“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te” (Mt, 11, 25-26)
Ora ci si mette anche Enzo Bianchi ad attaccare - anche se con qualche altra considerazione ragionevole - la felice ed inattesa consacrazione alla Russia e all'Ucraina: "forme di devozioni che non appartengono alla grande tradizione cattolica" [...] Questo gesto suscita turbamento, come altri hanno fatto già notare".
Meno male, cominciavo a preoccuparmi...
Luigi
Ve lo ricordate Enzo Bianchi? Il fondatore della Comunità di Bose a cui – con un
decreto vaticano – è stato ordinato di lasciare immediatamente i locali del monastero della comunità da lui fondata per evitare problemi legati
all’autorità e alla gestione? Ebbene dopo un periodo di silenzio – a Torino sembrava aver ritrovato la sua passione per la cucina – Fratel Enzo è tornato a parlare.
E lo ha fatto commentando quello che accadrà a giorni, il 25 marzo, durante la Celebrazione della Penitenza nella Basilica di san Pietro, quando Papa Francesco consacrerà la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria.
Intervistato da Radiosound24 sull’argomento, lo scorso 17 marzo ha affermato: «Io debbo dire, proprio perché sono sempre stato impegnato nell’ecumenismo, questo gesto faccio difficoltà a capirlo e non solo perché in questo atto si fa un atto di offerta di consacrazione, non so come chiamarlo bene, perché teologicamente non ha un grande fondamento». E poi ha aggiunto: «Anche nell’ecumenismo la cosa non sarà certamente gradita a tutte le chiese della riforma che pensavano che queste forme di devozioni che non appartengo alla grande tradizione cattolica». E ha concluso: «Questo gesto suscita turbamento, come altri hanno fatto già notare».