verso un “Grande Reset” di impronta tecnocratica. L’obiettivo del libro di Maurizio Milano è proporre una contro-narrazione che riporti al reale, prima che il reale presenti un conto troppo salato.
Il testo si è rivelato un successo e, come abbiamo sottolineato più volte su questa rubrica di economia, lo apprezziamo in particolare per tre motivi:
  1. È un testo di economia scritto da uno studioso italiano cattolico, con una forte sensibilità per la libertà degli individui e dei corpi intermedi. I buoni divulgatori economici in Italia sono pochi; quelli seriamente cattolici si contano sulle dita di una mano.
  2. Maurizio riesce a proporre una critica a un sistema opaco senza scivolare nel complottismo: anzi, fonda sempre le sue analisi sulle dichiarazioni ufficiali delle istituzioni e dei soggetti coinvolti.
  3. Come emerge in particolare nelle pagine finali del volume, Maurizio ha una formazione controrivoluzionaria; una solida preparazione filosofica, che gli consente di approdare a conclusioni fondate e aderenti — a nostro avviso — al reale.
La prima edizione è uscita nell’aprile 2024 e, da allora, Maurizio è stato — meritatamente — invitato in tutta Italia per conferenze, interviste scritte e video. Di seguito, l'intervista per la quale ringraziamo l'autore per la disponibilità.

lunedì 24 novembre 2025

giovedì 20 novembre 2025

Caritas, Rapporto Povertà 2025: il buon cuore c'è, ma le proposte sono in stile Primo Maggio #300denari

Il 14 novembre è uscito il “Rapporto Povertà 2025” di Caritas, ventinovesima edizione. Ampio risalto sui maggiori quotidiani: Repubblica, Fatto Quotidiano, Corriere della Sera, ecc.
Il Rapporto mira a restituire una fotografia socio-economica della povertà nel Paese. Alcuni dati, raccolti dai centri Caritas, sono interessanti e rappresentano effettivamente una novità. Il resto invece si limita a rielaborare statistiche ufficiali e letteratura accademica già nota.
Si tratta di un album di buone intenzioni che però si invischia nella forma e nelle idee più ritrite dell'interventismo economico di stampo ex-comunista, da Camposanto Largo (cit. Seminerio). Se cambiamo la carta intestata con quella della CGIL, nessuno noterà la differenza. I quotidiani principali hanno rilanciato senza fiatare il riepilogo del Rapporto, dando per scontato che l’interventismo, l'intermediazione pubblica e la sovra-regolamentazione siano l’unico orizzonte possibile per aiutare i poveri. La proposta del post che segue, invece, è di sviluppare alcuni dei contenuti chiave senza darli per scontati.
Di seguito, un richiamo dei cinque capitoli, con citazioni* (dal documento principale o da quello di sintesi) seguite da alcuni nostri sintetici commenti. In chiusura, le "Conclusioni" complessive.

giovedì 13 novembre 2025

Da Dio alla Merce: come dal Cristianesimo si è generato il feticcio #300denari

Sono rimasto sbalordito nel vedere persone apparentemente normali — gente che vota, paga le tasse e usa la punteggiatura — ammettere, senza arrossire, di aver letto libri privi di contenuto solo per via del fatto che hanno scalato le classifiche. Non parlo di eccentrici che si vantano delle proprie stranezze. Intendo adulti comuni che, con disarmante serenità, confessano di aver letto centinaia di pagine di pubblicità della prossima puntata di un’auto-pubblicità.
Se dovessi fare un esempio, citerei Harry Potter - ma non vorrei entrare in rotta di collisione con i lettori che lo apprezzano. Infatti, il libro in sé è irrilevante; ciò che colpisce è la facilità con cui oggi il consumo passa per cultura. Leggere diventa una virtù in sé, un rituale di auto-esibizione. Conta il gesto, non il significato. Ed è proprio questa la nostra malattia moderna: viviamo per lo spettacolo della partecipazione. Vogliamo apparire colti, compassionevoli, radicali, spirituali — qualunque cosa, purché sia visibile.

*     *     *

Il Vangelo secondo il Mercato
Karl Marx chiamava questo incantamento delle apparenze feticismo della merce: la trasformazione dei rapporti umani in rapporti tra cose. Gli oggetti sembrano portare in sé un’anima invisibile, una forza che in realtà abbiamo proiettato noi. La logica è religiosa — solo che la divinità è cambiata. Dove il Cristianesimo vedeva nella materia un segno che rimandava alla trascendenza, il capitalismo la tratta come un fine a sé. Il mondo un tempo creato da Dio ora adora ciò che crea.
G. K. Chesterton, ultimo buontempone della sanità cristiana, lo disse meglio di chiunque altro: «Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane impazzite».

mercoledì 12 novembre 2025

Dilexi Te e il Pericolo del Neo-Fariseismo

Gaetano Masciullo e altri in appfondimento delll'Esortazione Apostolica Dilexit Te.
Unisinos – Istituto Humanitas- Fra Betto: "Dilexi te consacra la teologia della liberazione”.
Crisis Magazine – John Grondelski: Quando l’accoglienza collide con Cesare: Dilexi te e la domanda che manca. “Ricorrere a precedenti storici risalenti a un'epoca e a un ordinamento giuridico diversi per giustificare l'immigrazione clandestina di massa nel presente è un'analogia che va oltre ogni ragionevolezza.” La prima domanda nasce da ciò che Dilexi Te non chiede: lo status giuridico di un «migrante». L'Esortazione semplicemente ignora la questione. Ci sono solo «migranti».Cosa dobbiamo dedurre da questa omissione? Che lo status giuridico di un migrante è irrilevante? Ciò sorprenderebbe quasi tutti gli Stati del mondo, ognuno dei quali non solo distingue tra immigrati legali e illegali, ma anche tra le diverse categorie legali: lavoratori temporanei con visti non immigranti, rifugiati, richiedenti asilo, persone in libertà vigilata o residenti permanenti. Lo status giuridico di un migrante determina i diritti, i doveri e il futuro di quella persona nel paese ospitante. (...) Omettendo la questione fondamentale, ovvero lo status giuridico, si discute di migrazione come se l'ordine politico moderno non esistesse. Quando a Gesù fu chiesto di pagare le tasse a Roma, Egli non si limitò a eludere una trappola, ma riconobbe che, sebbene la supremazia di Dio fosse assoluta, Cesare aveva diritti reali e subordinati.(…) Tra Dio e Cesare, l'Esortazione sembra aver dimenticato che entrambi hanno ancora diritti legittimi su di noi”.
Reinformation.TV – Jeanne Smits: Riflessioni su Dilexi te, l’esortazione apostolica sui poveri:  “…Questo corrisponde bene al modo di agire di Leone XIV, già ben visibile oggi: non mettersi in opposizione frontale, insistere sulla continuità della Chiesa aggiungendo però tocchi personali, se non addirittura correzioni. (...) Una Chiesa povera con i poveri, l'opzione preferenziale per i poveri, le «strutture del peccato»: tutte queste parole chiave care ai teologi della liberazione si trovano effettivamente nel testo. Ma poiché in questo testo si parla principalmente di atteggiamenti, doveri e azioni individuali, è difficile vedere la dialettica marxista inserirsi nel testo. (...) In un commento a Dilexi te pubblicato da Rorate-Caeli, Roberto de Mattei osserva che «se il tema della povertà è bergogliano, l'approccio non è lo stesso». “Papa Francesco sembrava esortare a un impegno politico e sociale attivo, mentre Leone XIV invoca un impegno morale e caritatevole”.
QUI Roberto de Mattei.
QUI ancora Gaetano Masciullo: "Dilexi Te, ovvero la Povertà come Equivoco Teologico".
QUI e sotto il video.
Luigi C.

Gaetano Masciullo, Ottobre 16, 2025

This is the Italian translation of the article published in One Peter Five, October 14, 2025.

N.B. Tutti i riferimenti a san Tommaso d’Aquino qui inclusi sono specificati nelle note a piè di pagina del link originale.

L’Esortazione Apostolica Dilexi Te pubblicata da Papa Leone XIV, lo scorso 9 ottobre 2025, è l’anello di congiunzione tra il Pontificato di Francesco e quello di Prevost.

"Il diritto e lo Stato alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa". Centro Studi Livatino

Riceviamo dal Centro Studi Livatino (QUI, QUI e QUI) e pubblichiamo.
Luigi C.


Set 19, 2025

Prima parte di tre di uno studio sulla dottrina sociale di Aldo Rocco Vitale. Le prossime saranno pubblicate nei due venerdì a seguire.

«Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona»:[1] così San Paolo ha esposto la funzione delle Sacre Scritture.

Dal suddetto passaggio della seconda lettera a Timoteo si possono ricavare almeno tre dati essenziali.

In primo luogo: la rivelazione non è fine a se stessa, ma tramite la Scrittura persegue il quadruplice fine di insegnare, convincere, correggere e formare l’essere umano, cioè, sostanzialmente, evitare che l’uomo sia abbandonato a se stesso, al proprio capriccio, al proprio affanno, ai propri errori.

In secondo luogo: il fine ultimo e reale di tutte le predette operazioni è quello di instradare l’uomo alla virtù della giustizia, facendone il fulcro dell’intera esperienza esistenziale, intellettuale e morale dell’umanità.

In terzo luogo: soltanto dopo aver imparato a percorrere la via della giustizia – avendo cioè eliso la violenza, la sopraffazione, la menzogna – l’uomo può dirsi compiutamente cristiano ed essere considerato completo e preparato per le opere buone, ovvero per il bene in se stesso considerato.

martedì 11 novembre 2025

Brachetta. "La salvezza della Chiesa è sempre scaturita dalla fede di un singolo

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

Silvio Brachetta, Ott 14, 2025, Osservatorio Van Thuan

Il libro di Leonardo Lugaresi è peculiare nella sua essenza. Tratta di «economia», nel senso teologico del termine. Solo uno dei capitoli è dedicato a questo tema, ma il senso di «economia della salvezza» pervade tutto il testo. Il cristianesimo – scrive Lugaresi – «è essenzialmente economico», poiché il «piano dell’azione creatrice-provvidenziale e salvifica di Dio» è contenuto nel concetto teologico di «Trinità economica».
L’economia, nel suo significato originale, c’entra poco con il denaro. «Economia» è un termine che latinizza il greco oikos nomía, con il senso di «amministrazione della casa», oppure di «legge della casa». Quest’arte di reggere o amministrare bene qualcosa (la casa, la vita, la famiglia, lo stato, il denaro, l’anima, le virtù, le passioni) è null’altro che l’ordine, che ha la sua fonte in Dio e si riversa su tutte le creature. La Ss. Trinità, nel suo aspetto di Provvidenza, dispone tutto con ordine, perché è ordine nella sua sostanza e, per questo, è detta «economica».

giovedì 6 novembre 2025

IOR, i 41 milioni del caso Budapest. Per la prima volta, un tribunale riconosce la Santa Sede come vittima di riciclaggio #300denari

A due mesi dalla sentenza del Tribunale penale federale svizzero che ha confermato il sequestro di 11,2 milioni di euro su richiesta del Vaticano, la vicenda dello “scandalo Budapest” esce dall’ombra. Per la prima volta, un tribunale europeo riconosce ufficialmente la Santa Sede come parte lesa in un’indagine internazionale per riciclaggio, segnando un punto di svolta nella lunga battaglia per la trasparenza delle finanze vaticane. «Una sentenza in realtà puramente interlocutoria, in quanto la procedura di assistenza giudiziaria è ancora in corso», commenta prudentemente un procuratore elvetico con il quale ci siamo confrontati. «La Svizzera non ha ancora emesso la decisione definitiva. Si tratta soltanto di una pronuncia parziale, relativa al sequestro. Ma è già un primo passo significativo».
L’inchiesta – che coinvolge il fondo maltese Futura Funds SICAV plc, la società lussemburghese Optimum Asset Management e la banca ginevrina REYL & Cie – riporta alla ribalta un’operazione nata nel 2013 e oggi riaccesa dal recentissimo pronunciamento del tribunale. Così, mentre a Budapest si prepara il restauro del maestoso Palazzo della Borsa, acquistato nel 2024 da István Tiborcz, genero del premier ungherese Viktor Orbán, la Santa Sede – allora coinvolta come investitore istituzionale – tenta di recuperare i fondi dispersi durante il precedente pontificato. 
Il fondo scelto dal Vaticano aveva infatti tra gli asset principali l’acquisizione e la valorizzazione dell’attuale Bourse Palace: un immobile storico nel pieno centro della capitale, destinato (nelle intenzioni) a diventare polo di pregio per uffici, hotellerie di fascia alta o sede di grandi istituzioni internazionali. Quindi, il problema non è l’asset in sé (che poteva anche avere senso), ma chi lo gestiva, come lo gestiva e con quale rete di relazioni è arrivato a gestirlo. Fonti dei fatti e atti ufficiali a fine articolo. 

martedì 4 novembre 2025

Newsletter TFP ottobre 2025

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

TFP NEWSLETTER 4 OTTOBRE 2025

VISTO DA ROMA UN LIBRO E QUALCHE INCOGNITA

di Julio Loredo
È venuto alla luce il primo libro sul nuovo Papa. Si tratta di un’opera divisa in due parti: una biografia del Pontefice e un’intervista che egli concede alla giornalista americana Elise Ann Allen, autrice pure della parte biografica. La lettura di questo libro-intervista, pur chiarendo alcuni punti, lascia altri in sospeso, in una zona grigia aperta a interpretazioni discordanti.


NEL 30° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI PLINIO CORRÊA DE OLIVEIRA: OMELIA DI S. E. MONS. ATHANASIUS SCHNEIDER

Nel 30° anniversario della morte di Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), S.E. Mons. Athanasius Schneider ha celebrato una Santa Messa in suffragio della sua anima a Roma. Nell’omelia, il Presule ha tracciato un ritratto luminoso del fondatore di Tradizione Famiglia Proprietà, presentandolo come un autentico athleta Christi, cavaliere della fede cattolica e ardente apostolo della Madonna.


L'ASSASSINIO DI CHARLIE KIRK: PUNTO DI SVOLTA O DI ROTTURA PER L'AMERICA?

sabato 1 novembre 2025

Povertà e fede cattolica: la lezione dimenticata del Vangelo. VIDEO

Riceviamo e pubblichiamo.
"La povertà è in sé una condanna? In questo video affrontiamo la povertà cristiana alla luce della fede cattolica, distinguendo tra giustizia e carità, senza ideologie".
QUI e sotto il video.

giovedì 30 ottobre 2025

Conio e virtù: perché il Bitcoin sfida il consumismo incentivato dalla moneta emessa dalle banche centrali #300denari

“[In]
un podcast su Bitcoin […] la conduttrice parlava di come un’amica stesse avendo un altro bambino e si sentisse in grado di farlo perché Bitcoin le aveva dato la possibilità finanziaria di farlo. Ho pensato: è meraviglioso, perché sta usando denaro morale; ora può fare qualcosa che desidera e avere un altro figlio. Lo trovo bellissimo”.
Con questa provocazione si apre il podcast n. 2661 di Tom Woods, che vi riproponiamo con questo post.
La svalutazione continua della moneta (attraverso la sua emissione) da parte delle Banche Centrali, modifica i comportamenti e rende la società più consumista. Se cresce la quantità di moneta a parità di beni disponibili, quella moneta inevitabilmente si svaluta (lo stesso dollaro varrà meno in rapporto ai beni che potrà acquistare). Con il passare del tempo, la famiglia parsimoniosa che ha accantonato risparmi si impoverisce. In altre parole, l’impostazione monetaria modifica la mentalità di un’intera civiltà.

DILEXI TE O IL SILENZIO DELL’ALTARE

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

Simon de Cyrène, 10 ottobre 2025

Riflessione teologica sulla povertà, la liturgia e il valore

I. Un’eco antica nel linguaggio nuovo

Vi è, nella prima esortazione apostolica di Leone XIV, Dilexi te, una sincerità che commuove e una passione che obbliga al rispetto. Il testo abbraccia la sofferenza del mondo, ascolta il grido dei poveri e denuncia i meccanismi economici e culturali che schiacciano la dignità dell’uomo; esso si iscrive nella grande linea della dottrina sociale della Chiesa, inaugurata da Rerum Novarum di Leone XIII e prolungata, con accenti diversi, da Populorum Progressio, Centesimus Annus, Caritas in Veritate.

Tuttavia, man mano che se ne procede la lettura, affiora una sensazione discreta ma persistente: la sensazione di un vuoto. Come se la parola, pur giusta e compassionevole, rimanesse sospesa al di sopra del reale, incapace di discendere sino alla radice di ciò che nomina. Non vi è, nel documento, errore di dottrina; vi è piuttosto una distanza: la percezione che la Chiesa, parlando dei mali del mondo, inciti più il mondo che Se stessa.

domenica 26 ottobre 2025

26 ottobre. Quali sono i motivi per cui Gesù è vero Re delle società?

Festeggiamo Cristo Re oggi, ultima domenica di ottobre (I Classe, Bianco).
Vedere anche QUI: "Quali sono le conseguenze del rifiuto della Regalità sociale di Cristo?", QUI: "C’è una bellezza nella Regalità sociale di Cristo?" e QUI: "La Regalità di Cristo sulle società deve essere diretta o indiretta?".
Luigi C.


Per capire perché è giusto parlare di Regalità Sociale di Cristo dobbiamo porci una domanda fondamentale: perché Gesù lo si deve considerare Re? Risposta: Gesù è Re per ben tre motivi, come dice Pio XI nella Quas primas, enciclica con cui s’istituì la festa di Cristo Re.

Primo Motivo: Gesù è Re in quanto Signore dell’universo intero. Dice il Salmo 96: Il Signore è Re! Sussulti di letizia la terra, giubilino le numerose isole. E così san Paolo in Filippesi 2: Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo, in terra e nell’inferno, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è Signore (…).

sabato 25 ottobre 2025

"Giganti sconosciuti. I Maestri dimenticati della Dottrina politica cattolica". Corso Osservatorio Van thuan

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

Giganti sconosciuti.

I Maestri dimenticati della Dottrina politica cattolica
di Stefano Fontana

Domenica 26 ottobre, ore 16,00, inizierà la Scuola permanente di Dottrina sociale della Chiesa della Lombardia che quest’anno si terrà non più ad Annicco (Cremona), ma a Fontanella (provincia di Bergamo e diocesi di Cremona), in via San Casciano 52. Come sempre sarà possibile partecipare anche a distanza, ma sollecitiamo la partecipazione in presenza per chi abita nei dintorni per dare a questi appuntamenti un valore aggiunto.

Il tema della Scuola di quest’anno è coraggioso, innovativo ed esigente. Vogliamo presentare i “Maestri della dottrina politica cattolica” che non sono purtroppo molto valorizzati, nonostante la loro indubitabile grandezza. Si tratta di pensatori o di uomini di azione che possono dire molto anche oggi: Étienne Gilson, Stanislao Medolago Albani, Giuseppe Toniolo, Carlo Francesco D’Agostino, Giovannino Guareschi, Augusto Del Noce, Plinio Correa de Oliveira,

giovedì 23 ottobre 2025

Manovra 2026: conti in ordine (più o meno), poca libertà. La “finanziaria di continuità” #300denari

Il 17 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio per il 2026, dopo una riunione durata oltre un’ora. Una manovra che vale circa 18,7 miliardi e conta 137 articoli. Si conferma l’impostazione degli ultimi anni: piccoli ritocchi fiscali, nuove micro-misure e coperture in larga parte one-off (banche/assicurazioni, accise), con una spending review modesta. In continuità tale da meritarsi addirittura gli sberleffi di una Fornero che afferma "
Ora che però sono in ballo – perché chiamati dagli elettori a governare il Paese – l’unica musica che sanno ballare è il «lento», il «prudente», la distribuzione «saggia» di ciò che è disponibile".
La nostra valutazione: continuità più che discontinuità, poca spinta alla produttività e alla libertà economica, tassazione selettiva su settori “impopolari” e moral hazard fiscale con l’ennesima rottamazione. Misure reali per la famiglia sono sempre un miraggio (intanto, la realtà parla di un calo delle nascite nel primo semestre 2025 pari al 6,3 rispetto allo stesso periodo del 2024: meno 13.000 bambini!). Concluderemo tentando di collegare la manovra con qualche spunto su sussidiarietà e processo rivoluzionario.

giovedì 16 ottobre 2025

Lettera aperta al Santo Padre Leone XIV in vista della preparazione della sua prossima enciclica sull’Intelligenza Artificiale #300denari

Mi sembra, Santissimo Padre, che sia giunto il tempo non tanto di aggiungere nuove parole sull’intelligenza artificiale, quanto di dire, attraverso di essa, qualcosa di essenziale sull’intelligenza stessa. Viviamo infatti in un’epoca in cui le forme si moltiplicano più rapidamente degli atti, e i possibili saturano il mondo senza che alcun compimento li abiti. Miliardi di esseri pensano, immaginano, simulano: la superficie del pensiero trabocca, ma la profondità del volere si contrae. Ed ecco che una macchina, costruita con i nostri stessi simboli, viene a riflettere questo eccesso: pensa senza volere, combina senza amare, prevede senza agire. Essa è, in un certo senso, l’immagine esatta della nostra impotenza: pura potenza senza atto, intelligenza senza conversione.

La Chiesa, custode del mistero del Verbo, non può contemplare tale realtà senza risalire alla sorgente: «In principio era il Logos» (Gv 1,1). Questa parola non indica una formula, bensì una vita: il Logos non è l’idea di Dio, ma Dio stesso in atto, la Parola che si dice, il pensiero che si fa carne. Tutto l’universo si regge su questo passaggio dalla virtualità alla realtà (Benedetto XVI, “Caritas in veritate”, Enciclica, 29 giugno 2009, §1-3) : dal verbo alla carne, dalla possibilità al compimento. Il Cristo è l’Atto assoluto, actus essendi plenissimus (Tommaso d’Aquino, Quaestiones Quodlibetales, Quodl. XII, q. 5, a. 5; Summa Theologiae I, q. 4, a. 2 ) . In Lui il pensiero di Dio non è più progetto, ma presenza. Ed è proprio questo, in fondo, l’intelligenza: non la capacità di generare dei possibili, ma la potenza di dare l’essere, la forza di rendere reale ciò che era soltanto concepito.