Vi proponiamo – in nostra traduzione – l’articolo pubblicato il 10 settembre sulla sua pagina Substack, in cui la vaticanista Diane Montagna intervista mons. Athanasius Schneider O.R.C., Vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana. Mons. Schneider si esprime con estrema chiarezza in merito al pellegrinaggio giubilare delle associazioni omosessualiste, ribadendo il costante ed immutabile insegnamento della Chiesa Cattolica ed infine appellandosi al Romano Pontefice: «Dal profondo del cuore auguro a Papa Leone XIV la grazia di Dio, affinché abbia il coraggio di riparare a questo atto abominevole che ha infangato la santità dell’Anno Giubilare».
L.V.
Mons. Athanasius Schneider O.R.C., Vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, si è espresso con forza contro il recente pellegrinaggio giubilare internazionale «LGBTQ+» approvato dal Vaticano, denunciandolo come una «profanazione» della Porta Santa e una «beffa» a Dio.
Il pellegrinaggio, inserito nel calendario generale del Giubileo 2025 del Vaticano (QUI), è stato organizzato dall’associazione italiana pro-LGBTQ+ La Tenda di Gionata; dal Global Network of Rainbow Catholics, che aveva fatto pressioni durante la 15ª assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi su «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» del 2018; e da Outreach con sede negli Stati Uniti, guidato da padre James Martin S.I.
Sabato pomeriggio, alcune fotografie virali hanno mostrato due partecipanti maschi che si tenevano apertamente per mano nella Basilica di San Pietro in Vaticano, uno dei quali portava uno zaino con la scritta «F*ck the rules» [espressione volgare che preferiamo non tradurre in italiano: N.d.T.]. Un’altra immagine ritraeva un giovane con una maglietta arcobaleno che scattava un selfie della sua mano «artigliata» con il Baldacchino di San Pietro di Gian Lorenzo Bernini sullo sfondo.
Il pellegrinaggio di due giorni ha visto anche una veglia venerdì sera, durante la quale una coppia lesbica ha raccontato la propria «storia d’amore» (QUI), e una Messa sabato mattina celebrata da mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio e Vicepresidente per l’Italia meridionale della Conferenza Episcopale Italiana, che ha incoraggiato i partecipanti ad essere pazienti fino a quando la Chiesa non riconoscerà lo stile di vita LGBTQ+. Erano presenti oltre mille persone.
In questa intervista esclusiva con mons. Athanasius Schneider, discutiamo della sua reazione a questi eventi, dell’udienza ampiamente pubblicizzata di Papa Leone XIV con padre James Martin e dei gravi rischi per la Chiesa cattolica e il mondo se dovesse perdere la sua autorità morale in tali questioni.
Mons. Athanasius Schneider implora inoltre Papa Leone XIV di seguire l’esempio di San Giovanni Paolo II denunciando pubblicamente l’incidente LGBTQ+ nella Basilica di San Pietro in Vaticano, riconoscendo la colpa del Vaticano nell’averlo permesso e compiendo atti di riparazione con umiltà e verità.
Egli denuncia anche i sacerdoti che affermano lo stile di vita LGBTQ+ come «criminali spirituali» e «assassini di anime», avvertendo che Dio li riterrà responsabili, mentre esorta i fedeli a lavorare con zelo per salvare coloro che sono stati ingannati dal peccato.
Ecco la mia intervista con mons. Athanasius Schneider.
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Diane Montagna: Una foto virale di due