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lunedì 15 dicembre 2025

Le due velocità di Papa Leone XIV

Il nuovo corso di Leone XIV
Luigi C.

8 Dicembre 2025, Korazym.org, Andrea Gagliarducci

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 08.12.2025 – Andrea Gagliarducci] – Le conclusioni della Commissione sul diaconato femminile nominata da Francesco – in pratica un duro “no” presentato con i guanti di velluto, che non ha sorpreso praticamente nessuno – sono state pubblicate la scorsa settimana, lo stesso giorno di un’altra decisione di Papa Leone XIV, di abrogare una delle riforme finanziarie di Papa Francesco. I due eventi non sono correlati, ma dimostrano una caratteristica di questo pontificato: anche quello di Leone è un pontificato a due velocità.

sabato 22 novembre 2025

De Beata Maria Virgine: spiega la necessità di attribuire alla Madonna i titoli che Le spettano in quanto Madre di Dio

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

De Beata Maria Virgine
a cura di Roberto de Mattei

Il recente documento Mater populi fidelis del Dicastero della Dottrina della fede su alcuni titoli mariani ha suscitato una forte reazione tra i teologi e i fedeli. Per comprendere la natura del dibattito è necessario risalire alle sue origini, cioè alla discussione che durante il Concilio Vaticano II si aprì attorno allo Schema di costituzione dogmatica "De Beata Maria Virgine Matre Dei et Matre hominum", poi cambiato e inserito, in prospettiva minimalista, nel capitolo VIII della costituzione dogmatica Lumen Gentium.
Chi vuole contribuire ad una rinascita del movimento mariano deve conoscere il primitivo schema conciliare De Beata Maria Virgine, che spiega la necessità di attribuire alla Madonna i titoli che Le spettano in quanto Madre di Dio.

Masciullo. "Cari Leone e Fernandez, non è Maria il problema"

Ancora sulla Corredentrice, ringraziando Gaetano Masciullo.
QUI il testo in video.
QUI e sotto il prezioso "Maria è Corredentrice? Tutta la dottrina spiegata".
Luigi C.

Gaetano Masciullo, Nov 10, 2025

This is the Italian translation of the article published in The Remnant Newspaper, November 5, 2025.

Il 4 novembre 2025, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha promulgato la Nota Mater Populi Fidelis. Come si evince dal titolo, si tratta di una Nota dottrinale e riguarda “alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza”. L’oggetto di critica principale riguarda la plurisecolare attribuzione alla Vergine Santa del titolo di Corredentrice, ritenendo che esso getti confusione nei fedeli perché sminuirebbe l’unico valore redentivo di Gesù Cristo.

Il documento era stato concepito sotto Francesco, ma non è stato pubblicato in tempo, perché il Vescovo di Roma - come amava definirsi - morì prima. Già da agosto 2025, diversi vaticanisti italiani parlavano, in effetti, di una Nota volta a ridimensionare le litanie lauretane. Leone, inizialmente contrario, avrebbe poi ceduto alle pressioni di Fernandez.

domenica 21 settembre 2025

Rahner oltre Rahner - Intervista a don Salvatore Vitiello

Riceviamo e pubblichiamo.
"Per la "Fondazione Lumen de Lumine" Tommaso Amadei cura l'intervista a don Salvatore Vitiello sul suo recente libro "Rahner oltre Rahner""
QUI e sotto il video.

giovedì 18 settembre 2025

Vaticano II: la Primavera non c’è stata. Marian Eleganti.

Grazie a Marco Tosatti per questa utile riflessione di Mons. Eleganti.
"Col senno di poi, devo dire: la primavera della Chiesa non si è materializzata; ciò che è sopraggiunto è un declino indescrivibile nella pratica e nella conoscenza della fede, una diffusa informalità e arbitrarietà liturgica (a cui io stesso ho in parte contribuito, senza rendermene conto)".
Luigi C.

12 Settembre 2025 

Carissimi StilumCuriali, Marian Eleganti, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste lucide e severe riflessioni su ciò che è seguito al Concilio Vaticano II. Buona lettura e condivisione.
§§§

Vaticano II: la primavera annunciata non c’è stata

Sono nato nel 1955 e da bambino ero un chierichetto entusiasta. All’inizio, servivo secondo il Rito Antico, sempre un po’ nervoso all’idea di sbagliare le risposte latine; poi, nel bel mezzo dell’azione, sono stato riqualificato alla cosiddetta Nuova Messa. Da bambino, ho assistito all’iconoclastia nella venerabile Kreuzkirche (Chiesa della Santa Croce) della mia città natale. Gli altari gotici scolpiti furono abbattuti sotto i miei occhi infantili. Rimase solo l’altare del popolo, il coro vuoto; la croce nell’arco del presbiterio, Maria e Giovanni a sinistra e a destra su pareti bianche spoglie: nuove, espressive vetrate, inondate dal sole che sorgeva a est.
Nient’altro: fu un taglio netto senza precedenti. Noi bambini pensavamo che tutto fosse normale e appropriato e risparmiavamo diligentemente per il nuovo pavimento in pietra, contribuendo così alla riforma e al restauro della chiesa. L’euforia che circondava il Concilio era portata ovunque dai sacerdoti, e furono convocati sinodi, ai quali io stesso, da giovane adolescente, partecipai. Non capivo assolutamente cosa stesse succedendo. A vent’anni, ero un novizio e sperimentai in prima persona e dolorosamente le tensioni liturgiche tra i tradizionalisti e i progressisti riformatori. Furono introdotte nuove vocazioni ecclesiastiche, come quella degli assistenti pastorali sposati.

BREAKING NEWS. La nuova intervista a Leone XIV. La domanda sulla Liturgia Tradizionale

Pubblichiamo un piccolo stralcio dell'intervista di Papa Leone XIV che uscirà oggi. 
In particolare la domanda sulla liturgia e la relativa risposta, soprattutto quella tridentina.

Brevemente:
  1. L'approccio: ci pare che il Papa voglia equiparare il Novus Ordo in lingua latina alla Messa Tradizionale. A nostro parere, salva reverentia, è uno sbaglio e un errore teologico. 
  2. La questione per Leone è ancora aperta e, ci pare di capire, non la risolverà a breve.
  3. Non c'è comprensione, ci sembra, per il mondo tradizionalista e non si citano la marginalizzazione e la violenza che  il mondo tradizionale ha subito sotto Papa Francesco. Non c'è mai la parola "inclusione e pace" per il nostro mondo.
  4. Addirittura il problema del rito tradizionale. è molto "complicato, polarizzante", ecc.,  e che per alcuni (si suppone tradizionalisti) si aggiunge ad altre considerazioni facendolo così diventare "ideologico". Mi sembra. paia condividere la tesi bergogliana secondo cui settori tradì sarebbero immotivatamente - secondo lui - ideologizzati. Cioè, la causa della Messa Tradizionale. non si riferisce solo a una maniera di pregare, che sarebbe accettabile secondo il Papa, ma è anche un problema di pensare su molti altri argomenti (p.e il CVII), il che porta a renderla inacettabile.
  5. Pensiamo  che potrebbe essere una doccia fredda per coloro che sostengono il grande cambio di passo rispetto a Francesco. Nella migliore delle ipotesi potrebbe lasciare tutto come sta, riservandosi di pensarci su (quando?)…
  6. Il nostro timore è che si possa giungere ad un compromesso al ribasso per marginalizzare ulteriormente i fedeli tradizionali:  far accogliere il NOM in lingua latina in ampi settori nel mondo tradizionale, creando ulteriori spaccature e divisioni.
Vedremo.
Luigi C.

Per quanto riguarda il gruppo di studio sulla liturgia, cosa si sta studiando? Quanto della ragione per cui è stato istituito era legato alle divisioni che circondano la Messa tradizionale in latino, per esempio, o a questioni come il nuovo rito amazzonico?

sabato 23 agosto 2025

De Mattei. "Il Concilio di Nicea e il Vaticano II

Grazie a Roberto de Mattei per questa utile analisi.
"Il Vaticano II è stato certamente un Concilio valido, e in questo senso, autorevole, ma la sua rilevanza storica non è dovuta ai benefici che ha portato alla Chiesa, come accadde per il Concilio di Nicea, ma ai gravissimi guasti che ha prodotto. Se il Concilio Vaticano II è destinato a lasciare nella storia un’impronta maggiore di quello di Nicea è perché la crisi religiosa del nostro tempo è più grave e più profonda di quella ariana. I danni, che mons. Lefebvre intravedeva e che Paolo VI negava, oggi sono un fatto oggettivo ed evidente. La teologia pastorale del Vaticano II si è auto-confutata nel corso dei sessant’anni che sono trascorsi dalla sua conclusione e lo storico non può che prenderne atto".
Luigi C.

3- 7-25

Esiste un rapporto tra il Concilio di Nicea, celebrato nell’anno 325 e il Concilio Vaticano II, l’ultimo dei ventuno concili riconosciuti come ecumenici, conclusosi l’8 dicembre 1965?
In una lettera scritta il 29 giugno 1975 a mons. Marcel Lefebvre, che criticava il Concilio Vaticano II, papa Paolo VI affermò che “il Concilio Vaticano secondo non è meno autorevole, anzi per taluni aspetti è più importante ancora del Concilio di Nicea” (Cfr. La Doc. Catholique, 58 (1976) p. 34). L’affermazione lasciò allora stupefatti. Il Concilio di Nicea ci ha trasmesso le verità fondamentali della fede cattolica, poi espresse dal cosiddetto Credo niceno-costantinopolitano, che ogni domenica viene recitato nella Santa Messa. Il Concilio Vaticano II non ha definito alcuna verità, né condannato alcun errore, presentandosi come un Concilio pastorale e non dogmatico.
Come è possibile attribuire a un controverso concilio pastorale, maggior importanza di quanto la Chiesa ne attribuisca al suo primo concilio ecumenico?

giovedì 21 agosto 2025

Celibato Sacerdotale: indispensabile e irrevocabile. Joachim Heimerl

Grazie a Marco Tosatti per la pubblicazione di questa utilissima e completa analisi sul celibato sacerdotale.
"Ogni indebolimento del celibato sarebbe quindi, come scrive Sarah, “una messa in discussione degli insegnamenti dell’ultimo Concilio e dei papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”. Il celibato resta ciò che è stato fin dai tempi degli Apostoli: indispensabile e irrevocabile!".
Luigi C.,

20 Agosto 2025 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, padre Joachim Heimerl, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul celibato sacerdotale. Buona lettura e diffusione.

Celibato sacerdotale: indispensabile e irrevocabile

 p. Joachim Heimerl von Heimthal

La sfida dei riformatori della Chiesa è sempre stata quella di opporsi al celibato. Questo non è cambiato dai tempi di Lutero, ed è particolarmente vero nell’era dell’errore sinodale commesso dalla Chiesa: il celibato deve essere abolito, e a tutti i costi: questa è la preoccupazione principale.
Dove la fede cattolica declina, declina innanzitutto anche l’accettazione dei sacerdoti e del celibato. Chi si allontana da Cristo si allontana inevitabilmente anche dalla comprensione del modello di vita che Egli ha plasmato per noi. “Il celibato per il regno dei cieli” (Matteo 19:12) appare quindi solo un accessorio obsoleto, non più un tema centrale del Vangelo e della predicazione degli apostoli (1 Corinzi 7:7). Come mera “legge”, il celibato è ormai obsoleto; pur essendo “appropriato” per il sacerdozio, è essenzialmente una reliquia da museo. Servono invece sacerdoti sposati.
Il cardinale Alfons Maria Stickler (1910-2007) descrisse tutte queste tendenze nel suo acclamato libro “Celibato clericale” già nel 1993.
Stickler chiarisce molto bene che il celibato non è mai stato solo una legge blanda che poteva essere abolita in qualsiasi momento, con la stessa arbitrarietà con cui era stata introdotta un tempo; al contrario: l’astinenza del clero, come dimostra Stickler, risale alla tradizione orale degli apostoli ed era già naturalmente richiesta a tutto il clero nella Chiesa primitiva.
Certo, la maggior parte di loro era sposata; ma ciò non cambiava il fatto che, dal momento dell’ordinazione in poi, non era più loro permesso di avere rapporti sessuali con le proprie mogli; da allora in poi, dovevano amarle come una sorella.

Stickler fa risalire in modo convincente questa pratica a 1 Corinzi 9 e indica le corrispondenti risoluzioni dei Concili di Tours (461), Gerona (517) e Alvernia (535). Soprattutto, tuttavia, chiarisce che il celibato è molto più di una rinuncia esteriore o di una pratica rigorosa: riguarda Cristo e con lui il sacerdozio della Nuova Alleanza; in breve, è tutto o niente. Dove muore la fede in Cristo, scrive Stickler, “muore anche la continenza”, e dove sorgono eresie e scismi, l’abolizione del celibato appare sempre come un presagio.

mercoledì 6 agosto 2025

Storia della Chiesa Si scrive “spirito del Concilio”, si legge “tutto è permesso”

Il disastro del post concilio.
"Come già accaduto in altre occasioni, più importante del Concilio fu la sua applicazione. Parliamo del famoso “spirito del Concilio”, uno spirito che si è sempre manifestato nella storia della Chiesa dopo questi incontri ecumenici, e nel caso del Vaticano II equivalse a dire che “tutto è lecito”. Infatti, ancora oggi qualsiasi idea dottrinale o liturgica viene giustificata in nome del Vaticano II, ma quando chiediamo di indicarci in quale documento compaia precisamente questa o quella assurdità, ci viene risposto che non è necessario il testo, perché la risposta è implicita nello “spirito del Concilio”".
Luigi C.


La missione della Chiesa è realizzare ciò che san Paolo scrisse a Timoteo: «Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4). Ed è a questo fine che tutto il resto è subordinato. La Chiesa non è principalmente una questione di riti, forme o scuole teologiche. Tutto ciò, certamente fondamentale, è subordinato al fine di cui sopra. Ed è per questo che, nel corso della storia, la Chiesa si è adattata a culture e circostanze storiche diverse. Basti considerare le differenze – non solo liturgiche – tra le varie Chiese d’Oriente e d’Occidente.
Quando parlo di “adattarsi al mondo” non intendo certo modificare o aggiornare i dogmi della propria fede, i principi della propria moralità o il proprio culto. Mi riferisco alla sua struttura esterna, a come la Chiesa si presenta al mondo. Ad esempio, la scorsa settimana Bruno Moreno ha pubblicato un interessante articolo su Infocatólica in cui sottolinea un cambiamento in atto nella struttura esterna della Chiesa, dovuto al modo in cui il mondo è cambiato: le parrocchie come circoscrizioni territoriali non hanno più senso. A un certo punto, la Chiesa dovrà considerare un’altra forma di giurisdizione sui suoi fedeli, più simile, a mio avviso, alle prelature personali che a quelle territoriali. E questo comporterà molti cambiamenti relativi al modo in cui eroga la cura pastorale, alle attività parrocchiali e all’organizzazione del culto.

lunedì 4 agosto 2025

Dal Sillabo al Vaticano II: un affresco incisivo di don Claude Barthe

Riceviamo e pubblichiamo.
"Sulla nuova liturgia, il nostro Autore vede un altro caso si “autocancellazione dell’autorità magisteriale”, “la Chiesa si rimetteva alla scuola del mondo, che le insegnava delle cose su se stessa. Essa doveva pregare in quello stesso modo: in un certo senso, alla scuola del mondo secolare”".
Luigi C.


Stefano Fontana, Oss. Card. Van Thuan, 1-7-25

Questo libro di don Claude Barthe [Troverà ancora la fede sulla terra? La crisi della Chiesa dopo il Vaticano II, Fede & Cultura, Verona 2024], è decisamente da leggere. Si tratta di un affresco delle principali vicende materiali e dottrinali della Chiesa cattolica dal Sillabo ad oggi. Tutti i passaggi vengono descritti con intelligenza e tutte le grandi questioni sospese vengono considerate appunto sospese, ossia bisognose in futuro di chiarimenti.
La Chiesa del Sillabo è definita delle “ambiguità” nella ricerca di “una strada che non si poteva trovare”. Sia i cattolici liberali che gli intransigenti “non coglievano tutta la porta del problema”. I liberali non capivano che nella repubblica democratica c’era “il desiderio di allontanare la Chiesa dalla scena pubblica”. I liberali, con una “ingenuità a colte commovente” credevano che nella repubblica democratica ci fossero delle opportunità per ridare al cattolicesimo una influenza nell’età moderna.

domenica 3 agosto 2025

Aborto abominevole delitto (Gaudium et Spes)

Aborto, abominevole delitto (Gaudium et Spes 51, Concilio Vaticano II): "Infatti Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita: missione che deve essere adempiuta in modo degno dell'uomo. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli". 
Luigi C.

LA LEGGE SULL'ABORTO E' RADICALMENTE MALVAGIA E VA SOLO ABOLITA
Non esistono parti buone della legge 194 nonostante i primi articoli che dicono di voler tutelare la maternità

di Tommaso Scandroglio

«Io non abortirei mai, ma non posso impedire ad altri di farlo». È una classica obiezione volta a legittimare la 194. Nella maggior parte dei casi la persona che, anche in buona fede, sostiene questo principio arriva ad affermare ciò, seppur spesso in modo inconsapevole, perché costruisce un'analogia con altre condotte: non andrei mai in montagna, ma non posso impedire agli altri di andarci se hanno voglia; non manderei mai mio figlio all'estero, ma non posso impedire agli altri di farlo. E così via.
Ora vi sono atti che sono malvagi sempre, comunque e per tutti, al di là dei gusti e delle idee personali. Insegna Giovanni Paolo II: «Esistono atti che, per se stessi e in se stessi, indipendentemente dalle circostanze, sono sempre gravemente illeciti, in ragione del loro oggetto» (Reconciliatio et paenitentia, n. 17). Parimenti Tommaso d'Aquino appunta: «Gli atti peccaminosi sono cattivi per se stessi e non possono esser buoni in nessuna maniera, in nessun luogo e in nessun tempo: poiché sono legati per se stessi a un fine cattivo» (Summa Theologiae, II-II, q. 33, a. 2 c.).
Da qui la categoria concettuale degli assoluti morali o dei doveri negativi assoluti o dei mala in se, cioè degli atti intrinsecamente malvagi.

lunedì 14 luglio 2025

Aborto e cani: la contraddizione delle leggi in Italia

L'omicidio dell'aborto ("l'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli", Concilio Vaticano II, Gaudium et spes 51) e gli animali, con le nuove leggi, trattati meglio.
Il mondo al contrario.

venerdì 11 luglio 2025

Esclusiva MiL: intervista a Mons. Bux sul suo nuovo libro sull'imbroglio di Francesco circa il questionario Summorum Pontificum

A seguito della bomba mediatica ecclesiastica dell’articolo di Diane Montagna del 1° luglio (QUI MiL) che denunciava autentiche falsità di Papa Francesco nel Motu Proprio “Traditionis Custodes” che, contrariamente a quanto detto dai vescovi di tutto il mondo che si dichiaravano soddisfatti della liberalizzazione della Messa Tradizionale, affermava  la contrarietà dei Vescovi al Motu Proprio Summorum Pontificum e la divisività della Messa Latina Tradizionale e ne limitava draconianamente la celebrazione, è uscito a tempo di record il testo completo (Edizioni Fede & Cultura) a firma Mons. Nicola Bux e Saverio Gaeta che riporta i documenti, gli antefatti, il contesto e i fatti che hanno condotto allo svelamento dell’autentico imbroglio di Papa Bergoglio (QUI per acquistare il volume). 
Abbiamo deciso di chiedere a Mons. Nicola Bux come si è giunti a questo e cosa contiene l’Appello finale a Papa Leone XIV.
QUI; QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI su MiL.
Luigi Casalini

1. Monsignore, lei descrive la riforma liturgica postconciliare come un chiaro allontanamento dalle intenzioni autentiche del Concilio Vaticano II e della Sacrosanctum Concilium. Secondo lei, quale fu l’errore più grave nell’attuazione concreta della riforma liturgica?

Mettere al primo posto la partecipazione dei fedeli – diventata un ‘diritto’ - invece che i diritti di Dio, che con la sua Presenza rende possibile a noi di entrare in rapporto con Lui: questo è il culto divino: coltivare la relazione con il Signore. La liturgia è ‘sacra’ per questo, altrimenti è solo liturgia, ossia atto pubblico, incline all’esibizione, allo spettacolo, all’intrattenimento: come si dice in America: litur-teinement.

2. Lei afferma che “la liturgia è divenuta un campo di battaglia”. Ritiene che questo conflitto sia destinato a durare oppure vede segnali di un possibile ritorno alla pace liturgica della Chiesa?

giovedì 22 maggio 2025

Discorso del Santo Padre Leone XIV all’Assemblea Generale delle Pontificie Opere Missionarie

Questa mattina, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Assemblea Generale delle Pontificie Opere Missionarie.
Pubblichiamo di seguito il discorso  – nella traduzione in lingua italiana – che il Papa ha rivolto ai presenti all’udienza, in linea con la vocazione missionaria della Chiesa cattolica.
In calce alcune fotografie dell’udienza.

L.V.


Sala Clementina
Giovedì, 22 maggio 2025

Eminenza, Eccellenze,
Segretari Generali, Direttori Nazionali e Personale
delle Pontificie Opere Missionarie,
cari fratelli e sorelle,

porgo un caloroso benvenuto a tutti voi, convenuti da oltre centoventi Paesi per partecipare all’Assemblea Generale annuale delle Pontificie Opere Missionarie. Desidero esprimere innanzitutto la mia gratitudine a voi e ai vostri associati per il servizio offerto, che è indispensabile per la missione di evangelizzazione della Chiesa, come posso testimoniare personalmente dalla mia esperienza pastorale negli anni di ministero in Perù.

Le Pontificie Opere Missionarie sono effettivamente il «mezzo principale» per

mercoledì 14 maggio 2025

E Wanderer. "Leone XIV. Perché sono moderatamente ottimista" #papaleonexiv

Continuiamo le analisi sul nuovo pontificato di Leone XIV.
Luigi C.

El Wanderer, 9-5-25

Prendendo in prestito l'espressione di Volkoff, devo dire che sono moderatamente ottimista riguardo al pontificato di Leone XIV. Nel 2013 ero furiosamente pessimista riguardo a quello di Francesco, e non mi sono sbagliato. Spero che non accada anche questa volta.

Prevost non era la mia prima scelta, né la seconda. E non solo per la fuga di notizie sulle accuse relative ad alcuni casi di insabbiamento, che poi si sono rivelate mere accuse infondate, ma anche per la sua vicinanza a Francesco. Tuttavia, vista la situazione che si presentava, è sicuramente una scelta che preferisco a molte altre, e ciò che abbiamo visto in queste prime ore mi conferma in questa opinione.

venerdì 2 maggio 2025

Lanzetta. "La posta in gioco è alta nella scelta del nuovo successore di Pietro" "#sedevacante #conclave

Continuiamo le analisi sul prossimo Conclave.
The Pillar Staff: “Il coraggio di essere candidi”. Chaput su Francesco e ciò che viene dopo: “…Gli aspetti più dannosi dello stile di Francesco erano il suo disinteresse nel chiarire questioni teologiche e la sua evidente avversione per alcune parti della Chiesa. Ad esempio, ha rifiutato di rispondere alle serie domande sollevate dalle dubia di vari cardinali dopo l'Amoris Laetitia.(…) Papa Francesco è stato spesso causa di divisione a causa del suo stile e del suo temperamento. E ha rifiutato di chiarire i dibattiti teologici quando è stato chiamato a farlo. Sembrava rifiutare la responsabilità in quelle aree di competenza richieste a un papa.(…) Papa Francesco, spesso, ha parlato in modo troppo approssimativo di questioni serie, confondendo i suoi ascoltatori e sminuendo la gravità del suo ufficio. Ha creato ambiguità su questioni importanti di dottrina, pratica cristiana e diritto ecclesiastico. E questo non porta mai a nulla di buono….”.
QUI gli altri nostri post sulla Sede Vacante e sul Conclave 2025.
QUI gli altri nostri post sulla morte del Santo Padre Francesco e sui commenti al suo pontificato.
Luigi C.

30 Aprile 2025, Corrispondenza Romana, padre Serafino Lanzetta

Cosa vogliano i Signori Cardinali un successore di Francesco o di Pietro? Questa è una domanda fondamentale a cui bisogna rispondere con l’ausilio della teologia e della storia della Chiesa e non semplicemente con idee personali o cordate di potere. È ormai tempo di avviare una riconciliazione interna alla Chiesa, con un chiaro aggancio all’intera Tradizione e non al suo ultimo scorcio, come si usa fare da un po’ di tempo a questa parte, dal Vaticano II in poi. L’ultimo Concilio non è l’anno zero della Chiesa, quando tutto iniziò. È un momento ecclesiale, un concilio ecumenico, uno dei ventuno concili della Chiesa, con una peculiarità magisteriale tale da essere facilmente frainteso. Si guarda sovente al Vaticano II come se fosse il Concilio di Trento o il Vaticano I e di qui l’inghippo. Se si rimane alla dizione “concilio” e al fatto che un concilio è una manifestazione solenne o straordinaria del magistero della Chiesa, allora il Vaticano II perfettamente combacia con i concili precedenti. Ma se si guarda al suo effettivo esercizio, non ci si scosta dal livello di magistero ordinario (a meno che non reiteri una dottrina precedente), come quello di un’enciclica papale, per avere un’idea. Un magistero quindi ancora in fieri, al suo primo grado e potenzialmente aperto a nuove acquisizioni o a necessari miglioramenti.

Da questa atipicità magisteriale deriva la tentazione o di “canonizzare” il Vaticano II promuovendolo a unico concilio della Chiesa,

giovedì 1 maggio 2025

Il card. Hollerich mina l’insegnamento della Chiesa sulla sodomia: vogliamo questo come Papa?

Dopo il card. Tagle che canta Imagine (QUI sabato su MiL), il card. Cupich che benedice il drago cinese (QUI domenica su MiL) ed il card. McElroy che si esprime a favore della comunità LGBT (QUI ieri su MiL), vi proponiamo il video (pubblicato sul canale Life Site News TV) con la dichiarazione del card. Jean-Claude Hollerich S.I., Arcivescovo di Lussemburgo, noto esponente dell’ala modernista in seno al Collegio cardinalizio e considerato tra i «papabili» nell’imminente conclave che alla chiarissima domanda di un giornalista: «Crede che la sodomia debba essere considerata un peccato grave?», si contorce in una risposta acrobatica: «Non so cosa porterà il Sinodo. Ora ascoltiamo il popolo di Dio, ciò che esprime. Sto iniziando a ricevere i rapporti, come sapete sono il relatore generale del Sinodo e quindi leggo tutto, a settembre faremo una prima bozza per gli incontri continentali che si terranno. Penso che, prima di tutto, non

mercoledì 2 aprile 2025

Mini-documentario sulla S. Messa Tradizionale. VIDEO - #messatradizionale

Pubblichiamo un breve documentario sulla Messa di sempre. 
Interessante anche se la "traduzione automatica" che hanno usato non è all'altezza.
"Un nuovo film fa luce sulla divisione nella chiesa cattolica tra tradizionalisti che desiderano il diritto di praticare la messa latina e progressisti che vedono il vecchio rito come una reliquia obsoleta. Con la salute del Papa in discussione, molti stanno riflettendo su cosa riserva il futuro per la messa tridentina. Francesco è noto nelle comunità tradizionali per la sua attuazione di restrizioni sulla messa attraverso Traditionis Custodes. Ora, molti si chiedono cosa accadrà alla messa latina dopo la sua morte. Il successore del pontefice continuerà le restrizioni o sarà più flessibile nella sua pratica? Questo documentario esplora le convinzioni profondamente radicate dietro i titoli dei giornali e i dibattiti teologici che alimentano la divisione".
QUI e sotto il video integrale.
QUI  InfoVaticana – Cardinale di Lima afferma che coloro che difendono il Vetus Ordo si credono la panacea: «I settori più antichi della fede cristiana …ci dicono che non dobbiamo festeggiare muovendoci così tanto e che non dobbiamo ballare né cantare... (loro)  vogliono una messa in latino, triste, che nemmeno capiscono e tuttavia si credono la panacea».
E andiamo a Romano di Lombardia (BG), domani (QUI MiL), per il film sulla Messa Tradizionale. 

sabato 7 dicembre 2024

Nuovo volume. “Rinnovamento o rivoluzione? Dialogo intraecclesiale su Vaticano II e altri sinodi”

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

COMUNICATO STAMPA

Un libro del cardinale Agostino Marchetto e del Maestro Aurelio Porfiri.

Il Concilio Ecumenico Vaticano II continua a rappresentare il fulcro di molte delle problematiche ecclesiali contemporanee. Oggetto di letture divergenti, spesso contrastanti, il Vaticano II è stato da alcuni esaltato come una pietra miliare imprescindibile, mentre da altri viene visto come il principio di una crisi ancora irrisolta. Di fronte a questa polarizzazione, il cardinale Agostino Marchetto, riconosciuto come uno dei più importanti studiosi del Concilio, e il Maestro Aurelio Porfiri, compositore e musicologo, si sono impegnati in un dialogo aperto e costruttivo per offrire nuove prospettive su un tema cruciale per la Chiesa cattolica.