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martedì 11 novembre 2025

Luis Badilla. "Il caso Rupnik e Leone XIV". E Rupnik fa il confessore il S. Maria Maggiore? #rupnik

Grazie a Luis Badilla per queste ultime notizie sul caso Rupnik.
Sommessamente, sulle parole di Leone XIV, facciamo notare che Rupnik, almeno per qualcosa è colpevole: è stato scomunicato per assoluzione del complice, scomunica poi tolta dal suo mentore Francesco (QUI MiL).
QUI MiL i post sulla vicenda.
QUI EWTN.
In fondo al post altre interessanti notizie sulla vicenda (adesso Rupnik fa pure il confessore in S. Maria Maggiore?).
Luigi C.

Il caso Rupnik e Leone XIV, un Papa garantista.

In attesa di una verità dirimente.

             Martedì 4 novembre, rientrando in Vaticano da Castel Gandolfo, Papa Leone XIV per la sesta volta ha incontrato per qualche minuto alcuni giornalisti che lo aspettavano fuori della Villa Barberini. In questa circostanza, il Papa è stato interpellato sulla questione dei mosaici dell'ex gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik, sotto processo canonico per abusi sessuali su oltre venti donne consacrate e non, nell'arco di alcuni decenni. Sono opere legate ad una singolare concezione dell’arte da parte del prete mosaicista, secondo le dichiarazioni di diverse sue vittime. In altre parole, le sue opere decorative sono parte del suo comportamento e del suo modo di avere rapporti con le persone sulle quali esercitava potere e autorità

          Rupnik, oggi sacerdote diocesano incardinato nella diocesi di Capodistria in Slovenia dove è nato nel 1954, in un primo processo canonico per aver assolto in confessione una sua complice (in atti sessuali) nel maggio 2020 venne scomunicato ma, pochi giorni dopo, questa punizione venne cancellata da Papa Francesco.

domenica 2 novembre 2025

Badilla. La buona notizia: dopo secoli sta arrivando nella Chiesa il delitto di “abuso spirituale”

Grazie a Luis Badilla per questa notizia sui casi di abusi (quasi sempre omosessuali) nella Chiesa.
Vedere QUI MiL sul caso Rupnik.
Luigi C.

La buona notizia: dopo secoli sta arrivando nella Chiesa il delitto di “abuso spirituale”

          La notizia, seppur confusa e non ufficializzata come sarebbe stato opportuno e necessario, è buona, anzi consolante, anche perché arriva dopo millenni per così dire. Tempo fa ne parlò il cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, annunciando che un gruppo di lavoro si sarebbe costituito per codificare, tipicizzare canonicamente il delitto di "abuso spirituale". Ora il card. Fernández, giorni fa, ha spiegato di aver informato Papa Leone XIV sul lavoro fruttuoso del gruppo che prosegue sotto la guida di mons. Filippo Iannone, neo Prefetto del Dicastero per i Vescovi e fino a poche settimane fa Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi.

         È stato il "caso Rupnik" a far diventare mediatico l'argomento, complicato e delicato, ma il quesito nella Chiesa è presente e irrisolto da secoli e secoli. La questione quindi non è nuova ma rimane difficile da afferrare. Insomma, non è materia da trattare con superficialità o, peggio ancora, con faciloneria giustizialista. Ma una cosa  si deve dire apertamente: la stragrande maggioranza dei fedeli del Popolo di Dio ha sempre creduto che il delitto di “abuso spirituale” esistesse nelle norme legislative, in particolare in quelle canoniche, e che quindi esistessero anche le punizioni per i colpevoli. Fuori dal cerchio di esperti e dalla gerarchia ecclesiale, nessuno tra i cosiddetti cattolici medi avrebbe mai potuto immaginare che nel 2025 la Chiesa non avesse nelle sue leggi il delitto di “abuso spirituale”.

lunedì 27 ottobre 2025

Luis Badilla: Chi e perché consente a p. Marco Rupnik di predicare il Vangelo?

Grazie a Luis Badilla per questa analisi sul nuovo scandalo della vicenda Rupnik. QUI i post di MiL sull'ex gesuita.

Luigi C.

Chi e perché consente a p. Marco Rupnik di predicare il Vangelo?

Non è solo una questione di norme canoniche

 

La ripugnante storia di violenze sessuali su decine di donne, consacrate e non, dell'ex sacerdote gesuita Marko Ivan Rupnik, oggi prete diocesano incardinato nella diocesi di Capodistria in Slovenia, suo Paese natale, è lunga ormai almeno tre decenni. A suo carico il presbitero ha un primo processo canonico finito nel maggio 2020 con la scomunica la quale poi, in pochi giorni, è stata cancellata da Papa Francesco.

lunedì 20 ottobre 2025

Badilla. Caso Rupnik. Nominati i 5 giudici per RupniK, accusato di gravissimi delitti sessuali: un'analisi

Grazie a Luis Badilla su questa analisi sulla nomina dei 5 giudici per il processo a Marko Rupnik, pupillo di Francesco.
"Ora, ma soprattutto nella storia, la Chiesa dovrà trovare un qualcosa per separare le responsabilità personali di Jorge Mario Bergoglio dal ministero pastorale a lui affidato con l’Ufficio di Pietro. Si può capire, e al limite comprendere con lacerazione, un errore così gigantesco del presbitero vescovo Jorge Mario Bergoglio e di qualche "compagno di merenda". Ma non è ammissibile un tale ragionamento se si parla del Vicario di Cristo, semplicemente perché il primo ferito dall comportamento di Papa Francesco in questa specifica faccenda è Cristo stesso".
QUI i post di MiL sull'ex gesuita.
Luigi C.

Caso Rupnik. Nominati i 5 giudici del processo canonico all’ex gesuita sloveno accusato di gravissimi delitti sessuali seriali. Questo processo è stato annunciato 2 anni fa da Papa Francesco.

          Caso Rupnik. Nominati i 5 giudici del processo canonico all’ex gesuita sloveno accusato di gravissimi delitti sessuali seriali. Questo processo fu annunciato 2 anni fa da Papa Francesco.

        Lunedì scorso, senza anticipazioni o indiscrezioni, il Vaticano, in concreto il Dicastero per la Dottrina della Fede, guidato dal cardinale argentino Manuel Víctor Fernández, ha pubblicato un breve comunicato per dire che il collegio canonico che deve giudicare l’ex gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik si è formato e che quindi il processo può avere il suo inizio dopo due anni da quando venne annunciato da Papa Francesco, il 27 ottobre 2023. Il Comunicato, diffuso in tre lingue diceva:

mercoledì 15 ottobre 2025

Tourn. "Nominati i giudici del processo Rupnik". Era ora

Grazie a Federica Tourn per questo nuove notizie sull'ex gesuita Marko Rupnik.
Forse, finalmente, si farà il processo al pupillo di Papa Francesco. 
Vedremo i risultati e vi terremo aggiornati sul profilo sui curricula dei cinque giudici nominati, ad oggi sconosciuti.
QUI Nicole Winfield su Associated Press: "Il Vaticano nomina i giudici per il processo all'ex artista gesuita Rupnik accusato di abusi da parte di oltre 20 donne".
QUI Open: "Caso Rupnik, scelti i giudici del processo sulle molestie dell’ex gesuita. L’avvocata delle vittime: «Aspettano da anni: è ora di cominciare»".
QUI EWTN.
QUI Vatican News.
QUI e sotto l'annuncio della Sala Stampa Vaticana.
Luigi C.

Comunicato Stampa del Dicastero per la Dottrina della Fede, 13.10.2025

In data 9 ottobre 2025 sono stati nominati i cinque Giudici del Tribunale che affronterà il caso del Rev.do Marko Ivan Rupnik.

Il collegio giudicante è composto da donne e chierici che non fanno parte del Dicastero per la Dottrina della Fede e non hanno alcun ufficio presso i Dicasteri della Curia Romana.

Tutto ciò al fine di meglio garantire, come in ogni processo giudiziale, l’autonomia e l’indipendenza del suddetto Tribunale.
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Federica Tourn, ott 14, 2025

Luis Badilla, giornalista cileno considerato uno dei più autorevoli tra i vaticanisti e che già avevamo intervistato per il podcast La Scomunica, commenta la nomina dei giudici per il processo a Marko Rupnik, accusato di abusi sessuali su diverse donne, laiche e consacrate.
Con un curioso tempismo, infatti, è arrivata proprio il 13 ottobre intorno all’ora di pranzo la notizia che i giudici per l’evanescente processo a don Marko Rupnik sono stati nominati. Sono cinque e fra loro, si legge nel comunicato, ci sono «donne e chierici che non fanno parte del Dicastero per la Dottrina della Fede e non hanno alcun ufficio presso i Dicasteri della Curia Romana». Una decisione presa «al fine di meglio garantire, come in ogni processo giudiziale, l’autonomia e l’indipendenza del suddetto Tribunale».

martedì 7 ottobre 2025

Badilla. Il Prefetto Iannone, un anno fa, delineò con precisione le norme violate e stravolte nel caso Rupnik #rupnik

Grazie a Luis Badilla per questa analisi sulla terribile vicenda degli abusi di Marko Rupnik, con una utilissima riproposizione di una intervista all'allora Prefetto del Dicastero dei Testi Legislativi (ora nominato da Leone XIV Prefetto del Dicasteo per i Vescovi).
QUI i post di MiL sul Caso Rupnik
Luigi C.

Il Prefetto Filippo Iannone un anno fa, come custode dei Testi Legislativi della Chiesa, delineò con precisione le coordinate giuridiche violate e stravolte nel caso dello scandalo dell’ex gesuita Rupnik

          Nella Newsletter precedente (N° 86) abbiamo pubblicato un’autorevole intervista a mons. Filippo Iannone, ecclesiastico nominato dal 15 ottobre Prefetto del Dicastero per i Vescovi, responsabilità coperta da Papa Leone XIV dal 30 gennaio 2023 fino alla sua elezione (8 maggio 2025). L’arcivescovo Filippo Iannone, fino ad oggi è ancora Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi, nominato da Papa Bergoglio il 15 aprile 2018.

          Purtroppo, un anno fa le dichiarazioni di mons, Iannone passarono inavvertite, sottobanco, e la stampa una volta attenta a questa materia si trovava in un’altra fase cognitiva. Ora che il canonista Iannone è salito alla ribalta per la nomina ricevuta (Prefetto del Dicastero per i Vescovi) appare opportuno e interessante leggere ancora questa intervista che allora, chiaramente, avvertita su determinati fenomeni in corso nella Chiesa, poco trasparenti e insidiosi. Noi lo facciamo ora tenendo lo sguardo fisso sul caso del prete sloveno Marko Ivan Rupnik.

▄ Lo scandalo Rupnik: ferita sanguinante tuttora

Sulle dichiarazioni di mons. Iannone moltissimi dei nostri lettori hanno scambiato con noi riflessioni, domande e anche dubbi. Il quesito più frequente riguarda la scomunica, la revoca della scomunica, i requisiti e i percorsi e perciò si va a finire, inesorabilmente, nella vicenda dell’ex gesuita Marko Ivan Rupnik, persona attualmente accusato per la seconda volta in un processo canonico.

Su di lui la Curia generalizia dei Gesuita, il 20 dicembre 2022, rivelò che nel mese di maggio 2020, nel primo processo canonico Rupnik venne scomunicato per aver dato l’assoluzione in confessione a una donna sua complice (sesto comandamento).

lunedì 29 settembre 2025

Luis Badilla. Papa Leone XIV nomina nuovo Prefetto per i Vescovi mons. Filippo Iannone. Un'analisi

Grazie a Luis Badilla per queste notizie sul nuovo Prefetto del Dicastero dei Vescovi, Sua Ecc. Rev. mons. Filippo Iannone.
Con un accenno al caso Rupnik (QUI i post di MiL sulla vicenda)
Luigi C.

Sala stampa vaticana: Papa Leone XIV nomina nuovo Prefetto della Congregazione per i Vescovi mons. Filippo Iannone, finora Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi.

          Testo della comunicato vaticano. "Il Santo Padre ha nominato Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina Sua Eccellenza Reverendissima Monsignore Filippo Iannone, O. Carm., finora Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi. Prenderà possesso dell’incarico il prossimo 15 ottobre 2025. Il Sommo Pontefice ha confermato ad aliud quinquennium Segretario del Dicastero per i Vescovi Sua Eccellenza Reverendissima Monsignore Ilson de Jesus Montanari. Sua Santità Leone XIV ha confermato ad quinquennium Monsignore Ivan Kovač quale Sotto-Segretario del medesimo Dicastero."

 Intervista - La voce e l’esperienza del canonista mons. Filippo Iannone, nuovo Prefetto della Congregazione per i Vescovi.  

Nel mese d'ottobre del 2024, nelle vicinanze della chiusura del Seconda sessione del Snodo sulla sinodalità, sui media tornò insistente la questione della pedofilia e soprattutto dello "scandalo Rupnik" (ex gesuita sotto processo canonico dal 19 ottobre del 2023). Il caso Rupnik

mercoledì 24 settembre 2025

Luis Badilla. "Papa Leone e due vicende dirimenti per il suo pontificato: il caso Becciu e il caso Rupnik"

Grazie a Luis Badilla per questa analisi sulle vicende Becciu e Rupnik.
QUI il post di MiL di ieri sull'istanza di ricusazione per il processo Becciu.
QUI i molti post di MiL sulla vicenda Rupnik.
Luigi C.

Papa Leone e due vicende dirimenti per il suo pontificato:

il caso Becciu e il caso Rupnik

▅▅▅ Sarà monsignor Alejandro Arellano Cedillo a presiedere, dal lunedì 22 settembre prossimo il collegio giudicante in appello - appunto, Corte d'Appello del Tribunale Vaticano - nel caso della condanna inflitta al cardinale Giovanni Angelo Becciu e altri 8 condannati nel primo grado del processo. Mons. Arellano Cedillo, Decano dal 2021 della Rota Romana, presbitero spagnolo, 63 anni (scheda Wikipedia) sarà assistito da altri giudici ecclesiastici e laici. (Motu proprio sull’ordinamento giudiziario del Vaticano – Papa Francesco 2020).

Il processo avrà luogo nella nuova Aula del Tribunale Vaticano ricavata negli ambienti della antica Aula del Sinodo nel Palazzo Apostolico. Papa Leone lo scorso 18 visitò questi locali.

Il porporato è stato condannato il 16 dicembre 2023 a 5 anni e 6 mesi di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici (per peculato e truffa aggravata relativi alla gestione dei fondi della Segreteria di Stato (compravendita di un immobile a Londra). Ora è arrivato il giudizio definitivo e sarà la Corte d’Appello a pronunciare una tale sentenza con il consenso del Papa.

          Sono note ampiamente le oscure e complesse irregolarità di questo processo che si possono elencare, come decine di gravissime irregolarità messe in essere da Papa Francesco al Procuratore del Tribunale passando per altre istanze e persone. La vera questione di questo processo è lineare e lampante: non può essere accettato in nessun modo da chiunque abbia a cuore sinceramente i diritti umani, lo stato di diritto e la verità massima possibile oltre ogni ragionevole dubbio.

          Questo processo imbastito contro il cardinale Becciu, in modo occulto, da prima che il Papa dell’epoca, con uno studiato colpo di scena mediatico, fece scrivere che il porporato aveva presentato la sua rinuncia (24 settembre 2020). Falso. Il cardinale sardo allora fu defenestrato per “peculato”, secondo l’accusa, e “l’ira funesta” di Papa Bergoglio. Alcuni media italiani, e un folto gruppo di giornalisti, presero parte attiva nel complotto così come altri alti prelati collaboratori del Pontefice.

          Dopo poco più di cinque anni, durante i quali uno dei più intelligenti, preparati e fedeli uomini di Chiesa dell’ultimo quarto di secolo è stato colpito da calunnie e menzogne, manipolazioni e discredito, senza un vero diritto alla difesa, tocca ora a Papa Leone XIV prendere la decisione finale sapendo che la scorciatoia della grazia non è utilizzabile perché lo stesso “condannato” ha già detto che non la chiederà mai. Si spera, e si augura, che il Pontefice prenda atto - e forse lo ha già fatto - che quella del cardinale Becciu è una ferita sanguinante nel corpo della Chiesa poiché la maggioranza dei cattolici ha percepito questa vicenda come frutto di manovre di potere, ambizioni papali e corruzione. Questa stessa maggioranza di fedeli ha chiara coscienza che il cardinale Becciu in quanto Sostituto della Segreteria di Stato non ha mai mosso un foglio o firmato una ricevuta senza l’autorizzazione di Papa Bergoglio, il quale con documenti insoliti, manipolazioni del Tribunale, negazioni di autorizzazioni e amicizie sospette, si è tirato fuori da momenti dove avrebbe dovuto lui, personalmente, chiarire la verità e diradare le ombre.

          È certo che Papa Leone sa molto bene che in questa vicenda non è in gioco il prestigio o la credibilità di Papa Francesco. Questa questione la giudicherà la storia guardando indietro la vita della Chiesa negli ultimi 20 anni. In questo caso è in gioco la credibilità della Chiesa quando parla di dignità umana, di diritto alla difesa, di presunzione d’innocenza, di sistema giudiziario, insomma di essere un luogo dove la giustizia è veramente convinta che “i diritti dell’uomo sono i diritti di Dio”, come insegnava s. Giovanni Paolo II.

▅▅▅ Intanto, il prossimo 27 ottobre saranno passati due anni da quando Papa Francesco fece sapere di  aver derogato alla prescrizione di gravi reati sessuali dell'ex gesuita P. Marko Rupnik

mercoledì 10 settembre 2025

È nata una stella: Marko Rupnik, l'abusatore seriale

Standing ovation per Gloria Branciani alla prima mondiale del film Nuns vs the Vatican a Toronto sull'ex gesuita al centro de La Scomunica.
Grazie a Fedeerica Tourn per la notizia.
QUI i molti post di MiL sull'ex gesuita, pupillo di Francesco, accusatto di terribili abusi.
"Quello che la Chiesa voleva mantenere confinato nei grassi pettegolezzi da sacrestia è uscito definitivamente dai confini del chiacchiericcio ecclesiastico per raggiungere gli spettatori di tutto il mondo".
Luigi C.

Federica Tourn, set 08, 2025

Nei mesi scorsi, grazie al sostegno della comunità di Appunti e a un crowdfunding dedicato, abbiamo pubblicato il podcast auto-prodotto La Scomunica, sugli abusi nella Chiesa durante il papato di Francesco. Al centro c’era la vicenda del potentissimo gesuita Marko Rupnik, artista e intellettuale vicino ad almeno tre papi, scomunicato e poi riabilitato nonostante decenni di abusi, stupri e violenze.

Quell’inchiesta era realizzata da Giorgio Meletti e Federica Tourn, che ha avuto un ruolo decisivo nello scoperchiare lo scandalo Rupnik e per questo è stata coinvolta nella realizzazione anche di un importante film per il mercato globale, presentato in questi giorni al festival di Toronto.

Dal Canada, Federica scrive questo pezzo.

venerdì 11 luglio 2025

Il Vescovo di Dublino, Rupnik, l'apertura del processo all'ex gesuita e nomina di Leone XIV sugli abusi #papaleonexiv #rupnik

Che schifo. L'arcivescovo di Dublino illustra un sermone per la domenica del Buon Pastore con  Rupnik (QUI X). 
Non c'è da stupirsi, visto che l'intera cappella del Pontificio Collegio Irlandese è di Rupnik. #CatholicX https://2011studyabroad.blogspot.com/2011/07/photos 
Per fortuna forse si apre il processo a Rupnik: "Il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero della Dottrina della Fede, ha annunciato lunedì che sono stati finalmente scelti i giudici per il tanto atteso processo canonico a padre Marko Rupnik. Padre Rupnik è accusato da circa 30 donne di abusi sessuali, psicologici e spirituali avvenuti nel corso di diversi decenni.Rupnik, mosaicista di fama mondiale, era stato precedentemente condannato dalla DDF per crimini sessuali legati al sacramento della penitenza e scomunicato per un breve periodo, espulso dall'ordine dei gesuiti e poi incardinato in una diocesi della sua nativa Slovenia come sacerdote in regola. Solo dopo un forte clamore da parte delle vittime di abusi, nel 2022 Papa Francesco ha accettato di derogare alla prescrizione delle accuse contro Rupnik" (The Pillar). 
QUI Franca Giansoldati sulla nuova nomina per la Commissione sugli abusi: "Abusi, Leone XIV sceglie il vescovo francese Verny a capo della Commissione per la tutela dei minori ⁦@ilmessaggeroit".

martedì 17 giugno 2025

I gesuiti cechi annuncia un'indagine sulla comunità del Centro Aletti\Rupnik #rupnik

Il Centro Aletti di Olomouc. Foto: Provincia Ceca della Compagnia di Gesù.

"Sono emersi fatti inquietanti riguardanti il ​​Centro Aletti di Olomouc".
Piccole buone notizie sulla vicenda dell'ex gesuita Marko Rupnik.
QUI i post di MiL su Rupnik.
Luigi C.

Michelle La Rosa, The Pillar, 11 giugno 2025

Il nuovo capo dei gesuiti nella Repubblica Ceca ha annunciato un'indagine su una comunità legata al Centro Aletti, un centro religioso e culturale legato al centro romano diretto dall'artista caduto in disgrazia padre Marko Rupnik.
Padre Pavel Bačo SJ, provinciale della Provincia Ceca della Compagnia di Gesù, entrato in carica a fine maggio, ha licenziato il direttore del Centro Aletti di Olomouc e avviato un'indagine sulla casa editrice ad esso affiliata, secondo un comunicato della provincia del 10 giugno.
La dichiarazione faceva riferimento a "testi dottrinalmente dubbi" basati su un presunto mistico, nonché a segnalazioni di manipolazione spirituale e discordia provenienti dalla comunità. Presentava inoltre delle scuse a coloro che erano stati danneggiati dal "falso misticismo" che circondava la comunità.
Secondo il suo sito web, il Centro Aletti di Olomouc si propone di promuovere il dialogo tra fede e cultura. Tra le sue iniziative figurano eventi di dialogo interreligioso, la gestione di una grande biblioteca e la formazione spirituale, oltre a uno studio cinematografico e la casa editrice Refugium.
Il centro ceco annovera tra le sue fonti di ispirazione “la sua affiliazione con il centro di Roma”.
Il Centro Aletti originale, a Roma, fu fondato nel 1991 e gestito dai Gesuiti. Negli ultimi anni è stato al centro di controversie a causa della figura di Marko Rupnik, il sacerdote ed ex gesuita caduto in disgrazia che visse presso il centro e ne fu il direttore.
Rupnik, noto artista mosaicista, è stato accusato di abusi spirituali e sessuali seriali, compresi atti sessuali palesemente sacrileghi connessi alla creazione della sua arte.

lunedì 16 giugno 2025

Luis Badilla. Leone XIV ordina la rimozione delle immagini di Rupnik #rupnik #papaleonexiv

Sito web dei media vaticani prima della modifica, 7 giugno 2025. Sotto, dopo la modifica

Grazie a Luis Badilla per l'analisi sulla bella notizia che sono state tolte le immagini dell'ex gesuita Marko Rupnik dal sito vaticano.
QUI MiL per la bella notizia.
QUI i post di MiL sul tema.
QUI Nico Spuntoni.
Crux -  Christopher Altieri: "Il Vaticano rimuove dal suo website opera di Padre Rupnik".
Luigi C.

Alla fine è Papa Leone colui che ordina al Dicastero per la comunicazione la rimozione dal sito Vatican News di riproduzioni dei mosaici del prete M. I. Rupnik, sotto processo canonico per gravi abusi sessuali.

(Ansa, 9 giugno 2025) “Il sito di informazione vaticana prosegue nella eliminazione dei disegni e opere di Marko Rupnik, l'ex gesuita accusato di abusi. Dopo avere tolto le immagini [digitali] dei mosaici o dei dipinti che accompagnavano la sezione liturgica, questo pomeriggio ha sostituito anche l'immagine che introduce alle catechesi di don Fabio Rosini che fino a qualche ora fa riportava i disegni di Rupnik ripresi dalla cappella del seminario in Laterano. Negli ultimi giorni c'erano state sui social diverse critiche perché, ad accompagnare la liturgia di oggi 9 giugno su Vatican News c'era appunto un mosaico dell'ex gesuita. Da ieri invece è cominciata la rimozione delle immagini, senza un annuncio specifico o una spiegazione”.

Il Papa ordina il ritiro

domenica 15 giugno 2025

Lo scandalo Rupnik. Vatican News ha rimosso le opere dell’artista e teologo ex Gesuita #rupnik

Buone notizie sul pupillo di Francesco,  l'ex gesuita Marko Rupnik.
QUI la notizia di MiL.
QUI The American Spectator: "Papa Leone XIII rimuove l'opera "Arte dello stupro" del Vaticano".
QUI LifeSiteNews.
QUI i post di MiL sul tema.
Luigi C.

10 Giugno 2025, Korazym.org, Vik van Brantegem

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 10.06.2025 – Vik van Brantegem] – Kristina Millare ha riferito su Catholic News Agency il 9 giugno 2025 [QUI], che Vatican News rimosso le riproduzioni dei mosaici dell’ex Gesuita Don Ivan Rupnik dalle pagine del suo sito ufficiale. La scrittrice Amy Welborn ha pubblicato su X alcuni screenshot dell’articolo di Vatican News intitolato Memoria della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa

mercoledì 11 giugno 2025

Le immagini di Rupnik tolte dai siti vaticani #rupnik

Sito web dei media vaticani prima della modifica, 7 giugno 2025. Sotto, dopo la modifica

Una prima, piccola buona notizia sulle vicende dell'ex gesuita Marko Rupnik, pupillo di Francesco.
"È quindi ragionevole concludere che sia stato Francesco a decidere che l'opera di Rupnik potesse o volesse rimanere sul sito web del Vaticano? Beh, c'è un nuovo sceriffo in città, dopo un mese dall'insediamento, e Rupnik non c'è più. Prendetelo per quello che vale".
QUI e QUI Avvenire.
QUI EWTN: "Rupnik, il vento è cambiato".
QUI i post di MiL sulla vicenda.
QUI Amy Welborn.
Luigi C.

The Pillar. 10-6-25

Il Vaticano aveva utilizzato un'immagine di Rupnik sul sito commemorativo per la festa di Maria, Madre della Chiesa, di lunedì, come fa da anni per commemorare varie feste liturgiche.
Ma questa è stata la prima volta che il fenomeno si è verificato durante il pontificato leonino. E dopo una considerevole resistenza online e la copertura mediatica in alcuni settori dei media cattolici, bum! L'opera d'arte era sparita.
I lettori di The Pillar conoscono i contorni della vicenda: Rupnik era un artista molto celebrato, vissuto in una certa epoca, accusato di aver violentato suore, manipolato direttori spirituali e commesso atti grotteschi di controllo e abuso, mentre creava i murales piastrellati dei santuari per i quali è diventato famoso.
Il caso di Rupnik è stato per anni un susseguirsi di alti e bassi, disfunzioni e confusione, e il processo al sacerdote presso la DDF, la cui autorizzazione ha richiesto anni, è bloccato da quasi due anni, mentre il Vaticano cerca (per ragioni poco chiare) di trovare dei giudici che lo ascoltino.

lunedì 19 maggio 2025

Sulla scrivania di Leone XIV: il caso Rupnik - #papaleonexiv #rupnik

Vedremo se i casi Rupnik (QUI MiL), Zanchetta (QUI MiL) e tanti altri, verranno presi in mano, al più presto, da Leone XIV.
Luigi C.
ps. curioso che durante la Messa di inizio pontificato, come incaricato a porgere l'atto di obbedienza da parte dei religiosi sia stato padre Sosa SJ... (Preposito generale dei Gesuiti che, ricordiamo, inizialmente negò la scomunica  e poi fu costretto ad ammetterla per le pressanti domande specifiche della Stampa). 


The Pillar – JD Flynn: Sulla scrivania di Papa Leone: Rupnik: Come gestirà il pontefice un caso di abuso molto notorio? “…Per Francesco, il simbolo più evidente della sua reputazione in materia di abusi è padre Marko Rupnik, il gesuita espulso e un tempo rinomato artista, accusato di aver abusato sessualmente in modo efferato di circa 30 suore, mentre realizzava gli enormi mosaici che l’hanno reso famoso. (...) Francesco, che fino alla fine della sua vita ha esposto stampe di Rupnik sulle pareti del suo studio personale, è accusato di aver protetto Rupnik, facendo in modo che nel 2022 il Dicastero per la Dottrina della Fede del Vaticano rifiutasse di revocare la prescrizione canonica che avrebbe potuto portare Rupnik a processo per gli abusi di cui è accusato. Inoltre, si ritiene spesso che Francesco avrebbe dovuto intervenire quando Rupnik è stato incardinato in una diocesi slovena dopo essere stato espulso dai gesuiti. (…)
E in tutto il mondo, le vittime di abusi sessuali da parte del clero e i loro sostenitori hanno denunciato che i mosaici realizzati da Rupnik,

giovedì 1 maggio 2025

Rupnik. Il Preposito generale padre Arturo Sosa: “Il Papa ha riconosciuto i suoi limiti, anche la sua lentezza in alcuni casi, i suoi errori cercheremo di superarli" "#sedevacante #conclave

Interessanti dichiarazioni di Padre Sosa, Preposito Generale dei gesuiti sul caso dell'abusatore Rupnik e sulla Chiesa.
“Il Papa ha riconosciuto i suoi limiti, anche la sua lentezza in alcuni casi, i suoi errori cercheremo di superarli ma il tema non è se dobbiamo dargli una medaglia ma imparare dalle critiche e dagli errori, nel caso degli abusi penso che la Chiesa oggi non sta allo stesso punto in cui stava all’inizio del suo pontificato, è avanzata” (nota di MiL, Francesco NON ha riconosciuto i suoi errori)
QUI i post pubblicati sul caso Rupnik da MiL.
QUI gli altri nostri post sulla Sede Vacante e sul Conclave 2025.
QUI gli altri nostri post sulla morte del Santo Padre Francesco e sui commenti al suo pontificato.
Luigi C.


Caso Marko Rupnik. Il Superiore generale padre Arturo Sosa osserva: “Il Papa ha riconosciuto i suoi limiti, anche la sua lentezza in alcuni casi, i suoi errori cercheremo di superarli".

Arturo Sosa, superiore generale della Compagnia di Gesù, in una conferenza stampa (video dal minuto 23 in poi) di bilancio del pontificato di Francesco, primo Papa gesuita della storia, in cui mette le mani avanti sull’incombente conclave pur dando comunque qualche indicazione a chi è chiamato a scegliere il nuovo Pontefice.

“Senz’altro cerchiamo un altro uomo di Dio – afferma – e poi molto importante, una persona che abbia uno sguardo universale che non è uno sguardo internazionale come quello delle multinazionali alla McDonald’s, universale vuol dire che è il punto di partenza, è il riconoscimento delle differenze di cultura, di storia, di esperienza religiosa. Le differenze non sono barriere ma possibilità di incontro, questo sguardo universale importantissimo quando, oggi, l’universalità del mondo è a rischio”.

lunedì 28 aprile 2025

NEWS. Luis Badilla. Documenti forse contraffatti per il Conclave?

Molto interessanti queste notizie che  da Luis Badilla, che ringraziamo, sul torbido clima pre Conclave che si respira.
"Se i cardinali, prima di entrare nella Cappella Sistina non risolvono con trasparenza totale questo enorme pasticcio, che tra l'altro anticipa altri in preparazione come il caso Rupnik, chiunque sia eletto Vescovo di Roma comincerà zavorrato in modo micidiale. L'unica a perdere, a soffrire ancora, sarà la Chiesa, il suo Popolo fedele e cristallino".
Per conoscenza dei nostri lettori, girano voci, anche, di lettere preparate ad hoc per risolvere la "questione" dei 135 cardinali votanti, quindici in più del limite stabilito.
Ne tengano conto i Cardinali per il loro voto.
Luigi C.



ll card. Pietro Parolin rivelò che il Papa, durante il ricovero, in alcune occasioni firmò con la sola lettera “F” riconoscendo però che non era ideale. L'integrità del Conclave a rischio. Un Papa affondato prima di essere eletto?
 


In un’intervista pubblicata online sul Corriere della Sera il 29 marzo, quasi un mese prima della morte di Francesco, l’allora cardinale Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, quando il giornalista Gian Guido Vecchi, a proposito dei documenti firmati dal Papa durante il suo ricovero al Gemelli, gli dice: “Si racconta li siglasse con una «F»...”. Il porporato risponde: «Sì, lo ha fatto, ma adesso firma anche per intero… Non è la situazione ideale, si capisce, ma torno a sottolineare che il Papa è nella possibilità di governare ancora la Chiesa, e siamo felici che sia potuto tornare a casa».

Va detto che la domanda e la risposta sono curiose anche perché nei giorni del ricovero del Papa circolavano, e non solo in ambienti giornalistici, fotocopie di documenti dati presso il Gemelli con una firma completa - “Franciscus” – seppure titubante.

Perché ad un certo punto la stampa, insieme al card. Parolin, doveva a tirare fuori questo particolare? Come è perché è venuta questa questione? C'era un interesse che cercava di dare cittadinanza mediatica alla firma di Francesco? Era anche importante farlo presto? E perché?

Ora, meglio lo scorso recente venerdì 25 aprile, è stata ampiamente diffusa sulla testata "Domani" la notizia, firmata dall'direttore emerito dell'Osservatore romano, Giovanni paria Vian, che il cardinale Pietro Parolin avrebbe detto di essere in possesso, e le avrebbe fatto vedere ad alcuni, due lettere di Papa Francesco con le quali estromette il cardinale Angelo Becciu dal Conclave.

Come sono queste firme? con il nome completo o solo siglate con una «F»?

mercoledì 16 aprile 2025

La Scomunica - il podcast di Tourn, Feltri e Meletti sulla copertura degli abusi di Rupnik da parte di Francesco - #rupnik @StefanoFeltri @giorgiomeletti @ingenuacronista

E' uscita oggi 16/4/2025 la prima puntata "Parole e fatti" de "La Scomunica", il podcast di giornalistmo di inchiesta realizzato da Federica Tourn con Stefano Feltri e Giorgio Meletti sulla scandalosa e prolungata copertura da parte di Papa Francesco degli abuti dell'allora padre Rupnik SJ. 
Ringraziamo Federica Tourn per avere citato il nostro blog MiL - Messainlatino.it  come primo in assoluto ad aver dato notizia (con tanto di numero della processo canonico) della scomunica a Rupnik (per assoluzione del complice nel peccato contro il VI comandamento) e la sua incredibile e immediata rimessione da parte di Francesco, suo confratello ed amico (il papa è il solo ed l'unico ad avere la potestà per poter rimuovere una scomunica appena confemata da un decreto della allora Congregazione della Dottrina della Fede). 
Grazie a MiL, la scomunica venne ammessa, lo ricordiamo, dal Preposito Generale della Compagnia di Gesù, padre Sosa, in risposta alle puntuali domande della giornalista Nicole Winfield di Associated Press, che lo aveva "messo all'angolo" durante la conferenza stampa del 14/12/2022, a seguito dello scandalo scoppiato a inizio dicembre 2022.  
Ad oggi il processo è stato riaperto, e don Rupnik è stato estromesso dai Gesuiti; molti suoi

lunedì 7 aprile 2025

Luis Badilla. Lourdes: coprono mosaici del prete abusatore seriale Rupnik. Intanto sul processo canonico del Vaticano segreto tombale

Grazie a Luis Badilla per questo riassunto delle ultime vicende sull'ex gesuita Marko rupnik.
"Se le opere decorative di Rupnik si trovassero in musei non confessionali, in mostre d'arte laiche o in eventi non religiosi, non ci sarebbe nulla da contestare tranne che la qualità artistica (belle, brutte, inquietanti, rasserenanti, ecc.). Ma queste opere, di questo autore e dopo tutto ciò che sappiamo di lui, per di più già condannato con la scomunica, seppure rimossa dal Papa, non possono essere visibili, e tantomeno ostentate in luoghi religiosi dove c'è il culto del sacro, spazi dedicati alla meditazione e alla preghiera. Dire tutto questo non è incitamento alla distruzione di questi mosaici, frutto di una storia personale, quella di Rupnik, a dir poco singolare e fonte di sofferenze per le vittime del presbitero sloveno e per i fedeli in generale. Sono opere che andrebbero semplicemente spostate in altri luoghi. Per dirla con quanto si attende il Vaticano farà con Rupnik: dimesse dallo stato clericale, religioso e spirituale".
QUI i post di MiL sul nefando religioso.
Luigi C.

Santuario di Lourdes: coprono mosaici del prete sloveno abusatore seriale Marko Rupnik. Verso la rimozione definitiva. Intanto sul processo canonico del Vaticano segreto tombale.

- Mons. Micas e card. Grech: due vescovi con visioni e condotte molto diverse.

- L’irricevibile “argomento” che difende le opere di Rupnik appellandosi a Caravaggio assassino di un rivale o a Cellini assassino di un nemico.

   La notizia, giustamente, ha avuto – lunedì 31 marzo scorso - da subito un grande rilievo, a dimostrazione che lo “scandalo Rupnik”, che coinvolge la persona di Papa Francesco (a causa delle modalità con quali ha trattato la vicenda intervenendo personalmente), è una delle ferite più dolorose e delicate che la Chiesa di Cristo ha patito negli ultimi decenni. Parliamo dell’annuncio del vescovo di Lourdes, mons.  Jean-Marc Micas, che ha deciso di far coprire alcuni mosaici (due porte laterali del Santuario mariano) come parte di un processo iniziato mesi fa, che dovrebbe condurre alla rimozione definitiva di queste opere di arte decorativa. Questo è il “secondo passo” dopo il primo del 2 luglio 2024 che permise di non più illuminare  i mosaici allestiti sulle pareti esterne del Santuario Basilica di Nostra Signora del Rosario durante le processioni serali dei pellegrini.

Nel frattempo, sull’andamento del processo canonico contro il potente sacerdote artista, da sempre protetto dall’alta gerarchia cattolica, non si è saputo nulla. Il 23 gennaio scorso, il Prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, card. Victor Manuel Fernández, riconobbe che dopo 15 mesi dall’annuncio della decisione del Papa (27 ottobre 2023) ancora si stavano cercando i giudici per formare il tribunale canonico.

Comunicato del vescovo di Tarbes-Lourdes, 31 marzo 2025