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Il piccolo Davide-MiL ha fiondato Googlia, si parva licet componere magnis . (Per inciso: è significativo che l'aggettivo 'filisteo...

Visualizzazione post con etichetta Humanae Vitae. Mostra tutti i post
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venerdì 8 settembre 2023

Martirio Ulma: la S. Sede "ritratta" la beatificazione di un bambino non nato. Perchè? Vuole ostacolare i movimenti Pro Life?

Antefatto: domenica 10 settembre sarà proclamata beata la famiglia polacca Ulma, sterminata dai nazisti per aver nascoto e aiutato una famiglia ebrea.
La famiglia era composta da due genitori, sei figli nati uno ancora nel grembo materno. 
Questa circostanza (cioè che il settimo figlio non fosse ancora nato, come raccontato dal Postulatore che ha raccolto le testimonianze dell'epoca sul martirio), pur nella crudezza e nella tragicità dei fatti, aveva dato man forte ai movimenti pro life che giustamente avevano visto in questa beatificazione del "feto non nato" una forte e decisiva (nonchè coerente) difesa da parte della S. Sede della dignità della vita anche dei feti: sarebbe stata infatti la prima beatificazione  di una persona "non nata". 
Ad essere maggiormente entusiasti sono stati soprattutto i movimenti pro life statunitensi, perchè è proprio negli USA che alcune sciagurate leggi permettono l'interruzione della gravidanza addirittura ancora poche settimane prima della nascita! 
APRITI O CIELO!
A fronte delle polemiche scatenate a seguito di queste giuste "rivendicazioni" da parte dei Pro life, la S. Sede cosa decide di fare? Di tacere, imparziale e forte della sua superiorità morale? Di evitare di scendere in queste "beghe di partito"? Di evitare ogni

sabato 26 settembre 2020

L'ultima follia "Convenzione di Faro": coprire in Italia i monumenti e le opere d'arte per non offendere l’Islam

Dallo storico quotidiano romano "
Il Tempo" , che nei primi anni post-conciliari denunciò coraggiosamente il cataclisma che si stava abbattendo sulla Chiesa, apprendiamo come alcuni Deputati al Parlamento Italiano, che possiamo ribattezzare  gli "ultimi resistenti", hanno strenuamente lottato contro il mostro del
"politically correct" per salvare e  valorizzare l'immenso patrimonio artistico e culturale italiano schiacciato e deturpato dalle incoscienti manovre autodistruttive di alcune formazioni politiche. Ci riferiamo al disegno di Legge N. 257 "Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro - in Portogallo N.d.R.-  il

venerdì 27 ottobre 2017

Humanae Vitae: pronta la "svolta"?

Su la Nuova Bussola Quotidiana il 23.10.2017 è stato pubblicato un commento ad un articolo di Avvenire, in cui si annuncia 
quella che sarà la svolta che si va preparando in ambito cattolico: un'apertura alla contraccezione. Luciano Moia, firma del quotidiano sensibilissima ai temi della famiglia e della bioetica, è da tempo impegnata contro i «fustigatori implacabili dei nostri giorni», cioè quelli che si ostinano a non vedere la dottrina cattolica evolvere sotto il fluire della storia.
L'occasione è un corso alla Pontificia Università Gregoriana
che è servita al quotidiano dei vescovi per dire che «chi pensa che quanto scritto da Paolo VI in Humanae vitae sia per le coppie credenti un obbligo da perpetuare “nei secoli dei secoli” ignora non solo la storia della Chiesa, soprattutto quella dell’ultimo secolo, ma anche quanto detto dallo stesso pontefice riguardo all’opportunità di non considerare i contenuti dell’enciclica né infallibili né irreformabili».
Per continuare a leggere di questo grave ULTERIORE pericolo leggere qui 

Proponiamo alcuni nostri vecchi post sull'infallibilità dell'Humanae Vitae e sull'immutabilità della dottrina 
Qui,  qui  (di don Morselli), qui 

venerdì 30 settembre 2016

Humanae vitae: in difesa della fede


In difesa della Fede
L

La Nuova Bussola Quotidiana  Lorenzo Bertocchi 24-9-16
Cinquecento studiosi cattolici degli Stati Uniti hanno firmato una Dichiarazione che, a partire dall’enciclica Humanae Vitae del beato Paolo VI, ribadisce e afferma «l’insegnamento della Chiesa cattolica sul dono della sessualità».

martedì 18 agosto 2015

Famiglie cattoliche tradizionali : la Scuola Libera G. K. Chesterton

La Divina Provvidenza  guida ed assiste in ogni tempo il  popolo fedele alla legge del Signore.
Grazie all'aiuto divino si possono trovare dei "gioielli tradizionali" come, ad esempio,le Famiglie che fanno parte della "Compagnia dei Tipi Loschi del Beato Piergiorgio Frassati" della Riviera delle Palme: una Comunità talmente numerosa che riuscirebbe a riempire un intero paese.
Famiglie che sono e che vogliono rimanere autenticamente cattoliche: lontane dai nostri chiassosi blog e distanti dalle "contro-chiese" che rilasciano etichette e patenti.
Avvalendosi della direzione spirituale di integerrimi Religiosi che non antepongono "nulla all'amore di Cristo", quei fedeli sono il "granello di senape" seminato dalla Divina Provvidenza nell'arido campo di un mondo sempre più scristianizzato. 
Prima o poi una Comunità tradizionalmente cattolica giunge alla logica, coerente conclusione di organizzare una scuola "libera". 
Lo hanno fatto, soprattutto nel secolo XIX, il più anticattolico della storia moderna, tanti Santi e Sante di diversi Ordini Religiosi alcuni dei quali nati appositamente per assolvere cristianamente all'educazione dei giovani. 
Una Lettrice di MiL a commento di un post ha recentemente scritto:  "bisogna smetterla con questi lamenti da perdenti. ... Invece di "piangerci addosso" dobbiamo rimboccarci le maniche e continuare, ciascuno al proprio posto, nell'opera di evangelizzazione che ci è stata affidata". 
La scuola "libera" è la risposta cattolica alla dilagante dittatura laicista globalizzata e globalizzante.
Postiamo un brevissimo articolo del Presidente della Compagnia dei Tipi loschi del Beato Piergiorgio Frassati con lo scopo di suscitare un maggiore interesse per la scuola tradizionalmente cattolica e "libera", indispensabile per salvare l'identità cattolica delle nuove generazioni.
W la Scuola "libera" cattolica ! 
Christus vincit !


Aderiamo alla campagna di raccolta di fondi per la Scuola Libera Gilbert Keith Chesterton

Cari Amici, la Scuola Libera G. K. Chesterton, che nasce dall'esperienza della Compagnia, da qualche giorno ha aderito ad una piattaforma di crowdfunding allo scopo di raccogliere i fondi necessari per il lavoro che svolge e che si sta ampliando.   
È una scuola che comprende una scuola media con tre classi, un liceo delle scienze umane opzione socioeconomica con cinque classi (quest'anno abbiamo sostenuto la maturità per la prima volta e con successo) e un istituto professionale per periti elettronici. 
La scuola, disse un nostro amico, è la più grande delle opere di carità, allora vi chiedo di aderire al programma di finanziamento di cui qui sotto trovate il collegamento. 
Vi sarei grato se diffondeste anche all'estero questo collegamento, il sito è americano e la nostra presentazione è fatta in modo che chi parla l'inglese possa comprendere. 
Grazie! 
Marco Sermarini, rettore della Scuola Chesterton e presidente della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati" 


martedì 23 giugno 2009

Perché Humanae Vitae è infallibile?

Il pur interessante articolo dell'Abbé Barthe è molto discutibile; in particolare quando l'enciclica Humanae Vitae viene presentata come non infallibile: riporto a questo proposito alcune considerazioni, sintetiche ed eccezionali, del Card. Siri (tratte da qui).
Ribadisco la mia personale convinzione che l'Ermeneutica della Continuità è altra cosa dallo sminuire la portata del Vaticano II: ma è la crocifiggente ricerca, all'interno del circolo ermeneutico dominante neomodernista di fatto egemone e asfissiante - ovvero nella attuale situazione di crisi nella Chiesa -, dell'autentica ermeneutica della Chiesa di sempre. A sentire certe definizioni di pastoralità del Vaticano II, sembra che centinaia di Vescovi siano andati a Roma a mangiare le ballotte chiacchierando davanti al camino di argomenti teologici...
Ho già espresso qui più diffusamente il mio pensiero

Sac. Alfredo M. Morselli

IL VALORE DELLA HUMANAE VITAE da «Renovatio», III (1968,4), pp. 506-507
Si tratta evidentemente del valore teologico, perché è di questo che si è discusso. In altri termini si è chiesto: le affermazioni della Humanae Vitae, specialmente quella in cui si condannano tutti i metodi e i mezzi anticoncezionali, sono riformabili o sono irreformabili? Ossia: la sostanza del documento è garantita a qualche titolo dal carisma della infallibilità o non è garantita? Ai fedeli importa sapere se sono o non sono nella certezza divinamente garantita. E’ ovvio che ove mancasse la perfetta certezza, l’efficacia del documento risulterebbe grandemente sminuita.

Ora un punto appare certo: la Humanae Vitae non è una definizione ex cathedra. Ciò significa che da sé non esclude la reformabilità della sentenza. La questione allora viene a porsi in questo modo: posto che il documento non è ex cathedra, la sostanza del documento non ha la infallibilità e la conseguente irreformabilità da un’altra fonte, e, nel caso, quale sarebbe? Vediamolo partitamente.

Anzitutto, comunque si pensi, va tenuto conto di quanto insegna il Concilio Vaticano secondo al numero 25 della Lumen gentium: «Ma questo religioso rispetto di volontà e di intelligenza lo si deve in modo particolare prestare al magistero autentico del romano pontefice anche quando non parla ex cathedra, così che il suo supremo magistero sia con riverenza accettato e con sincerità si aderisca alle sentenze da lui date, secondo la mente e la volontà da lui manifestate, la quale si palesa specialmente sia dalla natura dei documenti, sia dal frequente riproporre la stessa dottrina, sia dal tenore della espressione verbale». Questo testo condanna quelli che non hanno dimostrato né considerazione, né rispetto, né riverente e sincera adesione; afferma che il documento in oggetto è, per lo meno, atto di magistero autentico, ma non risolve la questione proposta, che è ben altra. In fatti il concetto della «autenticità» non implica la infallibilità e la conseguente irreformabilità. I fedeli vogliono essere certi in modo assoluto. Ed hanno ragione.

Nel presentare come ipotesi, per il caso in oggetto, solo quella della definizione ex cathedra (che è scartata) ossia del magistero solenne e quella del magistero autentico (che non implica di per sé la infallibilità), c’è un grave sofisma di elencazione, anzi un grave errore, perché si tace un’altra ipotesi possibile: quella del magistero ordinario infallibile. E’ strano come da taluni si cerchi ad ogni costo di evitare il parlarne. Il magistero ordinario è per la Chiesa il nutrimento sicuro di ogni giorno, mentre il magistero solenne è raro e non sempre può stroncare le eresie nel loro primo cauto e orpellato presentarsi, appunto perché richiede una preparazione lunga ed accurata, sia che venga esercitato dal romano pontefice, sia, col romano pontefice, dal collegio episcopale (grassetto mio).

La questione pertanto va posta obbiettivamente così: concesso che il documento non sia atto del magistero infallibile e pertanto da solo non dia la garanzia della irreformabilità e della certezza, la sua sostanza non è forse garantita da un magistero ordinario in quelle note condizioni per cui lo stesso magistero ordinario è infallibile? In tal caso il contenuto del documento non sarebbe irreformabile in ragione del solo documento, ma la sostanza del documento avrebbe già di per sé ed aliunde la garanzia della infallibilità.

Ora a noi parrebbe di dover rispondere: la sostanza del documento è già garantita dal magistero ordinario, pertanto è irreformabile.

In fatti fin dal primo secolo la Didachè parlando della via della morte vi mette «gli uccisori dei figli». Le stesse parole sono ripetute nella lettera di Barnaba (20, 2); Clemente Alessandrino è deciso e particolareggiato contro i contraccettivi (Pedagogus 2. 10. 91. 2). Si possono sentire Minucio Felice (Octavius 30, 2), Lattanzio (Divinae institutiones 6.20. 25), Giustino (ApologiaI, 9), Atenagora (Legatio pro Christianis 33). Questa tradizione continua nei padri seguenti, assumendo particolare rilievo nei testi di sant’Agostino i quali sono la base della legislazione canonica. Il filone della tradizione patristica e teologica è attestato sugli stessi concetti. Si arriva così alla enciclica Casti Connubii di Pio XI (30 dicembre 1930). L’insegnamento di tale enciclica ricapitolava l’insegnamento antico e comune. Pare di poter dire che le condizioni nelle quali si verifica il magistero ordinario irreformabile siano raggiunte (per non parlare poi dell'Esortazione Apostolica Familiaris Consortio e di tutte le successive ratifiche di Giovanni Paolo II; n.d.r.). Il periodo della irrequietezza diffusa è fatto assai recente, che non incrina per nulla quanto era nel sereno possesso di tanti secoli.

E’ necessario aver presente che non c’è solo magistero solenne e magistero semplicemente autentico; tra le due espressioni sta il magistero ordinario, dotato del carisma della infallibilità.

Si chiede come sia possibile ottenere la adesione — talvolta costosa — alla enciclica Humanae Vitae, non escludendo dalla mente dei fedeli l’idea che un tale insegnamento possa venire un giorno cambiato. La scienza potrà, se un giorno dimostrare che taluni farmaci non sono né contraccettivi, né altrimenti dannosi sia subito che in prosieguo di tempo; in tale caso potranno essere usati. Ma non sarà la dottrina a cambiare, saranno i responsi scientifici.